Castello di Vernazza
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Comune di Vernazza: via San Francesco, 56 - Vernazza (SP)
Telefono: 0187 82 12 47
Il Castello di Vernazza Il Castello di Vernazza Vernazza Vernazza Il Castello di Vernazza Il Castello di Vernazza

"Il Mediterraneo, un porticciolo pronto al ricovero di navi da guerra sin dai tempi più antichi, una postazione contraerea nazista e ancora storie di santi, incursioni piratesche, catastrofi naturali e una ricostruzione da record, tutto questo sullo sfondo suggestivo di una delle Cinque Terre.
No, non state leggendo la trama di un libro d'avventura. Ascoltate le audioguide di Liguria Heritage e scoprirete che tutto ciò non è altro che la storia di Vernazza".

Vernazza, 25 Ottobre 2011

La ripresa di Vernazza in seguito alla catastrofica alluvione del 2011 è qualcosa di impressionante, le foto e i video di quel 25 ottobre sono ancora vivi nella nostra memoria.
Lasciano senza parole e aprono le nostre menti a una riflessione sulla forza degli abitanti che dal giorno stesso si sono attivati per i propri concittadini, per le proprie case, negozi, strade, restituendo il giusto valore all'importanza della “cosa pubblica” vista come tesoro di una popolazione.

Per questa forza d'animo sono stati ripagati, e grazie all'aiuto delle istituzioni che hanno contribuito alla ricostruzione, adesso la vita a Vernazza è tornata alla normalità, anche con i segni del fango, che lungo Via Roma si notano a livello dei lampioni. Immagine che fa venire i brividi se si pensa alle persone intrappolate nelle proprie case a causa di quell'ostacolo insormontabile che impediva loro l'uscita. I negozi adesso sono aperti, il porticciolo e la spiaggia son state ripristinate e i monumenti visitabili.

Restano nella memoria degli abitanti di Vernazza la paura di quel pomeriggio in cui l'acqua pareva non cessare di cadere e restano le immagini di desolazione del giorno dopo, ma resta anche per tutti noi un esempio, un modello da seguire, perché ricominciare è possibile e Vernazza lo ha insegnato.

"Ascolta l'audioguida 1 partiremo dall'epoca recente, dall'alluvione del 2011, per dedicare un breve omaggio alla forza di un paese".

Il Medioevo

Il racconto dell'alluvione emoziona e scuote le nostre menti poiché tutti noi ricordiamo gli avvenimenti recenti come parte di quello stralcio di storia che ci ritroviamo a vivere, ma Vernazza è una cittadina di antichissime origini e nei suoi mille e oltre anni di vita ha vissuto le storie di molte persone, molte altre vicende, molti altri pericoli.

A ridosso dell'anno 1000 la Liguria subisce un mutamento radicale dal punto di vista dell'organizzazione geografica, politica e militare. Questo è infatti il periodo in cui vengono istituite le marche, circoscrizioni territoriali che facevano capo a un marchese e che potevano a loro volta esser suddivise in comitati.
La marca cui fa capo Vernazza, come il levante ligure, parte della Lombardia e dell'Emilia si chiama Obertenga dal nome di Oberto I, marchese di Milano e conte di Luni che per primo si era trovato a governarla.

Gestire un territorio come il levante ligure non doveva essere di certo cosa di poco conto. Si aveva a che fare con una terra di confine da sempre soggetta a tentativi di invasione, una costa aperta a traffici in tutto il Mediterraneo e un entroterra in cui andavano moltiplicandosi le fondazioni religiose che chiedevano al marchese protezione.
Una delle prime precauzioni che gli obertenghi decisero di prendere fu munire la costa di torri di avvistamento, per controllare i movimenti sul mare e avere il tempo di organizzare la difesa in caso di avvistamento saraceno.

