Castello di Cosseria
$$datasiel.heritage.label.LF$$
Comune di Cosseria: loc. Chiesa, 1 - Cosseria (SV)
Telefono: 019 51 96 08
Il castello Il castello Il castello Il castello

"Cosseria, un borgo medievale, le rovine di un castello che narrano vicende a partire dal medioevo e giungono fino al XVIII secolo, quando le truppe napoleoniche si scontrarono in questo territorio contro l'esercito austro-piemontese. Ascolta le audio-guide di Liguria Heritage e scopri per quali motivi questo borgo è passato alla storia".

Cosseria e Napoleone

Sul finire del XVIII secolo il conflitto tra l'esercito francese e quello franco-sabaudo subì un inasprimento.
I francesi avevano ormai conquistato gran parte della riviera ligure fino a Savona, ciò nonostante le sorti della guerra non parevano favorire ancora nessuna delle due parti, fino a quando l'intervento di Bonaparte in Val Bormida non inaugurò una serie di successi che ebbero come conseguenza la conquista di gran parte dell'Europa.
Fulcro di tale operazione fu la separazione delle truppe piemontesi dai loro alleati austriaci.

A questo punto della storia fece il suo ingresso Cosseria. Un manipolo di granatieri e di croati, asserragliato tra le rovine del castello, riuscì a tenere testa per due giorni al suo esercito e ne bloccò l’avanzata fino a quando i francesi ebbero la meglio.

Tutto si svolse in pochi giorni; l'11 aprile del 1796 Napoleone con le sue truppe iniziarono l'invasione nella zona di Cairo e Carcare dopo aver riportato una vittoria a Montenotte.
Una parte delle truppe francesi, nel ripiegare verso Cosseria incontrò sulla propria strada truppe croate costrette sotto l'assalto francese a riparare tra le rovine del castello di Cosseria che domina la valle. A questo punto il terzo Battaglione Granatieri Piemontesi, comandato dal Tenente Colonnello Filippo Del Carretto, attaccò a sua volta i francesi.
Poco più di cinquecento uomini la mattina del 13 aprile si trovarono a fronteggiare forze francesi nettamente superiori. Anche i piemontesi, con un’abile tattica, ripararono nel castello di Cosseria, dove a questo punto si eran raccolti più di mille uomini.

Dopo due tentativi di assaltare il castello, i francesi non eran ancora stati in grado di superare le linee difensive degli avversari e per di più avevano perso più di mille uomini mentre nelle schiere piemontesi, tra i tanti che persero la vita, la perdita più grave fu quella del Tenente Colonnello Filippo del Carretto colpito a morte dal piombo francese.
Il 14 aprile le truppe piemontesi e croate furono costrette ad arrendersi; ai difensori di Cosseria venne reso l’onore delle armi da parte dei francesi vincitori mentre il corpo del Tenente Colonnello Del Carretto veniva portato via, a braccia, dai superstiti.

"Ogni anno a Cosseria viene organizzata una rievocazione della famosa “Battaglia di Cosseria”, ma questa storia merita di essere conosciuta e ricordata ogni giorno, dai suoi abitanti o da coloro che vi giungono in visita; ascolta l'audioguida 1 e ricostruisci ciò che accadde nell'aprile del 1796."

Filippo del Carretto

All'interno del conflitto svoltosi in Val Bormida merita un accenno la vicenda relativa Filippo Del Carretto, esponente di quella casata che aveva gestito per secoli il potere nell'area del savonese.
Nel 1792, molti soldati furono arruolati in Piemonte per far fronte all'aggressione franco-giacobina. Per difendere i propri confini dalle armate d'oltralpe Filippo Del Carretto non esitò ad arruolarsi e assumersi la responsabilità del ruolo del comando del primo corpo franco, creato nel 1793, per poi segnalarsi l'anno seguente a Ponte di Nava.

Nelle campagne militari che seguirono Filippo Del Carretto, nonostante le ripetute ferite infertegli non abbandonò mai la propria posizione e si distinse in ogni occasione per il proprio valore.
Alla battaglia di Loano del 23 novembre il suo comportamento suscitò l'ammirazione di tutti, amici e nemici indistintamente.

Sul finire del marzo 1796 divenne comandante del 3º battaglione granatieri, lo stesso battaglione che verso la metà di aprile sui pendii di Cosseria diede molto filo da torcere a Napoleone infliggendogli forti perdite.
Purtroppo a causa delle condizioni di salute ormai compromesse dalle ripetute ferite il marchese Del Carretto morì il 13 aprile seguente; anche in quel giorno gli era quasi riuscito di sfuggire alla morte grazie al sacrificio di un suo contadino, che gli aveva fatto scudo col proprio corpo, un'ulteriore prova della stima e del rispetto che aveva stimolato in coloro che lo avevano conosciuto.

"Un'epigrafe ancora visibile presso il castello di Cosseria ricorda la fine cui andrò incontro il valoroso Filippo Del Carretto, arruolatosi nelle schiere piemontesi contro il nemico oltralpino, rappresentato da Napoleone Bonaparte. Grazie all'audioguida 2 potrai ascoltare la storia di questo eroico personaggio!"

