Castello dei Vescovi di Luni di Castelnuovo Magra
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Comune di Castelnuovo Magra: via Veneto, 1 - Castelnuovo Magra (SP)
Telefono: 0187 69 38 01
Fax: 0187 67 01 02
Il castello Il castello Il castello Il castello Il castello Il castello

Lunigiana, terra di castelli, intrisa di antiche tradizioni, dove le testimonianze dell'epoca romana e di quella medievale si intrecciano, percorrono la via Francigena, si inerpicano su per le strade dell'appennino ligure fino a giungere a Castelnuovo Magra, un tempo scelta dai Vescovi di Luni come sede del proprio potere. Cosa aspetti per venire a scoprire questo borgo grazie alle audio-guide di Liguria Heritage? Il Sommo Poeta Dante Alighieri c'è stato, perchè tu non dovresti?

Castelnuovo, terrazza sul Magra

Si guadagna la vista di Castelnuovo Magra dopo aver percorso 4 km in salita nella via che dall'Aurelia conduce al suo centro storico. Il paese è allungato sul crinale e, anche da lontano, distinguiamo chiaramente i suoi punti focali: la Chiesa di Santa Maria Maddalena e il Palazzo Vescovile. È evidente solo aggirandoci nelle sue strade che il borgo è di origine antica, la presenza dei vicoletti voltati, dei portali e la vista del castello ne denunciano un'origine in età medievale, ma i palazzi che si aprono su Via Dante, la via principale, hanno subito dei rimaneggiamenti, probabilmente tra '600 e ‘700 e la piazza stessa in cui la via sfocia, Piazza Querciola, è dello stesso periodo.

Ci troviamo nel punto più alto del paese, pertanto se noi dovessimo scegliere un punto di Castelnuovo dove costruire un avamposto difensivo non credo avremmo dubbi sul costruirlo in questa piazza. La vista da qua spazia su un territorio vastissimo.

Per quanto riguarda la nascita di Castelnuovo essa è ascrivibile a un periodo che va dal 1187 al 1203, in concomitanza con il conflitto tra i vescovi di Luni e i Malaspina, che si contendevano il potere in Lunigiana. Non si trattò certo di un periodo semplice tra saccheggi e devastazioni; fu questo uno dei motivi che spinsero il vescovo Gualtiero a volere la costruzione di un nuovo castello nella tratta tra Fosdinovo e Carrara, in modo che potesse controllare e rendere sicura la viabilità. Il castello, inizialmente chiamato “di Santa Maria” rappresentò il fulcro intorno al quale si sviluppò il più antico abitato di Castelnuovo.

Il XIII secolo fu estremamente complesso per le vicende di questo territorio, le tensioni tra il Vescovo e i borghi circostanti si acuì aspramente: Sarzana si propose come simbolo di questa smania di sganciarsi dalle redini vescovili e Castelnuovo si schierò al suo fianco, nonostante sia stata poi  costretta a scendere a compromessi, poiché il Vescovado, che pareva sempre sul punto di crollare sotto il peso delle continue lotte, continuava a riprendersi, spesso per merito di alcune personalità capaci e politicamente attive. Questo fu il caso del Vescovo Guglielmo, il quale verso il 1230, riuscì a rinvigorire il proprio potere e a farsi appoggiare nuovamente da Castelnuovo, che in cambio ottenne di essere rafforzata con una cinta muraria.

Nel frattempo il Vescovado di Luni passò nelle mani di Enrico da Fucecchio, l'ultimo che realmente tentò in ogni modo di restaurare il potere comitale lunense. Questo interessantissimo personaggio fu colui che decise la costruzione di un secondo palazzo vescovile in Castelnuovo, il palacium con la turrim magnam citato nei documenti e l'acquisto di un numero impressionante di possedimenti. In seguito alla stipulazione della pace di Castelnuovo, sancita all'interno delle mura del nuovo palazzo vescovile, fu sancita la fine del conflitto tra vescovi e Malaspina, ma di fatto venne stabilita anche la fine della supremazia del vescovo in Lunigiana.

Si procede tra i vicoli del borgo, la cui forma denuncia la sua origine in epoca medievale e quasi non ci si aspetta di trovare, in fondo alla via principale, una piazza così grande, in posizione leggermente sopraelevata in cui la mole del castello dei vescovi è protagonista del nostro sguardo. Ascolta l'audioguida 1 e scopri quando e perchè questa struttura fu edificata!

