Castello di Calizzano
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Comune di Calizzano: via S. Rosalia 4 - 17057 Calizzano (SV)
Telefono: 019 79 06 91
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"Calizzano, borgo di origine medievale dell'alta Val Bormida, si presenta ai giorni nostri come un paese moderno, ma basta alzare lo sguardo verso l'altura che lo sovrasta e verremo catapultati nel medioevo, con i resti del castello che si intravvedono tra la vegetazione. Ascolta le audio-guide di Liguria Heritage per scoprire come mai anche questo paese ha avuto bisogno di munirsi di un mura e fortificazioni in sua difesa"!

Il castello, il borgo

La nostra visita al borgo di Calizzano inizia sul ponte nel centro cittadino per permettere a coloro che si accingono a salire al castello di poterne godere della sua vista dal basso, lasciando alla nostra immaginazione il compito di visualizzare quale effetto dovesse fare vederlo svettare in posizione dominante rispetto all'abitato. Di sicuro per la popolazione doveva rappresentare una porto sicuro in cui rifugiarsi in caso di attacchi esterni.

La sua posizione è dominante rispetto alla direttrice che conduce ora, come in antichità, a Bardineto, al passo del Melogno e al passo Giovetti. Salire al castello non comporta un eccessivo sforzo fisico, vi si può accedere attraverso una salita che parte dal centro storico di Calizzano e conduce sull'altura nell'arco di una ventina di minuti.
Dal castello partono inoltre diversi itinerari per gli amanti delle escursioni, in un territorio particolarmente amato dagli amanti delle camminate all'aria aperta.

Una volta guadagnata la cima della collina non è difficile immaginare come dovesse essere strutturato l'insediamento fortificato poiché il recinto perimetrale è ancora ben delineato e al suo interno si intravvede una cisterna interrata, utile per la raccolta dell'acqua piovana, fondamentale ambiente sia per l'approvvigionamento idrico di chi abitava il castello sia per far fronte ai periodi di pericolo in cui non era possibile uscire dalle mura anche per molto tempo.
Nella zona occidentale sono inoltre visibili i resti della torre circolare ed è facilmente comprensibile l'andamento della cinta muraria che , scendendo dalle alture intervallate da torri, abbracciavano e proteggevano l'abitato medievale.

"Visitare un castello, o l'area in cui un insediamento fortificato sorgeva, rappresenta sempre un'esperienza dal fascino indiscusso. Ammirando il panorama di cui si può godere dal camminamento murario, la posizione delle torri, osservando da vicino la grandezza delle pietre e la tecnica muraria usata per sovrapporle possiamo capire molto, come le motivazioni per cui il castello sia stato costruito in una zona rispetto che un'altra, a quale tipo di attacco potessero resistere quelle spesse cinte murarie, quanta gente potesse rifugiarsi al suo interno. Vuoi scoprire se le tue supposizioni sono giuste? Ascolta l'audioguida 1!

Nel Marchesato del Finale

Malgrado ci sia giunta la notizia di un toponimo Caliciana, in questa zona non sopravvivono resti di un insediamento di età romana. L'età medievale è la prima che ci restituisce la notizia dell'esistenza di Calizzano come una delle terre che vengono cedute all'Abbazia di Ferrania nel territorio dell'attuale Cairo Montenotte come ci viene narrato nelle “Cronache di S. Pietro in Varatella” del 1077.
Facendo capo alla marca aleramica sono i Marchesi del Vasto ad avere potere decisionale sulla zona che nel 1142 passa al dominio di Enrico del Carretto che, ormai, andava a occupare anche le zone di confine per avere il controllo della viabilità verso il Piemonte, per aumentare le prospettive di commerciare e soprattutto il controllo sulle vie di accesso ai propri possedimenti in modo da poter evitare ingerenze provenienti dal nord Italia.