È in questo contesto storico che viene edificato il Castello Doria, noto con il nome dell'ultima famiglia che ne ebbe il possesso. Impossibile non notarlo, con i suoi 70 metri di altezza e la torre circolare che lo sovrasta, domina il costone roccioso a strapiombo sul mare. La sua struttura è costituita da un corpo centrale, irregolare nella misura in cui usa come base uno sperone roccioso, con una stretta torre circolare utilizzata per gli avvistamenti e diversi ambienti cui si accede dallo spiazzo alla base della torre.
La sua posizione privilegiata e la sua natura di postazione difensiva e d'avvistamento lo resero sempre appetibile e questa caratteristica fu apprezzata anche in epoca moderna, infatti durante la seconda guerra mondiale i locali sotterranei furono adattati a bunker per i tedeschi che usarono Vernazza come base contraerea.

Per coloro che pensano che la storia sia qualcosa di noioso e statico pensate questo: un castrum costruito nel X secolo è stato riutilizzato a metà del XX, forse gli antichi la vedevano lunga…lunga mille anni!

"Ascolta l'audioguida 2 per scoprire le origini del castello, ben più antiche rispetto all'epoca dei Doria dai quali ormai prende il nome".

Vernazza dal castello

Ammirare Vernazza dal castello Doria significa far gustare ai propri occhi un panorama a dir poco mozzafiato, da un lato la distesa del mare mentre dall'altro lato è possibile abbracciare con un solo sguardo la bellezza di questo piccolo borgo stretto tra il monte e il mare come se vi si arrampicasse per paura di scivolarvi dentro.

La vista del porticciolo e della piazza di Vernazza sono impreziosite dalla chiesa di Santa Margherita di Antiochia, la cui costruzione viene fatta risalire al periodo tra XII e XIII secolo per somiglianze con altri edifici di culto delle Cinque Terre, e soprattutto di Genova, e più precisamente al 1318, grazie a un documento cui si fa riferimento alla costruzione della chiesa.
Tale edificio religioso, ormai difficilmente immaginabile nella sua forma originaria viste le diverse fasi edilizie che lo videro protagonista, è sintomatico dell'importanza acquisita dalle maestranze antelamiche, ormai talmente radicate a Genova da poter estendere la propria opera anche nella riviera, ponendo le basi della tradizione romanica genovese. Ma non sono gli elementi architettonici ad attrarre la nostra attenzione in questa sede ma la funzione di questo edificio in relazione al contesto in cui è sorto.

Nel XIII secolo Vernazza ha già vissuto l'apice del proprio impeto vitale e si sta consegnando alla Repubblica di Genova sia dal punto di vista politico sia culturale. La nascita della parrocchiale di Vernazza è manifesto di tale penetrazione e si sviluppa parallelamente alle vicende del borgo.
La struttura non è estranea alle stravaganze; infatti a Vernazza, come a Corniglia, l'ingresso della chiesa non si apre sulla piazza, spazio che invece è occupato dall'abside.
Questa scelta, apparentemente inspiegabile, rispondeva invece a due precise esigenze, la prima legata al fatto che tra XII e XIII secolo la parte nuova del borgo che si andava espandendo aveva come nucleo principale il fronte opposto rispetto a quello dove si trovava il castrum, simbolo dell'antichità e di una fase feudale che ormai era stata superata e la seconda dovuta al fatto che l'ingresso della chiesa corrispondeva all'incirca al termine della strada che da qui conduceva ai santuari di Nostra Signora di Reggio e a Soviore, probabilmente il più antico di tutta la Liguria, fungeva pertanto da punto di accoglienza per i pellegrini che transitavano su questa via.

"Il panorama di Vernazza è caratterizzato da presenze monumentali di evidente importanza; dopo aver sentito la storia del borgo e del castello, ascolta l'audioguida 3 e, muovendoti tra storia, arte e fede scopri le origini della Chiesa di Santa Margherita".

Un borgo in prima linea

Siamo sulla sommità della torre d'avvistamento del nostro castello e la vista della distesa marina invade il nostro sguardo; da qui è facile immaginare come questo angolo di paradiso rappresentasse un'importantissima opportunità per i commerci marittimi e per gli scali delle barche o delle navi sia a scopo commerciale sia militaresco.
Questa caratteristica della costa ligure la rese al contempo facile preda degli invasori, attratti dalla possibilità di sfruttare a proprio vantaggio il territorio per espandere i propri commerci o anche come opportunità per saccheggiare e depredare.

