Torre Pentagonale di Vezzano Ligure
$$datasiel.heritage.label.LF$$
Comune di Vezzano Ligure: via Goito, 2 - Vezzano Ligure (SP)
Telefono: 0187 99 31 03
Fax: 0187 99 31 50
Vezzano Ligure Vezzano Ligure La torre pentagonale La torre pentagonale Vezzano Ligure Vezzano Ligure La torre pentagonale La torre pentagonale Vezzano Ligure Vezzano Ligure Vezzano Ligure Vezzano Ligure Vezzano Ligure Vezzano Ligure La torre pentagonale La torre pentagonale La torre pentagonale La torre pentagonale Vezzano Ligure Vezzano Ligure

"Un paesaggio insolito quello su cui svetta una torre non rotonda, non quadrata, bensì pentagonale! Chiedersi come mai sia stata edificata in questo modo la torre di Vezzano Ligure non basta, venite a Vezzano, ammirate il panorama che dalla base della torre permette di vedere il punto in cui i fiumi Magra e Vara confluiscono, determinando l'importanza strategica del borgo, ma soprattutto ascoltate le audio-guide di Liguria Heritage per dare una risposta a tutte le vostre domande".

Vezzano, origini antiche

Il borgo di Vezzano affonda le proprie radici in epoche antichissime, infatti grazie alla sua posizione geografica che ne permetteva il dominio sulla zona di confluenza dei due principali fiumi della Lunigiana storica, ossia il Vara e la Magra, è plausibile supporre un utilizzo della zona a partire dall'epoca preistorica anche se di questa fase non esistono molte tracce a livello di ritrovamenti archeologici indagati. L'origine stessa del nome Vezzano ne palesa le fasi abitative di età romana, pare infatti che Vezzano derivi dal nome Vectius, nome proprio di un nobile cittadino romano di famiglia Sabina che avrebbe avuto alcuni possedimenti e rendite proprio in questo territorio.
Potrebbe anche trattarsi dello stesso Vectius nominato da Cicerone nelle epistole ad Attico e dallo storico Dione Nicetta.

A fare da contraltare a queste notizie esiste, però, l'ipotesi che l'abitato abbia origini liguri, dal termine Vect-iani ossia vetta di Giano, e che la sua fondazione sia antecedente la conquista romana della Liguria e anche precedente la costituzione della colonia di Luni, notizia parzialmente confermata da Tito Livio che nel narrare la guerra contro gli apuani descriveva il circondario del fiume Magra come un territorio disseminato di castra e fortificazioni.

"La tradizione vuole che le origini di Vezzano siano avvolte nell'oscurità, forse legate a un castellaro frequentato dagli antichi liguri, forse dovute all'evoluzione di un insediamento di età romana; venite a visitare questo incantevole borgo sulle alture tra la Val di Magra e Val di Vara e ascoltate l' audioguida 1 ".

Vezzano nel Medioevo

Bisogna attendere il medioevo per avere le prime notizie certe di Vezzano: in un documento del 19 maggio 963, emanato da Ottone I imperatore del Sacro Romano Impero, Vezzano viene nominato insieme al suo castello, alle fortificazioni e alla corte come territori assegnati al vescovo di Luni, che ai tempi dominava incontrastato il levante ligure.

Nel secolo successivo il vescovo investì i Signori di Vezzano (“Domini de Vethano”) della proprietà del borgo, i quali nel secolo XI estesero il proprio potere su molte terre e castelli sia nel golfo spezzino, sia nelle valli del Vara e della Magra.
Questi possedimenti, che constavano nei castelli di Vezzano, Carpena, Vesigna, Follo, Vallerano, Beverino, Polverana, Ripalta, Monte di valli, Madrignano, e insieme ad altre terre della Val di Magra e sul Golfo di Spezia, fra le quali Portovenere, rimasero nelle mani di questi Signori fino al XIII secolo come confermato il 12 maggio del 1202 a Sarzana.

A riconferma della loro acquisizione di potere, con un atto redatto da un notaio il 4 giugno del medesimo anno il marchese Alberto Malaspina, a nome suo e dei suoi nipoti, rinunciò a metà di quanto quei marchesi avevano acquistato dagli estensi in tutto il podere che tenevano i nobili di Vezzano.
Successivamente i Signori di Vezzano persero gradualmente prestigio e potere a causa di una concomitanza di fattori quali la crescente pressione esercitata da Genova e la rivendicazione degli antichi diritti da parte del Vescovo di Luni; ciò li condusse, all'inizio del XIII secolo, alla rinuncia a molti loro diritti, mentre il Vescovo, a sua volta, cedette i suoi al genovese Nicolò Fieschi, nipote del Papa Innocenzo IV ed esponente di quella casata che, discendente dai Conti di Lavagna, lasciò un profondissimo segno del loro passaggio in tutta la Riviera ligure di levante.

