Borgo di Santo Stefano di Magra
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Comune di Santo Stefano di Magra: piazza Matteotti - Santo Stefano di Magra (SP)
Telefono: 0187 69 71 11
Fax: 0187 69 97 69
Ex dogana in piazza della Pace Ex dogana in piazza della Pace La chiesa di Santo Stefano La chiesa di Santo Stefano Casa torre in piazza della Pace Casa torre in piazza della Pace Santo Stefano vista dall'alto Santo Stefano vista dall'alto

Situato alla confluenza dei fiumi Magra e Vara, anche Santo Stefano di Magra, comune dello spezzino, ha rivestito dai tempi più antichi una sua importanza come importante borgo medievale appartenente ai domini della Repubblica di Genova. Vieni a visitare questo paese, cerca i resti del suo passato e ascolta le audio-guide di Liguria Heritage!

Santo Stefano, una lunga Storia - I

Santo Stefano di Magra, comune ad alta densità abitativa della Val di Magra, ha sempre rivestito un importante ruolo per la propria posizione geografica, alla confluenza dei fiumi Magra e Vara, sul tracciato della Via Francigena percorsa continuamente da pellegrini intenti a raggiungere i luoghi di culto di Roma, Santiago o della Terrasanta e in collegamento con l'Emilia attraverso il passo della Cisa.
La prima attestazione di Santo Stefano di Magra avvenne con il diploma imperiale di Ottone II  del 981 con il quale fu sottolineata la natura mercantile dell'insediamento, facente capo ai Vescovi di Luni. Tale funzione venne nuovamente confermata il 29 luglio 1185 nel privilegio imperiale concesso da Federico I il Barbarossa, nel quale però si esaltò l'evoluzione da pieve a borgo con mercato.

In soli due secoli è evidente che sia avvenuta una profonda trasformazione. Intorno all'antica pieve andò sviluppandosi un abitato ben organizzato e di proporzioni tali da richiedere una gestione diretta da parte del vescovo, il quale aveva il compito di amministrare la giustizia e imporre le gabelle per le merci vendute al mercato e sulla pesca. L'evoluzione di tale insediamento è da ricollegare al periodo fortunato che i borghi della Lunigiana vivono in parallelo con il decadimento definitivo di Luni.
In questo periodo lo sviluppo di insediamenti fortificati e il continuo innalzamento di castelli è caldeggiato ora dai vescovi di Luni, ora dai marchesi Obertenghi e in un secondo momento anche dai Malaspina o dai signori locali, i Domini di Vezzano per nominare uno dei principali, tutti intenti a espandersi in questo promettente territorio.

Proprio a Santo Stefano di Magra il Vescovo si adoperava per curare i propri interessi. Infatti poco oltre il borgo la strada si divideva in due rami: l'uno che svalicando il Monte Bardone portava alla Lombardia, l'altro che collegava alla riviera levantina e, pertanto, a Genova dando vita a un sistema viario estremamente prezioso dal punto di vista economico.

Malgrado gli interessi che attirava su di sé, Santo Stefano continuò a evolversi in modo abbastanza autonomo. Sappiamo che, grazie a un lodo arbitrale del 1202 in cui veniva stipulata una pace tra il Vescovo e i Malaspina, Santo Stefano nel frattempo era diventato un comune, dotato dal ceto dirigente dei “milites” che insieme ai consoli e al popolo  appaiono come firmatari del documento in qualità di alleati del vescovo.

