Parco archeologico di Orco Feglino
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Comune di Orco Feglino: piazza Municipio, 3 - Orco Feglino (SV)
Telefono: 019 69 90 10
Il parco archeologico Il parco archeologico Il campanile della Chiesa di San Lorenzino Il campanile della Chiesa di San Lorenzino Il campanile della Chiesa di San Lorenzino Il campanile della Chiesa di San Lorenzino Il parco archeologico Il parco archeologico Il parco archeologico Il parco archeologico La Chiesa di San Lorenzino La Chiesa di San Lorenzino La Chiesa di San Lorenzino La Chiesa di San Lorenzino Il campanile della Chiesa di San Lorenzino Il campanile della Chiesa di San Lorenzino

Visitate il castello di Orco Feglino; un'esperienza immersi in una natura ancora selvaggia, una passeggiata in un parco archeologico in cui passo dopo passo, grazie alle audioguide di Liguria Heritage verrete a conoscenza della storia di un insediamento fortificato di cui ormai non restano che le rovine di una torre, ma che hanno davvero molto da raccontarci!

Un castello in una natura incontaminata

Addentrandosi nel parco archeologico che inizia ai piedi della rocca che ospita il castello di Orco Feglino, si ascende in un territorio che presenta delle specie naturali peculiari che qui attecchiscono e crescono rigogliose. Intorno si notano solo boschi e montagne, quasi nessun elemento del passaggio umano, una visione a cui difficilmente ormai siamo abituati.

Nel nostro percorso i primi resti in cui ci imbattiamo sono quelli dell'Oratorio di San Lorenzino, un edificio di culto di cui sopravvive solamente un'aula unica a pianta rettangolare e terminante in un abside voltato a crociera.
Tale struttura, datata al XVI secolo, sicuramente è da mettere in relazione con la chiesa all'apice della collina, la Chiesa di San Lorenzino, le cui origini sono a loro volta collegate al suo ruolo di chiesa castrense, posta strettamente in relazione con i resti della torre.  La chiesa è il risultato di innumerevoli rifacimenti, infatti la struttura come la possiamo ammirare ora con il vano rettangolare e il particolare abside poliforme è del XV secolo, come anche gli affreschi al suo interno, ma persistono degli elementi degli edifici precedenti, come il campanile a due ordini di bifore, probabilmente di XIII secolo.

Prendetevi ancora qualche minuto prima di proseguire la vostra visita e portatevi nella parte posteriore della chiesa dal lato del campanile: da qui potrete godere di una vista mozzafiato sulla val Cornei in tutto il suo splendore incontaminato.
La disposizione degli edifici di culto ci obbliga a percorre un viaggio al contrario nella storia del castrum al quale si arriva attraverso un sentiero lievemente in salita che parte proprio dal fianco della chiesa.

Visitando il parco archeologico di San Lorenzino avrete modo di vedere con i vostri stessi occhi, magari aiutati anche da un po' di fantasia, le rovine di un antico castrum fortificato le cui origini corrispondono alla fase storica dell’incastellamento, e quindi pure a Orco scoprirete un pezzo della storia della Liguria fondamentale per la comprensione dello sviluppo di innumerevoli borghi dell'entroterra del savonese. Ascoltate l'audioguida 1!

Il Castello nel Medioevo

Iniziamo presentando un personaggio: Enrico I Del Carretto, nominato in molte schede relative ai borghi del savonese, senza soffermarsi sulla sua importanza nel riassetto dell'area del finalese dal XII secolo in avanti, grazie ai suoi eredi.

Giunge a noi con un soprannome, il “Guercio”; la parola “guercius” rappresentava la latinizzazione del termine tedesco “Werth”, che vuol dire “Degno”, a indicare quanto si fosse distinto come prezioso alleato di Federico I il Barbarossa nella lotta contro l'espansione comunale, e per il quale fu un mediatore della Pace di Costanza.
Prova di questo rapporto tra Imperatore e marchese, il primo marchese del Finale, è un diploma imperiale del 10 giugno del 1162, rogato a Pavia, in cui Federico I rivolgendosi a lui come a un fedele alleato, conferiva a Enrico il Guercio il potere sul territorio del padre Bonifacio del Vasto nella marca di Savona, inoltre gli concedeva la “potestà” di edificare a vantaggio suo e dei propri eredi e di distruggere castelli che erano stati costruiti contro la sua volontà, e il potere sui castelli di Guiliani, Segni, Noli e Pertice e Pie e Orche, che si trovavano a estremo occidente della marca di Savona. Le conseguenze di questo documento sono determinanti per la riorganizzazione del Finalese a partire dal XII secolo.

