Castello di Zuccarello
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Comune di Zuccarello: via Tornatore, 138 - Zuccarello (SV)
Telefono: 0182 79 022
Fax: 0182 79 022
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"Vieni a visitare il castello di Zuccarello. Grazie alle audioguide di Liguria Heritage scoprirai un borgo che si è ritagliato un suo spazio nella storia come sede del potere dei Del Carretto, tra  continue schermaglie, veri e propri conflitti, nella perenne lotta per garantire la continuità del potere feudale contro la ribelle Albenga!"

Le origini di Zuccarello

La Val Pennavaira e la Val Neva hanno restituito reperti che ne garantiscono la continuità abitativa a partire dall'età preistorica e romana, ma le prime notizie sull'esistenza di quei nuclei abitati che andranno a confluire nell'importante Marchesato di Zuccarello non sono antecedenti al secolo XIII.

Tra l'età romana e il basso medioevo questo territorio ha rivestito comunque una certa importanza, soprattutto in seguito all'occupazione bizantina, trovandosi molto probabilmente in quella area che si pensava potesse coincidere con il Limes, il fantomatico spartiacque tra i territori bizantini e quelli longobardi di cui non sappiamo ancora la precisa collocazione.
Con la conquista longobarda, che avvenne gradatamente e fu completata da Rotari nel 643, le vicende della zona, fatta eccezione per Albenga, finiscono nell'oscurità fino alla fondazione delle tre marche a opera di Berengario II nel 952, in seguito alla quale questo territorio entrò a far parte del Comitato di Albenga nella Marca Arduinica.

Questa riorganizzazione del territorio ebbe conseguenze fondamentali per la storia del savonese; la prima fu senza dubbio l'eliminazione della minaccia saracena nel 972 della quale poterono godere anche i piccoli borghi, poiché salvaguardati finalmente da un potere centrale e più forte; la seconda fu la rinascita del comitato d'Albenga che, rientrando nel dominio della Contessa di Susa, incrementò i propri rapporti con il Piemonte aumentando le possibilità di commercio attraverso le Alpi e la Val Tanaro.

Quando la contessa morì le vicende ereditarie fecero sì che Bonifacio Marchese di Clavesana si affacciasse come figura di potere in questo territorio dando il via all'infinita lotta tra le forze feudali e la volontà d'indipendenza di Albenga.

"Inizia la tua visita ascoltando l'audioguida 1 ! Solo così potrai sapere in che modo questo territorio, noto alla frequentazione umana sin dai tempi della preistoria, è uscito dall'ombra fino a diventare sede di un potente Marchesato".

Il castello

La data di fondazione del castello di Zuccarello non è nota, sappiamo che è posteriore a quella di Castelvecchio, castello posto a 7 km a nord, e che precede di una quindicina di anni la fondazione del borgo nel 1248. Le motivazioni che portarono alla sua fondazione risalgono al periodo in cui i Clavesana, preso possesso della costa e della piana albenganese, pensarono a come difendere il Marchesato nella parte meridionale della valle, creando un ponte con il castello di Castelvecchio, che svolgeva la medesima funzione.

Le vicende del castello non sono indicative di un feudo indipendente, risultano infatti assorbite dalla lotta tra i propri feudatari e il marchese di Ceva, Giorgio il Nano, che era alleato con Albenga. Passato ai Del Carretto nella prima metà del XIV secolo, ne divenne forse la residenza, per poi essere sostituito da Castelvecchio.

Nel XVI secolo il dominio dei Del Carretto era andato declinando a causa delle contese ereditarie interne alla famiglia e risolte con la vendita nel 1567 di un terzo del feudo alla Repubblica di Genova che ne completerà l'acquisto tra il 1624 e il 1633.
I Savoia e i francesi, alleati tra loro, non vedendo di buon occhio l'acquisizione, scatenarono la cosiddetta guerra di Zuccarello, conclusasi nel 1631 con la vittoria genovese. Da questo momento, l'utilizzo del castello fu esclusivamente a scopo militare, come nel caso della guerra di successione al trono d'Austria, durante la quale il castello fu assediato e invaso dai piemontesi malgrado la strenua difesa degli abitanti del borgo.

Il castello di Zuccarello ci offre l’opportunità di conoscere gli arredi di un castello rinascimentale, poiché possiamo usare come riferimento due elenchi relativi gli arredi del castello, uno del 1567 e uno del 1617. Il primo elenco fu ordinato quando nel 1567, in seguito a contrasti all'interno della famiglia carrettesca, Genova lo occupò insediandovi un castellano con alcuni soldati per il presidio. Il secondo serve principalmente a capire il declino che ormai investiva il castello a soli 50 anni di distanza dalla prima perizia, si limita infatti a un elenco delle armi di cui Genova dotò la struttura per garantirne almeno la funzione di presidio militare.
Nel primo elenco vengono visitati 12 vani, ma non sappiamo se questo fosse il numero complessivo delle stanze del castello perché i commissari avrebbero potuto escludere dalla loro perizia le stanze vuote, dato il loro interesse esclusivo nei confronti dei beni mobili. Per capire l'arredamento di un castello rinascimentale, bisogna riflettere sulla provvisorietà delle destinazioni dei locali come elemento caratteristico della casa rinascimentale. Ogni vano poteva essere adeguato all'utilizzo di cucina o camera da letto, in base a cosa venisse messo al suo interno.