Dante, ospite d’eccezione

La Pace di Castelnuovo rappresenta sicuramente un documento di grande rilievo per la storia di questo territorio, ma ancora di più per il nostro borgo di Castelnuovo Magra, che, grazie a questo, episodio poté fregiarsi dell'onore di aver dato ospitalità a Dante Alighieri, firmatario del documento per conto del Marchese Franceschino Malaspina, insieme al Vescovo Antonio da Camilla.
Ben due sono i documenti che testimoniano quanto abbiamo appena detto, entrambi recanti la data del 6 ottobre 1306, nei quali viene conferito a Dante il ruolo di esecutore, procuratore e ambasciatore del trattato di pace.

Il compito di Dante non era però semplicemente nominale, oltre a siglare il trattato al posto del marchese egli aveva il potere di stabilire le condizioni di tale pace, elemento che aiuta a comprendere quale fosse il grado di stima che i Malaspina nutrivano nei suoi confronti.
È evidente che questa pace fosse fortemente voluta dal Vescovo, egli si premurò infatti di applicare rapidamente le condizioni della pace, annullando processi in corso e revocando scomuniche. Ulteriore prova dei buoni rapporti che furono stabiliti con questa pace fu la nomina del Malaspina a esecutore testamentario per conto del Vescovo.

Il castello di Castelnuovo ha ospitato tra le sue mura il Sommo Poeta, ma cosa ci faceva Dante Alighieri in Lunigiana? Grazie all'ascolto dell'audioguida 2 avrai modo di scoprirlo!

Verso la fine del Medioevo

In seguito alla pace di Castelnuovo l'ingerenza del Vescovo in Lunigiana fu sempre minore e il borgo di Castelnuovo a partire dal XIV secolo fu sempre più coinvolto nelle vicende sarzanesi, seguendone le sorti.
Nel 1316, esattamente come Sarzana e la maggior parte dei borghi del territorio, Castelnuovo passò sotto il potere di Castruccio Castracani Signore di Lucca, il quale aveva ottenuto, legittimato dall'Imperatore stesso, la nomina di Visconte approfittando di un periodo di vacanza del potere comitale a lunense. Il suo potere, che si estendeva dalla Cisa al fiume Magra, era talmente legato alle sue capacità politiche e strategiche che alla sua morte la situazione mutò improvvisamente. Gran parte di questo territorio passò ai pisani come si evince anche dal fatto che fu un pisano a trattare nel XV secolo la resa del comprensorio sarzanese con il governatore della Repubblica di Genova.

Il periodo in cui Castelnuovo fu in mano genovese vide modificare in modo sostanziale il borgo, la cui cinta muraria fu rinforzata, mentre fu merito dei fiorentini, che vi succedettero al potere a trasformare il castello, ormai struttura difensiva e non più residenza.

Ritornato ormai a fine XV secolo in mano genovese il borgo rimase tra i possedimenti della Repubblica, andando a confluire nel territorio sarzanese di cui seguì le vicende fino alla conquista napoleonica e al successivo inglobamento nel Regno di Sardegna, avvenuto nel 1815.

L'intervento

Gli edifici del complesso del Castello dei Vescovi di Luni si presentavano allo stato di rudere, mostrando dell’antica cortina muraria solo porzioni limitate adiacenti alla torre, unico elemento architettonico compiuto sopravvissuto al decadimento provocato dal tempo e dagli eventi bellici dell'800, ma con punti di infiltrazione di acqua piovana.

All'interno del programma di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013) si interviene con il restauro conservativo della struttura muraria e della torre medievale ed il loro consolidamento, con l'inserimento degli elementi di arredo necessari al suo utilizzo per iniziative di tipo espositivo e l'implementazione di componenti impiantistiche.

Prevista inoltre la realizzazione di un percorso di accesso pedonale, attraverso il recupero dell’antico sentiero in pietra locale e la realizzazione di parcheggi e di diversi servizi per i visitatori per consentire la fruibilità del bene.
In progetto anche l'installazione di impiantistica di sicurezza e l'illuminazione dell’area.

Mappa
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