Castello di Cairo Montenotte
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Comune di Cairo Montenotte: corso Italia, 45 - Cairo Montenotte (SV)
Telefono: 019 50 70 71
Il castello Il castello Il castello Il castello

"Cairo Montenotte viene solitamente associata alla celebre battaglia combattuta tra l'11 e il 12 aprile dell'anno 1796 quando le truppe austriache si scontrarono con quelle francesi comandate da Napoleone Bonaparte per arginare la politica antifrancese asburgica. Innegabile la valenza di questo episodio storico, ma Cairo merita di essere conosciuta più a fondo, dalle sue origini che affondano le radici in un'epoca assai più remota. Grazie alle audio-guide di Liguria Heritage tutto questo è possibile!"

Cairo, crocevia tra mare a pianura padana

Cairo Montenotte si presenta come un borgo medievale, ma questo territorio ha molti secoli di storia. Venne scelto come luogo di frequentazione umana, come testimoniato dagli oggetti utilizzati nelle attività della vita quotidiana in età neolitica.
La presenza di frecce, lance, pugnali e asce in pietra, ma anche di sepolture sono segnali di un luogo in cui non si transitava solamente, ma che veniva assiduamente frequentato.

Il cambiamento avvenne in seguito alla conquista romana della Liguria quando la zona, nel 109 a.C., fu interessata dalla costruzione della Aemilia Scauri che collegava i due importanti centri di Vado (Vada Sabatia) e Tortona (Derthona all'epoca).
In questo tratto la strada punta su Ferrania per poi toccare il luogo dove si trovavano le mansiones, stazioni di sosta a disposizione di dignitari e ufficiali romani, di Crixia e Canalicum, proprio vicino al Cairo.

Inutile sottolineare l'importanza strategica acquisita da questo areale, inoltre a Cairo passava anche una via trasversale che conduceva a Cosseria, Millesimo, Roccavignale, Montezemolo e Ceva, accentuando il ruolo di snodo viario di questo territorio.
Resta un problema da affrontare quando si parla della storia della Val Bormida; si passa da un'età romana in cui l'esistenza delle stationes di Canalicum e Crixia è testimoniata sia dai documenti, l'itinerario delle province di Antonino e la Tabula Peutingeriana, due fonti fondamentali (la seconda addirittura cartografica, ma in una copia dell’età moderna) per conoscere la geografia dell’Orbe romano, sia dai reperti archeologici, alla confusione che avvolge i dati storici relativi al periodo che giunge fino all'alto medioevo, non supportata dai risultati di indagini archeologiche.

Bisogna attendere il X secolo per le prime attestazioni scritte di Cairo; il borgo viene citato in un documento del 967 in cui l'imperatore Ottone I donava ad Aleramo le terre devastate da incursioni longobarde e saracene e in un documento del 991 in cui appare nell'atto di fondazione del monastero di San Quinto di Spigno.

Nei secoli successivi Cairo subisce le stesse vicende che vedono altri borghi del savonese e della Val Bormida entrare a far parte dei possedimenti di Bonifacio del Vasto e nel 1214 di Ottone del Carretto, Signore di Savona, colui che fece costruire come propria residenza il castello su un'altura alle spalle dell'abitato a forma quadrangolare.
Fu poi Ottone a vendere il castello e le terre a esso annesse al Comune di Genova in cambio della legittimazione come signore feudale di Cairo, Carretto, a cui aggiunse il castello di Rocchetta.

Il XIV secolo vide il territorio passare prima ai Saluzzo poi agli Scarampi che ne detennero il potere anche durante i secoli successivi quando fu ripetutamente coinvolto prima in conflitti tra le truppe imperiali e francesi, poi attaccato dalle truppe del ducato di Savoia fino ancora al XVIII secolo con la battaglia di Cairo Montenotte fino all'inglobamento nel 1815 nel regno di Sardegna.

