Borgo di Cisano sul Neva
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Comune di Cisano sul Neva: via Colombo, 53 - Cisano sul Neva (SV)
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Cisano sul Neva, ovvero la risposta del Comune di Albenga alla fondazione di Zuccarello da parte della casata dei Clavesana, ha sempre subito le pressioni create nel savonese dalla conflittualità tra il Comune di Albenga e le nobili casate della zona. Ma la sua storia ha inizio nel XIII secolo? Ascolta le audioguide di Liguria Heritage e vieni a scoprirlo!

Le origini di Cisano

I reperti paleolitici rinvenuti nella vallata adiacente, la Val Pennavaira, ci suggeriscono che il territorio su cui nacque il borgo di Cisano venisse frequentato dai popoli che transitavano nel fondovalle fin da quel remotissimo periodo.
La posizione di Cisano, alla confluenza dei torrenti Neva e Arroscia, rappresentava in epoca pre romana il territorio di confine tra i Liguri Ingauni, inseriti nel proprio territorio, e dei Liguri Montani, popolazioni che alternavano periodi di pace a periodi di selvagge rappresaglie.

Il silenzio delle fonti scritte e di rinvenimenti archeologici nella zona rendono però complicato tracciare le linee della storia del territorio nel periodo successivo, e stabilire le origini di Cisano, per le quali esistono diverse ipotesi.
Dando adito alla prima supposizione, tuttora ritenuta la più valida nonostante la mancanza di dati materiali che la possano confermare, il nome Cisano deriva dalla gens romana dei Caesii che potrebbe essersi stanziata in Liguria ai tempi della colonizzazione romana, e più specificatamente in quella zona per la sua predisposizione all'agricoltura e all'allevamento ovino, attività alla quale la famiglia doveva essere dedita.

L'alternativa alla genesi latina prende in considerazione una derivazione del toponimo Cisano dal termine chiusanum, a indicare il suo ruolo di chiusa bizantina; anche in questo caso non vi sono evidenze archeologiche a conferma dell'ipotesi, e anche dal punto di vista linguistico è stato dimostrato che Cisano e chiusanum non hanno nulla in comune, da un punto di vista storico e geografico rimane possibile che il sito rappresentasse uno sbarramento bizantino nei confronti dell'avanzata longobarda.

"In un territorio che vide l'incontro e spesso lo scontro di antiche tribù liguri, in un punto strategico che ne favorì probabilmente il ruolo di "chiusa" contro l'avanzata longobarda, sorge per l'appunto Cisano sul Neva. Ascoltate l'audioguida 1 per scoprire la storia di questo borgo nato per volere del Comune di Albenga!"

Il Medioevo

Da non sottovalutare nell'ambito di queste supposizioni la tradizione che vede Cisano come una strong>proprietà del monastero benedettino di Santa Maria e San Martino della Gallinara: la tradizione tramandava infatti che intorno alla Chiesa di San Calocero, fondata dai monaci in quel territorio, si fosse venuto a creare un insediamento sparso, una cella benedettina o un granaio con l'obiettivo di valorizzare il territorio e renderlo produttivo, e che questo complesso si fosse poi sviluppato nell'abitato sparso acquistato dal Comune di Albenga per la costruzione del borgo di Cisano.

Esattamente come era accaduto per Villanova, fondata a metà del XIII secolo, anche la fondazione di Cisano è un atto pianificato dal Comune di Albenga, sia da un punto di vista politico, sia strategico e urbanistico. Gli obiettivi di tale decisione sono molteplici: nell'ottica di controllare contemporaneamente una delle vie più antiche di transito verso il Piemonte e di tenere a bada le mire espansionistiche dei Clavesana, la fondazione di una serie di nuovi borghi sbarrava l'ingresso alle valli della zona, dava al Comune il controllo dell'intera piana e, con la scusa di offrire terreni e protezione ai contadini che abitavano gli insediamenti sparsi della zona, sottraeva risorse umane al nemico.