I mobili nel rinascimento e tardo medioevo non erano molti perché nel XV secolo la vita movimentata dei castelli, con relative fughe da assedi o partenze improvvise, avevano dato grande semplicità all'arredamento, ridotto a pochi elementi che portavano l'appellativo di mobili, poiché trasportabili. L'oggetto più ricorrente all'interno dei castelli era il cassone, o forziere, oggetto che poteva trovare posto in ogni stanza ed esser utilizzato come contenitore, e all'occorrenza anche come giaciglio per la notte.

"Vieni a visitare il borgo di Zuccarello e il suo castello, grazie all' audioguida 2 verrai a conoscenza delle motivazioni che hanno portato alla costruzione di questo fortino e quanto sia cambiata la concezione del termine “arredamento” dal rinascimento a oggi, soprattutto se riferita a un castello"!

Ilaria del Carretto

All’ingresso di Zuccarello vi è una statua dedicata a Ilaria Del Carretto e posta in questo luogo nel 2007. Forse non l'avete mai sentita nominare o forse la conoscete più per la sua fama nell'ambito della storia dell'arte; ma chi era Ilaria Del Carretto?

Il padre era Carlo I del Carretto, fratello di Enrico II e primo Marchese del Carretto di Zuccarello a partire dal 1397. Grazie al padre il marchesato conobbe un rapido ampliamento del proprio territorio con l'annessione del castello di Balestrino e dei feudi di Castelvecchio, Erli e Nasino in un primo momento e di Castelbianco, Alto Caprauna e Bardineto successivamente. Ilaria nacque nel 1379 e stranamente passò alla storia più per le conseguenze della sua morte piuttosto che per le sue azioni in vita. Era molto giovane, infatti, quando andò in sposa al Principe di Lucca Pietro Guinigi, al quale diede due figli prima di morire nel 1405.
In seguito a questo lutto il marito decise di commissionare all'artista Jacopo Della Quercia il suo monumento tombale che per il pregio della sua fattura porta ogni anno visitatori di tutto il mondo nel Duomo di Lucca. Questa opera d'arte al tempo aveva anche una funzione politica, era infatti simbolo del potere di Guinigi che grazie a essa ricordava alla città di Lucca della continuazione della propria dinastia nel figlio Ladislao che Ilaria aveva dato al marito.

Dopo secoli nell'anonimato, il personaggio di Ilaria Del Carretto è di recente tornato alla ribalta, il 17 dicembre 2012 un articolo apparso sul Corriere della Sera ha svelato il mistero relativo ai resti della donna, che non furono mai deposti nel celebre sarcofago, ma nella chiesa di Santa Lucia di Lucca, dove tuttora giace insieme alle altre due mogli di Pietro Guinigi.

"Mentre stai facendo ritorno dal castello soffermati presso la parte meridionale del borgo medievale, quando ti troverai dinnanzi una statua bronzea che rappresenta un personaggio femminile ascolta l' audioguida 3 e scoprirai come mai questa donna, che ha assunto un ruolo storicamente importante per soli due anni, è tornata alla ribalta proprio di recente grazie a nuove scoperte"!

L'intervento

L'utilizzo del castello, di recente recuperato funzionalmente per ospitare mostre ed eventi, non poteva prescindere da una sistemazione degli spazi esterni e da un riordino dei percorsi di accesso, carrabili e pedonali, il cui stato di parziale abbandono non ne consentiva una buona fruizione.
Le aree attorno al castello si presentavano inoltre prive di attrezzature per la sosta e invase da vegetazione infestante. Le infrastrutture ed i servizi erano totalmente inadeguati.

L’intervento previsto nell’ambito del progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), intende sistemare gli spazi esterni e riordinare i percorsi di accesso, carrabili e pedonali.
In programma anche la realizzazione di aree di sosta attrezzate e la disponibilità di un autoveicolo per il trasporto delle persone a trazione elettrica.

L'intervento si pone come fine lo sviluppo delle potenzialità turistiche dell'area, tramite la realizzazione di un sistema di collegamento tra il centro abitato ed il castello, la sistemazione del territorio e dei percorsi interessati e l'implementazione dei sistemi informativi.

Il centro abitato di origine medioevale, il castello del 1200 e il territorio stesso costituiscono un sistema di grande valore storico e naturale, attualmente poco conosciuto, ma che potrebbe integrarsi alle potenzialità turistiche dei paesi costieri.

Mappa
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