Castello di Garlenda
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Comune di Garlenda: via Roma 4 - Garlenda (SV)
Telefono: 0182 58 00 56
Il castello Il castello

Venite a visitare Garlenda ascoltando le audio-guide a Liguria Heritage! Lasciatevi incantare del perfetto stato in cui troverete il suo castello, appena interessato da un significativo intervento di restauro che ne ha ripristinato l'aspetto esteriore e gli ambienti interni pronti ad accogliere eventi e un piccolo museo del territorio!

Le origini

Il castello di Garlenda, detto anche “della Meridiana” risale al XII secolo, sebbene ciò che noi vediamo adesso sia dovuto alla ricostruzione del XVII secolo, resasi necessaria in seguito alla distruzione durante un'insurrezione contro i Della Lengueglia, la casata che diede il via al periodo più florido di questo paese.

Del precedente castello, in realtà nato come casa di caccia e in seguito adibito a residenza signorile, non restano che alcuni stralci murari e un torrione monco nell'area a sud/est, sbocchi di gallerie ed è ancora rilevabile l'area perimetrale.
Malgrado la posizione pianeggiante non sembri individuarne l'importanza strategica, in realtà esso è situato all'inizio della Val Lerrone, proprio con la funzione di controllo della via di accesso.

La struttura è di notevoli dimensioni; nel prospetto principale intonacato e recentemente restaurato è possibile vedere le grandi finestre rettangolari e il portale d'ingresso sovrastato dallo stemma dei Costa, famiglia che vi ebbe dimora fino al passaggio ai Del Carretto.

Malgrado l'attuale aspetto del castello risalga ai sec. XVI-XVII, è possibile ammirarne la parte più antica nel prospetto posteriore, caratterizzato da una torre poligonale sporgente sullo spigolo nord e 4 finestrelle attribuibili a un camminamento che forse conduceva alle prigioni.
Garlenda risulta essere uno dei rari casi nel panorama dei castelli della Liguria in cui è possibile ammirare una simile divisione degli spazi interni con presenza di cappelletta famigliare e tribunale. Se si guarda la fronte del palazzo si noter un fabbricato più basso e arretrato rispetto alla facciata principale. Si tratta di una struttura aggiunta soltanto nel 1832 e utilizzata come cantina del palazzo.

È interessante visitarle perché vi si possono ammirare ancora le antiche botti, e i solchi delle macine sul pavimento. Divenuto oggi proprietà del Comune di Garlenda è sede di convegni, spettacoli e mostre.

Diversamente da come si può immaginare il castello di Garlenda non è in una posizione sopraelevata, tipica degli edifici finalizzati alla difesa o al controllo di un dato territorio. Com'è la sua struttura? E' possibile ancora distinguere l'edificio attuale dalla struttura primitiva? Scopritelo ascoltando l'audioguida 1!

Garlenda tra arcivescovi e città influenti

Difficile sentir nominare Garlenda e la Val Lerrone prima dell'alto medioevo, le vicende che portarono in auge il suo nome sono legate alle sorti della principale città del savonese, la città che maggiormente si adoperò per costruire un proprio dominio e per estromettere dal proprio governo ogni signoria o forma di potere feudale. Siamo nel XII secolo quando Albenga, mal sopportando la sottomissione ai marchesi di Clavesana, riesce a estrometterli dal proprio governo ed è libera di gestirsi autonomamente, forte della propria posizione di florido centro marittimo del ponente e del potere datogli dall'essere sede vescovile.

A metà secolo però per far fronte al pericolo di un'eccessiva ingerenza genovese nella riscossione delle decime nel proprio territorio, operazione cui l'Arcivescovo di Genova difficilmente riusciva a far fronte senza incontrare difficoltà, Albenga decise, con il benestare dell'Arcivescovo Siro, di cedere molti dei propri diritti ad Anselmo dei Quadraginta, il capostipite della casata dei Della Lengueglia, che essendo presente sul territorio poteva controllare la riscossione ed esercitare le giuste pressioni per ottenerle laddove si riscontrassero delle problematiche.

Il territorio su cui Anselmo dei Quadraginta esercitava la propria autorità si estendeva nei borghi di Garlenda, Bossoleto, Tenaigo, Orsorio, Marta, Casanova, Bosco, Maremo, Paravenna, Ligo, Andora, Lingueglietta, Sanremo, Bussana, Taggia, Montalto, Carpasio, Cipressa, Pompeiana e Terzorio e svariate altre località, sempre situate nel comprensorio albenganese o imperiese.