Un castello medievale

I resti del castello di Cosseria si impongono sul paesaggio dalla cima del colle su cui fu costruito a presidio dell'accesso al Piemonte.
Composto da un corpo centrale e da una triplice cinta muraria, la sua struttura assumeva una forma a pianta poligonale, ben difesa verso la valle e la punta del colle, i punti in cui poteva apparire maggiormente esposto ad attacchi.

Ancora adesso possiamo ammirare alcuni resti della cinta muraria che presentava ampie aperture per il controllo del valico di Montecala, le volte dei sotterranei usate all'occorrenza come magazzini o prigioni, parte di una cappella castrense e la base di una torre di vedetta abbattuta.

Il borgo, citato in svariati diplomi imperiali a metà del X secolo come uno dei possedimenti andato a confluire nella marca aleramica, dovette superare non poche vicende che ne misero a repentaglio la sopravvivenza e l'integrità del suo castello. Per fare alcuni esempi nel 1262 accadde che Carlo D'Angiò si rifugiò all'interno della fortezza e resistette per un anno intero all'assedio da parte dei genovesi, mentre nel XIV secolo fu distrutto su ordine del commissario imperiale di Ceva per impedire che cadesse in mano nemica.

Come abbiamo inoltre ricordato all'interno dei ruderi del castello di Cosseria si barricarono per due giorni le truppe austro-sabaude-croate guidate da uno degli ultimi feudatari del territorio, Filippo Del Carretto, per sfuggire alle truppe napoleoniche comandate dal generale Pierre Francois Charles Augereau.

"Visita Cosseria, ammirane i resti del castello, della chiesa castrense, e prova a immaginare come fosse un tempo e a che scopo fosse stato eretto. Ascolta l'audioguida 3 per saperne di più!"

Il Medioevo a Cosseria

Malgrado preesistenze risalenti a epoche ben più antiche il borgo di Cosseria entrò a far parte della storia a partire da quando fu annesso ai domini facenti capo la marca aleramica. “Creux Ferrea”, ossia l'antica denominazione di Cosseria, dovuta alla presenza di una croce sulla sommità del Montecala che divideva le diocesi di Alba e Mondovì.

Tra il X e XI secolo è citata in svariati documenti da cui possiamo desumere a chi appartenesse e in quali proporzioni come nel caso del documento di fondazione dell'abbazia di San Quintino di Spigno Monferrato in cui si stabiliva che sette poderi di Cosseria venissero assegnati come territori del suddetto ente ecclesiastico.
Confluito tra i domini di Bonifacio del Vasto nel 1091, costui deciderà di donare Cosseria, Carcare e Millesimo all'abbazia di Ferrania nel 1111.

Come la maggiorparte dei territori della zona Cosseria passò in seguito ai marchesi Clavesana, cui seguì l'inserimento nel terziere di proprietà di Corrado Del Carretto, che, a metà del XIII secolo, ottenne il dominio su tutta la Val Bormida.

Ceduto nel 1393 al Marchesato del Monferrato il castello finì per diventare oggetto di continue guerre di successione tra il marchesato monferrino e il Ducato di Milano, alle quali si pose fine solamente con la decisione da parte degli stessi borghi di Cosseria e Millesimo di appartenere al ducato milanese, il cui governatore Ferrante I Gonzaga nel 1553 diede ordine di diroccare il castello.

Il borgo non visse mai un lungo periodo di tranquillità, in parte a causa dei continui passaggi da una dominazione all'altra, in parte perché vessato da svariati conflitti bellici, come quelli che tra XVI e XVII videro contrapporsi francesi e spagnoli, o dalla pestilenza come nel caso dell'anno 1631, quando il morbo spazzò via gran pare della popolazione.
Solo con la fine del conflitto tra le truppe francesi e quelle austro-piemontesi il feudo, rientrando nel dominio francese, andrà a confluire nella Repubblica Ligure, seguendone le vicende.

L'intervento

Nell’ambito del progetto integrato di riqualificazione della rete dei castelli dei Del Carretto nei comuni di Cairo Montenotte, Cosseria e Dego e di valorizzazione dei percorsi e siti napoleonici, l’intervento sul Castello di Cosseria risponde all’esigenza di migliorarne l'accessibilità e la fruibilità.

Della struttura originaria sono ancora visibili la porta carraia, la parte absidale della chiesa, la cisterna e parti murarie con finestratura e bifore.

Il bene è stato a lungo lasciato in condizione di abbandono. Le cause del progressivo degrado sono quindi dovute alla scarsa manutenzione, agli agenti atmosferici e alla crescita di vegetazione spontanea.

Nell'ambito del progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), si intende mettere in sicurezza le parti più significative delle murature, unitamente al posizionamento di opportune recinzioni, con la messa in opera di illuminazione di parti significative del castello, per rendere pienamente accessibile il sito ai fini di una fruizione turistico-culturale.

Mappa
Nota: Liguria Heritage fornisce gratuitamente servizi e strumenti tecnologici propri ma non è responsabile in alcun modo di eventuali tariffe d'ingresso ai siti né della loro diretta gestione. Per l'attuazione o le modifiche agli orari d'ingresso, alle condizioni di fruibilità e accessibilità dei luoghi si deve far riferimento ai singoli soggetti detentori e gestori.