Dopo questa prime cessioni non era rimasto molto ai Vezzano, ciò nonostante nel 1253, furono costretti a cedere quel poco che gli rimasto alla Repubblica di Genova, alla quale furono costretti a giurare fedeltà fino alla completa annessione nel 1276, anno a partire dal quale le loro sorti rimasero unite fino al dominio francese e alla successiva annessione al Regno di Sardegna prima e al Regno d'Italia poi.

La torre pentagonale

Vezzano, come molti altri siti liguri, non si presenta come un borgo compatto, è diviso nella sua frazione in posizione dominante, Vezzano Superiore, e la parte più a valle, Vezzano Inferiore.
Proprio in quest'ultima fu edificato il secondo castello del borgo, quello probabilmente nominato già a partire dal diploma ottoniano del X secolo e che attualmente è conosciuto con il nome di Palazzo Giustiniani.

Associata al castello, al quale anticamente era collegata da un ponte di legno di sette metri d'altezza, è la torre pentagonale, edificata nel XII secolo con funzione di difesa e avvistamento della vallata circostante.
La torre, che potrete ammirare nella sua peculiare forma a base pentagonale, come quelle di Arcola e Lerici, ha il vertice rivolto verso la zona da controllare e grazie alla sua forma risultava anche più facile da difendere. Rimarrete stupiti dall'altezza alla quale è posta la porta d'ingresso, alla quale si accedeva con una scala a pioli semplice da ritrarre qualora ci fosse stato bisogno di chiudervisi all'interno in caso di attacco. Al suo interno era divisa in più piani e munita di feritoie.

Come strutture relative all'antico borgo fortificato a Vezzano si possono ancora ammirare parti della cinta medievale e una torre cilindrica. Solo durante l'età rinascimentale il borgo vide un ampliamento del proprio abitato, dovuto all'aumento del prestigio e del benessere economico della popolazione, ma la ricchezza di Vezzano ebbe la definitiva battuta d'arresto nel XVI secolo quando si scontrò con gli interessi genovesi, i quali per praticare il commercio iniziarono a preferire altre vie più agevoli da percorrere rispetto al percorso montano che da qui passava, causando una grave perdita per l'economia del borgo.

Il borgo di Vezzano è suddiviso tra la frazione di Vezzano Superiore e Vezzano Inferiore, entrambe interessate da tracce monumentali della loro storia. Il progetto finanziato dall'Asse IV si rivolge però esclusivamente alla parte Inferiore, più precisamente la torre pentagonale e la sua valorizzazione nel contesto territoriale. Non perdere l'occasione di visitare questo borgo, ammirare da vicino questo esemplare perfettamente conservato di architettura militare e ascoltarne la storia grazie all'audioguida 2!

L'intervento

La Torre Pentagonale è oggi solitaria superstite nella piazza del Castello di strutture difensive alterate o distrutte. Cimata già nell'Ottocento, ha subito rimaneggiamenti e gravi danni nella parte superiore, anche per la caduta di un fulmine negli anni Settanta che ha costretto al rifacimento quasi totale della copertura.

La Torre oggi si presenta probabilmente in una forma alterata: il sedime su cui poggia potrebbe essersi innalzato con il tempo, per cui è possibile che una parte della struttura sia nascosta dalla pavimentazione moderna.
L'accesso, posto a circa sette metri di altezza, non sembrerebbe, a una prima analisi, di forme originarie e doveva con ogni probabilità avere un ballatoio. Le vicissitudini storiche e gli eventi naturali hanno messo a dura prova la struttura del manufatto che, tutto sommato, mantiene un aspetto di solidità. Sicuramente i danni subiti dalla copertura si sono ripercossi sulla struttura muraria interna, probabilmente meno solida già in origine.

Esternamente la naturale erosione – peraltro contenuta a livelli accettabili – è chiaramente provocata dal dilavamento della pioggia e dall'erosione dell'aria marina alla quale il manufatto è esposto almeno sui quattro fronti principali.

In merito ai resti di bastioni basamentali, conservati parzialmente, oltre a cause naturali associabili a quanto detto per la torre, si può supporre che gran parte del degrado sia causato dall'opera dell'uomo che, in diverse epoche e sensibilità rispetto ai manufatti storici, ha attuato cambiamenti e demolizioni spesso senza seguire i canoni del restauro e conservazione attuali.

Nell'ambito del programma di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria, (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), si intende rendere accessibile il bene perché sia fruibile ai visitatori in un'ottica museale.

L'accesso dall'esterno viene garantito da una scala che, dalla pavimentazione esterna, permette l'accesso all'unica porta della torre posta a sette metri di altezza e la fruibilità interna viene assicurata da opere di restauro atte a ricomporre la muratura in pietra interna nelle zone in cui manca.

Mappa
Nota: Liguria Heritage fornisce gratuitamente servizi e strumenti tecnologici propri ma non è responsabile in alcun modo di eventuali tariffe d'ingresso ai siti né della loro diretta gestione. Per l'attuazione o le modifiche agli orari d'ingresso, alle condizioni di fruibilità e accessibilità dei luoghi si deve far riferimento ai singoli soggetti detentori e gestori.