Calizzano divenne così parte del Marchesato del Finale, rimase suo malgrado coinvolta nei conflitti che il suo Signore aveva intrapreso contro Genova, che aveva sempre ambito al savonese. Il XV secolo vide l'inasprimento del conflitto, Marco Del Carretto, Signore del nostro borgo di Calizzano si macchiò del tradimento del Marchese Galeotto Del Carretto fornendo rifugio ai suoi nemici e stipulando una sorta di atto di non belligeranza con Genova. La vendetta non si fece attendere. Calizzano subì un terribile assalto in cui il castello rimase distrutto, il borgo saccheggiato e gli abitanti, che ebbero salva la vita, furono costretti a mendicare mentre al Signore di Calizzano non rimase che la fuga per la sopravvivenza. In seguito alla presa di potere di Galeotto, e ritrovata una sorta di tranquillità, il borgo si ingrandì, furono costruiti il Convento dei Domenicani e la chiesa marchionale di San Lorenzo fu ampliata a scapito delle mura presso le fortificazioni delle barbacane che furono abbattute.

Nel frattempo, dal punto di vista politico, il marchesato continuava a essere strettamente legato alla Francia, fatto che non tardò ad attirare le inimicizie, al punto da causare l'occupazione del marchesato del Finale da parte delle truppe di Filippo III di Spagna, il quale acquisì l'intero territorio. Durante la dominazione spagnola, mal tollerata dai calizzanesi, la popolazione fu costretta a provvedere al vitto e all'alloggio delle truppe in transito, queste costrizioni durarono fino al 1713 quando Calizzano passò alla Repubblica di Genova.
Con il passaggio a Genova non finirono le vicende negative che videro coinvolta Calizzano.

Lontani dal desistere dal loro progetto di riconquistare i propri domini i Del Carretto continuarono a creare disordini nella zona ed essendo inoltre il territorio appetibile per creare il tanto sospirato spiraglio nella riviera cui il Regno di Sardegna non nascondeva di ambire, a metà del XVIII secolo Calizzano subì l'ennesima occupazione che perdurò fino a quando il trattato di Aquisgrana del 1795 sancì il dominio genovese che però non bastò a evitare, durante la guerra franco-austriaca, il coinvolgimento in azioni di guerriglia che provocarono la distruzione di diversi monumenti della cittadina tra cui la chiesa di S. Maria, la chiesa dell'Annunziata e il convento domenicano.

"Un piccolo borgo, molte vicende da narrare; la storia di Calizzano non è avvincente dal punto di vista della politica carrettesca, che pur avendola inclusa nei propri possedimenti non vide in questo borgo della Val Bormida un proprio baluardo, ma sono talmente tanti gli episodi militareschi in cui fu coinvolta nel corso dei secoli che resterete meravigliati da quanto ascolterete. Cosa aspettate allora ad ascoltare l' audioguida 2?

L'intervento

Distrutto dai francesi intorno al 1450, i resti del castello sono rimasti abbandonati fino ai giorni nostri.
La vegetazione cresciuta spontaneamente ha finito per coprire e inglobare la quasi totalità delle rovine. In alcuni tratti tuttavia le possenti mura di pietra, e in particolare la torre fortificata posta sul lato monte, si riaffacciano a ricordare l'imponenza della struttura originaria.

All'esterno del castello è ancora esistente e visibile un vecchio sentiero che costeggia il lato ovest delle mura, con pavimentazione in ciottolato di pietra, che è in più punti ammalorato e non più visibile.

La causa principale del degrado è di sicuro l’abbandono nel corso dei tempi e la crescita di vegetazione spontanea con alberi le cui radici hanno completamente invaso e danneggiato i muri perimetrali.

La opere, previste dal programma di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), consistono principalmente nel recupero e restauro di quanto resta delle mura, nella messa in sicurezza delle parti pericolanti con protezioni e strutture in ferro, nella pulizia e disboscamento dell’intera area per migliorare la visibilità del bene e nella costruzione e recupero delle pavimentazioni esistenti.

In programma anche la realizzazione di una strada di accesso carrabile, indispensabile per l'accessibilità del sito e l'installazione di impianti tecnologici che permettano la fruizione dell’area, con particolare riguardo alla realizzazione di idonea illuminazione che renda visibile e crei una scenografia che porti in evidenza le mura del Castello.

Mappa
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