Santo Stefano, una lunga Storia - II

Il territorio della Lunigiana nel XIII secolo vide crescere il potere di uno dei suoi borghi, Sarzana, che presto si propose come centro egemone della vallata.
Il 5 luglio 1235 Santo Stefano decise di andare contro il ruolo che aveva rivestito fino dalla sua fondazione e acquisì per la propria popolazione la cittadinanza sarzanese, sposandone il piano espansionistico e d'indipendenza nei confronti dei Vescovo di Luni.
Un elemento importante di questa alleanza perché, sebbene Sarzana avesse un ruolo principale, non si parlò mai di sottomissione nel rapporti tra i due insediamenti. Santo Stefano gestì sempre autonomamente le rivendicazioni dei propri diritti, come nel caso delle trattative del 1257 con il vescovo di Luni, volte alla regolamentazione del “forum sive mercatum” da tenersi la domenica. Da non sottovalutare l'importanza della conclusione della trattativa, in seguito alla quale fu stabilito che al comune spettassero la metà dei proventi del mercato nel mese di maggio. Anche se tale concessione è da relazionarsi a un tentativo del vescovo di stringere accordi con i borghi della vallata per ridimensionare il potere sarzanese piuttosto che di una ammissione dell'importanza del comune di Santo Stefano di Magra.

Sul finire del XIII secolo con la morte del Vescovo Enrico da Fucecchio l'ingerenza del vescovado nei confronti dei borghi in Lunigiana va nettamente scemando e Santo Stefano rientra in orbita sarzanese, seguendone le vicende fino al giuramento di fedeltà a Castruccio Castracani, divenuto visconte del comitato lunense e difensore del Comune di Sarzana, nel 1321.

La posizione geografica, che inizialmente aveva rappresentato la fortuna di questo borgo, tra il XIV e XV secolo fu causa di una serie di tentativi di conquista da parte di diverse casate nobiliari. Tra il 1344 e il 1402 furono i Visconti ad avere la meglio, ma in vent'anni il potere è già in mano ai Fregoso che lo passano al Banco di San Giorgio nel 1484 e, naturalmente, alla Repubblica di Genova verso la metà del XVI secolo.
I Genovesi ne colsero notevoli vantaggi commerciali ed economici, talvolta a discapito degli stessi abitanti santostefanesi, salvo poi stabilizzarsi ed equilibrarsi nei benefici dalla seconda metà del XVII secolo.

In epoca medievale a molti abitanti dell'entroterra dell'odierna La Spezia sarà capitato di recarsi al “mercato nel borgo di Santo Stefano”, ora forse non ci sembra nulla di strano, ogni frazione delle nostre città possiedono un mercato, piccolo o grande che sia, ma un tempo possedere un mercato identificava la natura commerciale di un borgo e lo elevava nel prestigio rispetto agli altri, vieni ad ascoltare l'audioguida che Liguria Heritage ha dedicato a Santo Stefano di Magra per restituire il giusto peso storico di questo borgo!

L'intervento

Il bene oggetto dell'intervento è costituito nel suo complesso da tre diverse strutture, prossime tra loro: la "casa torre", costituita da tre piani, l'edificio ex dogana, oggi adibito a biblioteca, anch'esso di tre piani e l'area di circa 200 mq interessata dalla ricostruzione delle mura fortificate.
Con questo recupero si intende sviluppare le potenzialità del patrimonio architettonico culturale per rivitalizzare il centro storico di Santo Stefano di Magra, favorendone l'attrattiva e le condizioni socio-economiche.

La casa torre è disabitata da molto tempo e in condizioni di degrado dovuto alla mancata manutenzione, così come l'ex dogana, vetusta negli intonaci e nelle pavimentazioni.
L'area per la ricostruzione delle mura fortificate è costituita da un poggio con un passo sterrato ed altra pavimentazione eterogenea e degradata, frutto degli interventi non omogenei che si sono susseguiti nel tempo.

Nell'ambito del programma di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013) , si prevede per la casa torre l'adeguamento statico per garantirne l'utilizzo, il rifacimento di finiture, intonaci, pavimentazioni, serramenti, impianti e opere connesse al risparmio energetico.
Per l'ex dogana il rifacimento degli intonaci e delle pavimentazioni esterne, dei contorni in pietra delle finestre e un moderato ampliamento del piano terra. Previsti inoltre la ricostruzione delle mura fortificate in cemento armato, la bonifica e innovazione delle parti pavimentate.

Mappa
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