La storia di Garlenda, per lo meno i suoi inizi, sono strettamente connessi al progetto albenganese di estendere il proprio dominio nel proprio territorio limitando l'autorità dei Marchesi di Clavesana. Ascolta l'audioguida 2 per seguire passo dopo passo l'uscita di questo borgo dall'oscurità e occupare il proprio posto nella storia della nostra regione.

Garlenda, una difficile autonomia

L'autorità di cui Anselmo fu insignito segnò l'inizio della fortuna della sua casata; oltre ai vantaggi economici che ne derivarono, fu il prestigio personale che seguirono questa infeudazione da parte del Vescovo di Albenga, sicuramente aumentati dalla parentela con i Clavesana a garantire la creazione di un suo status di signore feudale.
Alla legittimazione da parte delle autorità ecclesiastiche seguirono le legittimazioni dalle autorità laiche: nel 1182 il comune di Genova infeudò Anselmo del paese di Lingueglietta, dove aveva costruito la sua prima residenza, nella Bolla Aurea di Federico I Barbarossa, confermata nel 1226 da Federico II, Anselmo veniva riconosciuto come fedele suddito dell'impero e insignito del titolo di conte con giurisdizione sul comitato e il castello di Laigueglia, Castellaro, Garlenda e tutti gli altri possedimenti che egli aveva nell'episcopato e nella diocesi di Albenga, anche se alcuni studiosi ancora dibattono sulla veridicità di tali documenti.

Il XIII secolo vede accrescere il potere della casata ottenendo da Genova, in cambio della loro fedeltà, il riconoscimento del loro potere sulle valli del Lerone, Andora e Ginestro.
Con la concessione della cittadinanza albenganese ai Della Lengueglia Albenga pensava di aver avvicinato la casata dalla propria parte in realtà durante gli scontri avvenuto a metà del XIII secolo con i Clavesana per i possedimenti delle alture tra le Valli Lerrone e Arroscia la casata di Anselmo fu l'unica a restare fedele agli antichi feudatari.

Solo con la morte di Anselmo II e la divisione dei possedimenti tra i figli viene costituito il ramo di Garlenda, facente capo a Bonifacio, il quale possedeva inoltre Casanova e Lingueglietta. La politica dei signori di Garlenda si basò principalmente sull'avvicinamento a Genova fino al giuramento di fedeltà del 15 aprile 1385 ottenendo il riconoscimento di tutti i territori che avevano ereditato dai Clavesana. Ma il frazionamento tra i vari figli a cui furono sottoposti i possedimenti della famiglia rappresentò la causa principale dell'indebolimento del potere economico e dell'autorità dei Della Lengueglia, ormai in troppi a gestire parti sempre più ridotte del feudo con conseguenti vicende di mal governo e denunce da parte della popolazione nei confronti della Repubblica di Genova fino al 1543 anno in cui Garlenda si ribellò ai propri signori.

Nonostante questo nel 1564 è ancora un rappresentante di questa casata a reggere il potere a Garlenda, Antoniotto, fedele alleato di Genova contro la minaccia del Duca di Savoia.
Alla sua morte il borgo e il suo castello passarono ai Costa, con cui Antoniotto era imparentato, attraverso un'occupazione militare del castello, contrastata da altri pretendenti al dominio tra cui sempre i Della Lengueglia. Al termine della controversia che, fu portata all'attenzione della corte imperiale di Praga, il feudo fu assegnato a Violante Della Lengueglia in Costa, sorella del defunto Antoniotto.
Siamo ormai alla fine del XVI secolo; il 6 maggio 1599 i diritti di Garlenda furono acquistati dai Costa che lo gestirono fino al passaggio per vie ereditarie alla casata dei Del Carretto.

L'intervento

Un lungo periodo di sottoutilizzo dell’immobile è la causa della condizione di degrado in cui versava il bene fino ad epoche recenti. All'inizio del secolo sono stati recuperati il piano cantine e il piano terra, i fronti e la copertura.

Nell'ambito del progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), si intende recuperare il sottotetto, connotato da elevati livelli di degrado, il piano nobile, da adeguare alle norme vigenti in materia di sicurezza, in particolare per quello che riguarda l’impianto elettrico e la torre medievale.

Per le aree esterne sono in progetto interventi sulla zona di accesso al castello e sulle aree di sosta, con la realizzazione di pavimentazione naturale integrata da acciottolato e di idonea rete di illuminazione, per migliorare l’accessibilità e la visibilità del bene.

Mappa
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