Visitate Cairo, il borgo è vivace e la sua storia non è da meno. Il territorio, frequentato dall'età preistorica, non manca di restituire reperti archeologici di età romana e grazie alla propria posizione lungo gli assi viari che conducono all'area padana fu probabilmente interessato dal passaggio del Limes bizantino in funzione anti-longobarda e passò in età medievale ai possedimenti di Enrico Del Carretto che aveva unificato tutto il territorio sotto la propria egida. Ascolta l'audioguida 1 e addentrati nelle vicende della sua storia.

Il castello

Il castello di Cairo è noto per esser stato oggetto di fatti d'arme fino ai secoli XVI e XVII a causa delle battaglie di successione tra genovesi, francesi, spagnoli e sabaudi che devastarono questo territorio causandone il definitivo abbandono da parte degli ultimi proprietari che preferirono spostarsi all'interno del borgo.
Le sue origini non sono certo ascrivibili a quest'epoca, risalgono infatti a molti secoli prima, al periodo tra l'XI e il XII secolo quando Ottone del Carretto lo edificò per utilizzarlo come propria dimora dopo aver ereditato i possedimenti montani alla morte del padre, Enrico Del Carretto principale fautore delle fortune della propria casata.

Come non abbiamo mancato di sottolineare, la posizione del borgo di Cairo, che il castello sovrastava e amministrava, permetteva di espletare la propria funzione di controllo delle attività commerciali lungo la direttrice che partendo da Vado conduceva ad Acqui e Tortona per poi proseguire fino ad Alba e Asti.

All'inizio del XIII secolo Ottone I cede i propri domini alla Repubblica di Genova e in seguito a questo passaggio il borgo vive un periodo florido in cui non mancano le testimonianze di alcuni prestigiose visite di cui il castello è testimone tra cui Corradino di Svevia e il celebre trovatore francese Arnaut Daniel.

Dal 1322 il castello cambia nuovamente proprietari con il passaggio al Marchese di Saluzzo Manfredo IV e in seguito alla casata degli Scarampi, che lo utilizzeranno come residenza fino al XVII secolo.
Visitare adesso questo insediamento fortificato vuol dire visitare un edificio che subito diverse modifiche, com'è testimoniato dalla facciata dell'edificio diviso in due blocchi distinti destinati ai due rami della casata degli Scarampi. Le parti rimanenti degli edifici sono invece attribuibili al XV secolo ed è possibile ammirare notare i paramenti murari intonacati e che presentano un'alternanza nell'utilizzo tra laterizi e pietre, come a creare una decorazione intorno ai riquadri delle finestre, elemento che ne palesa una finalità d'uso a scopo abitativo piuttosto che difensivo.

Dell'edificio originario purtroppo resta ben poco, la testimonianza della fase carrettesca, in posizione arretrata rispetto al resto del complesso, è affidata ai resti della torre che fungeva da maschio della fortificazione, a pianta quadrata e inglobata nella cinta muraria, ancora parzialmente visibile.

"Non solo borgo medievale, ma sede di un castello edificato come punto difensivo e di controllo del territorio circostante, come accadde per tutti i territori che entrarono a far parte dei possedimenti dei Del Carretto. Visita il castello, respirane la sua storia aggirandoti tra i suoi resti e ascolta l'audioguida 2 per scoprire quando e perché fu costruito".

L'intervento

Nell’ambito del progetto integrato di riqualificazione della rete dei castelli dei comuni di Cairo Montenotte, Cosseria e Dego e valorizzazione dei percorsi e siti napoleonici, l’intervento, previsto dal programma di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), risponde all’esigenza di una migliore accessibilità e visitabilità del Castello di Cairo Montenotte.

L'opera si concentra sugli spazi esterni, la strada pedonale di accesso e le aree di sosta e prevede il recupero del percorso di ingresso, che presenta tracce di pavimentazione in ciottoli di fiume, il suo allargamento, in modo da consentire un accesso veicolare di servizio e la realizzazione di un'area di parcheggio finalizzata a rendere fruibile la soprastante area del castello.
In programma anche la realizzazione di un chiosco per informazioni turistiche e di un edificio destinato a blocco servizi igienici con annesso magazzino.

Mappa
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