Il castrum di Orco, l'unico della zona inserito nell'ambito dell'incastellamento avvenuto tra X e XII secolo, si presentava come un complesso fortificato privo di cinta muraria, elemento giustificabile con la posizione stessa dell'insediamento su uno strapiombo roccioso, e culminante con una grande torre a base quadrata costruita con mura di notevole spessore e la porta in posizione sopraelevata rispetto al terreno. Pare che vicino a essa esistesse un edificio e che sotto al terrapieno che le faceva da base vi fosse la cisterna del castrum.
A differenza della maggior parte dei castra, nati a scopo difensivo delle vie interessate dai commerci, la sua posizione posta sulla via di collegamento tra l'entroterra e l'area costiera ci fa pensare che non avesse una funzione difensiva, ma che rappresentasse il punto di riferimento di una zona che dal XII secolo si era evoluta seguendo i principi dell'economia curtense, forte dello sfruttamento di un'agricoltura praticata in modo specializzato e dello sfruttamento della forza motrice idraulica, elemento favorito dalla posizione geografica che vede nel proprio territorio il passaggio di un torrente, il Sciusa, e la presenza della Conca di Feglino che rappresenta il bacino del torrente Aquila.

Tornando all'insediamento di Orco, la sua fase d'uso copre l'arco temporale che va dalla fine del XII secolo al XV periodo in cui nei documenti viene citato prima come castrum, poi come curia, locus et fundus e infine come castrum et campagna e tutto tra il 1162 al 1268, come per indicare che l'insediamento si lega e organizza anche le attività nel territorio che intorno a esso gravita.
Ancora nel XIII secolo il castello riveste un ruolo di prim'ordine all'interno del marchesato del Finale, cui insieme a Castel Gavone Final Borgo funge da suo secondo cardine.
Purtroppo, essendo la vita di Orco così strettamente connessa alle vicende del finalese, la sua importanza andò scemando fino all'abbandono del castrum nel XV secolo quando iniziò anche il lento declino della sua casata fondatrice.

Adesso borgo isolato nell'entroterra finalese, prima uno degli insediamenti cardine del Marchesato di Finale, ascolta l'audioguida 2 per scoprire il ruolo pensato dai Marchesi del Carretto per questo insediamento sperso nella natura.

L'intervento

Nell’ambito del progetto di realizzazione del Sistema Ambientale delle Palestre di Roccia di Orco Feglino è stato realizzato, in tempi recenti, un percorso escursionistico attrezzato, che ricalca l’antica originaria viabilità che collega la zona di Monte Cucco a quella di Boragni, passando per l’altura di San Lorenzino, in cui lo stesso progetto ha previsto l’istituzione di un Parco Archeologico.

Al termine dei lavori le opere necessarie all'accessibilità del bene risultavano però incomplete, così come la segnaletica e la cartellonistica.
I principali fattori di degrado dell’area del Parco Archeologico sono legati proprio alla sua ridotta fruizione, attualmente limitata ad escursionisti occasionali, essendo l’accessibilità ancora difficoltosa. Ciò comporta anche difficoltà nella manutenzione, a cominciare dalla protezione dei manufatti dalla vegetazione infestante e dall’erosione di tratti del sentiero d’accesso.

L’intervento previsto nell’ambito del progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013) prevede la realizzazione di uno spazio aperto attrezzato come punto di sosta lungo il percorso, facilmente raggiungibile con l'automobile e quindi accessibile anche a utenti con difficoltà motorie.

Il progetto intende realizzare un punto di ritrovo e di partenza per le escursioni al vicino Parco Archeologico, attrezzato con bacheche illustrative degli itinerari e delle caratteristiche del territorio circostante e fornito di un'adeguata illuminazione.

L'intervento prevede inoltre azioni di ripristino e miglioramento del tratto di percorso che conduce dall'area attrezzata al Castrum, nonché l’ideazione di un opuscolo informativo per la promozione del Parco Archeologico e una guida sulla storia e le emergenze del Parco e del Sistema Ambientale delle Palestre di Roccia di Orco Feglino nel quale è inserito.

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