A questo proposito non possiamo non citare uno dei grandi pericoli che la costa Ligure dovette affrontare, non una, ma a più riprese: i pirati. Ancora ai giorni d'oggi ci è capitato più volte nel corso degli ultimi anni di sentire di attacchi dei moderni pirati a discapito delle navi commerciali; pensate con quale stato d'animo dovessero vivere coloro che per lavoro affrontavano il mare.
Ma il termine pirati è troppo vago per definire questo fenomeno che troppo spesso intrecciò le proprie vicende a quelle della Liguria nell'arco dei secoli. Al tempo della costruzione della parte più antica del castello di Vernazza i “pirati” da affrontare erano un gruppo di predoni, c'è chi dice fossero musulmani provenienti dall'Andalusia o banditi baschi che si erano stanziati a Frassineto, una località nel sud della Francia, da dove facevano partire i loro assalti prima in zone limitrofe, in seguito spingendosi in Piemonte e arrivando a controllare i passi alpini, fino al 973 quando Guglielmo I di Provenza li debellò. Sembrava che la situazione andasse scemando, ma in epoca moderna il problema si ripropose, in proporzioni notevoli. Questa volta i pirati sono principalmente musulmani che, forti della conquista di Costantinopoli e delle coste dell'Africa settentrionale, vedono nel Mediterraneo la naturale continuazione di questa fase fortunata delle loro conquiste.

Il più famoso di loro era il pirata Dragut, un comandante ottomano che si distinse come tra i più bellicosi; era ritenuto talmente pericoloso che Carlo V si diceva ossessionato dall'idea che il Doria lo catturasse.
Questo avvenne nel 1540 quando in seguito a una sconfitta infertagli dalla flotta di Giannettino Doria finì nelle mani di Andrea Doria, il quale lo liberò solo in cambio della concessione dell'isola di Tabarca. Tornato in Turchia non si diede per vinto, e nel giro di pochi anni attaccò Laigueglia, catturandone tutti gli abitanti, e Rapallo, depredando e devastando la città. Fortunatamente si spostò dalla Liguria per morire durante l'assedio di Malta.

Tutto ciò non deve però indurci a pensare che mentre i pirati si davano da fare nelle nostre coste la Repubblica non cercasse un modo per ricavar profitto da questa situazione; si studiò di imporre tasse ai paesi marittimi in cambio di protezione. Questo accorgimento poteva non bastare e le comunità si attrezzarono per la costruzione di torri di diverse dimensioni e tipologie, per creare una catena di segnalazioni che potesse prevenire l'esser colti di sorpresa.

"Dalla sommità del Castello, dopo aver goduto della splendida vista che si para davanti ai vostri occhi, ascoltate l'audioguida 4, verrete catapultati all'epoca in cui la costa ligure rappresentava una delle principali fonti d'arricchimento dei pirati, i quali saccheggiavano e depredavano, diffondendo il terrore su tutto il nostro litorale".

L'intervento

Il Castello è situato all’estremità ovest del paese, su uno scoglio a strapiombo sul mare ed è raggiungibile dal centro storico tramite gli stretti carruggi.

Prima dell'intervento previsto all'interno del programma di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria, (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), risultavano inagibili i bunker presenti sul lato est e gran parte degli spazi interni situati sotto il piano di calpestio, mentre l’unica sala esistente situata sul lato ovest si trovava in precarie condizioni.

L'intervento si pone come obiettivo, oltre alla riqualificazione dell'intero castello, di migliorare ed ampliare il sevizio di Centro Informativo e Turistico, con area adibita a mostre, esposizioni e incontri culturali.

Per realizzare tutto questo sono necessari numerosi interventi: la demolizione delle strutture in cemento armato del bunker e la rimozione del materiale di riempimento sottostante, la demolizione parziale della volta di copertura, del pavimento soprastante, del muro interno in pietra e della soletta di calpestio della sala. Sono quindi previste la ricostruzione della volta, la costruzione di un vespaio areato all'interno della sala, la posa di pavimento interno in pietra arenaria e di pavimentazione esterna in arenaria simile a quella esistente, il risanamento dei muri perimetrali della sala e delle due bucature presenti sul lato nord. E' necessaria infine la sistemazione dell'impianto elettrico.

Mappa
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