Castello della Brina
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Comune di Sarzana: piazza Matteotti, 1 - Sarzana (SP)
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Il torraccio e la cinta muraria del XII secolo Il torraccio e la cinta muraria del XII secolo Il torraccio Il torraccio L'area di tostatura dei cereali L'area di tostatura dei cereali I resti del castello I resti del castello I resti del castello I resti del castello I resti del castello I resti del castello I resti del castello I resti del castello

Il castello della Brina è un tipico esempio di insediamento fortificato d'altura; posto tra gli odierni paesi di Ponzano Superiore e Falcinello, è possibile giungervi attraverso un sentiero nel bosco che rende la visita ancora più gradevole, soprattutto per gli amanti della natura. Una volta giunti sulla sommità, dove sono situate le rovine del sito, la lettura degli scavi archeologici non vi risulterà di immediata comprensione, ma con alle audio-guide di Liguria Heritage all'improvviso tutto  apparirà più semplice!

Un castello, molti nomi

Conosciuto come Castrum Brine, in cui il termine castrum sta a identificare l'insediamento fortificato sovrastato da un castello, o come Villa Brine, quando la funzione del castello venne meno e restò solamente l'abitato, o semplicemente come San Biagio quando anche il borgo decadde e rimase solo il luogo di culto, i nomi con cui è noto il castello della Brina, sito posto a 200 metri d'altezza sul colle della Nuda  in provincia di La Spezia, riescono a sintetizzarne la storia.

Sicuramente nato con un'importante funzione legata alla sua posizione strategica nelle vicinanze della Via Francigena, il territorio su cui sorge il castello restituisce materiali di età romana, anche se di difficile collocazione cronologica perché mescolati ad altri attribuibili a fasi più tarde.
Non è ancora chiaro quale fosse l'entità della frequentazione romana della zona, sicuramente più chiara risulta essere invece la natura dell'insediamento in età tardo-antica/medievale, periodo in cui aveva la funzione di controllo nei confronti della vallata fino alla foce del Magra e addirittura fino al porto di Luni per volere dei Vescovi di Luni, signori di quasi tutti i castelli della zona.

A cosa dobbiamo la presenza di questo castello non in corrispondenza, ma nelle vicinanze della Via Francigena, fondamentale asse viario in epoca medievale? Forse l'insediamento rappresentava l'evoluzione di un insediamento romano pre-esistente o fu dovuto a necessità di tipo strategico-territoriali? Ascolta l'audioguida 1 e queste domande troveranno risposta!

Castrum Brinae nel Medioevo

L'elemento più caratteristico della visita è rappresentato dai resti di una torre circolare abbattuta su un fianco, di 4 metri di diametro e costruita con il materiale locale, testimonianza dell'insediamento fortificato che si sviluppò a partire dall'XI secolo. Più numerose sono le tracce del borgo alto-medievale (IX secolo) probabilmente composto da un insieme di capanne di diversa forma edificate con il materiale deperibile che era facile da trovare sul territorio e circondate da palizzate, che seguivano la conformazione del territorio che ai tempi non doveva essere molto più pianeggiante rispetto a come lo vediamo adesso.

Se della torre, che dà il nome al sito conosciuto infatti come Torrazzo, restano le tracce più evidenti, più complicato è capire che forma dovesse avere la fortificazione, probabilmente quadrangolare tra XI e XII secolo, ma ampliata nel XIII. Dell'antico edificio si intravvedono degli stralci di muratura inglobati nelle successive murature.

Come abbiamo appena anticipato a metà del XIII secolo il castrum fu totalmente rinnovato, utilizzando in parte i materiali della struttura precedente, che era stata rasata al suolo, in parte usando calcare e arenaria, materiali di cui la zona è ben fornita. Il cassero, nome con sui si identifica la struttura principale della fortificazione, fu divisa in due vani, e la cinta muraria si diramava come naturale prolungamento di una delle murature, quella meridionale per la precisione, del vano principale del cassero.
A questa fase costruttiva fa riferimento il torrione, di 20 metri per quasi 5 di diametro.

Una delle scoperte più interessanti che gli scavi, effettuati a partire dal 2000, hanno portato alla luce è sicuramente legata al motivo per cui questo insediamento fu abbandonato.
La , datata con sufficiente sicurezza al XIV secolo, non fu causata da un conflitto bellico, come lo stato del torrione avrebbe potuto suggerire a prima vista, ma in seguito a una metodica operazione di abbattimento, come testimoniato dai tratti superstiti delle strutture, che riportano i segni di un abbattimento a colpi di picca. Per la torre invece si ricorse alla “tecnica a mina” ossia sottraendo con puntelli di legno un filare di pietre a 70-80 cm dalla fondazione dell'edificio al quale poi si diede fuoco causando l'abbattimento.

Pochi resti ci vengono restituiti delle fasi successive la distruzione del castrum, per il quale invece abbiamo anche rinvenimenti di oggetti di uso comune, più o meno di pregio, monete argentee, resti di animali sulla base dei quali è possibile ricostruire l'alimentazione di base del tempo.
Le indagini archeologiche, che si stanno spostando verso l'area della chiesa di San Biagio e la parte più alta del borgo relativo al castello stanno restituendo diverse strutture murarie, cui solo la prosecuzione dei lavori potranno dare un interpretazione valida.

Visitare il castello della Brina per certi versi è paragonabile all'idea che potremmo avere nella nostra mente di un villaggio medievale in cui si giunge all'indomani di una guerra, come ci potrebbero suggerire le rovine delle strutture murarie, ma soprattutto l'immagine di un torrione adagiato su un lato, come se fosse stato bombardato poco tempo prima la vostra venuta. Ascolta l'audioguida 2 per cercare di capire come mai questo insediamento ad un certo punto abbia perso il suo ruolo in rapporto al territorio circostante.

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