Della costruzione del borgo ne abbiamo notizia certa da un primo documento del 29 aprile del 1272 in cui un tale Rubeus Nipitella, un oscuro podestà di Albenga, facendo riferimento a una “superstans ville Cixani” paga 8 lire genovesi a tal Guglielmo De Turlata per lavori in corso nel nuovo borgo, il cui fosso perimetrale stava venendo tracciato proprio a quell'epoca. La costruzione va avanti per circa 16 anni, dal 1272 al 1288, data in cui sappiamo che l'insediamento non è ancora dotato di una cinta difensiva, elemento inserito solo successivamente.
Ma la cinta non è l'unico elemento aggiunto nel corso del tempo; data la difficoltà nel popolare borgo e malgrado la struttura generale sia la rigida maglia ortogonale tipica delle villanove, vi sono non pochi tratti atipici, come se il progetto iniziale fosse stato ridimensionato notevolmente in corso d'opera.

Ancora adesso il borgo conserva la propria struttura di insediamento murato, è ancora visibile la struttura rettangolare del suo abitato più antico e il tratto conservato meglio è quello orientale in cui la cinta è delimitata ai lati da due delle tre rimanenti torri a sezione quadrata coronate da merli guelfi. Queste torri, tra le quali quella a nord-est, la Torre dello Sperone, è interessata dall'intervento di recupero finanziato dall'Asse IV del POR FESR 2007_2013, sono giunte a noi non senza difficoltà; oltre agli accadimenti guerreschi cui furono testimoni e protagoniste, necessitarono un intervento di ricostruzione nel 1409 in seguito alla piena del Neva dell'anno precedente salvo esser gravemente danneggiate due secoli più tardi a causa delle truppe savoiarde.

Verso l’Età Moderna

La storia di Cisano è quasi interamente condizionata dagli avvenimenti esterni, siano essi la lotta tra Albenga e i Clavesana, tra Genova e i Del Carretto, tra Guelfi e Ghibellini o il coinvolgimento nei conflitti bellici ancora posteriori.
Il primo assedio che la città subì fu proprio in occasione dell'avanzata guelfa in Liguria, sostenuta dal papa Sinibaldo Fieschi e da Genova, quando la fazione guelfa albenganese riuscì ad avere il controllo di tutta la parte orientale del Comune fino a Giustenice, includendo pertanto Cisano.

Alcuni decenni dopo? L'assedio di Cisano, datato al 1320, si concluderà con la resa dei guelfi e la vittoria dei ghibellini, con la conseguente elezione a podestà di Albenga di Enrico Del Carretto.
Si aprirà da questo momento la fase degli estenuanti conflitti tra Albenga o Genova contro i Del Carretto, cui seguirà l'occupazione savoiarda e lo scontro franco-ungarico in cui la città verrà talvolta coinvolta, danneggiata e ancora restaurata fino al suo passaggio ai francesi nel XVIII secolo quando si costituì Comune autonomo rispetto Albenga.

L'intervento

Lo stato di conservazione del borgo era in generale abbastanza buono, fatta eccezione per la torre civica e la piazza della chiesa, gli spazi di piazza Gollo, su cui si affaccia l’omonimo palazzo ed il complesso dei giardini comunali.
Le cause di degrado erano da ricercarsi, oltre che nelle normali esigenze di manutenzione, anche nel cattivo utilizzo degli spazi, con sistemi di illuminazione e di arredo urbano non adeguati.

L’intervento previsto nell'ambito del programma di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013) consiste nel completamento del recupero di palazzo Gollo, con la realizzazione di una sala polivalente, nel rendere accessibili gli spazi interni della torre civica, per offrire una visione panoramica del borgo fortificato e creare al suo interno una piccola sala espositiva e nella riqualificazione - pavimentazione, illuminazione ed arredo - delle porzioni di spazi pubblici meritevoli di intervento, ai fini di una completa valorizzazione del sistema difensivo.

L’intervento intende valorizzare il sistema difensivo di Cisano, un bene storico di notevole importanza, costituito da una cinta muraria, con torri angolari, che si sviluppa sui quattro lati del nucleo storico.
L’obiettivo finale è la valorizzazione della rete dei castelli e delle fortificazioni delle grandi famiglie di discendenza aleramica dei Clavesana e Del Carretto.

Mappa
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