Sito archeologico di Carpena
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Comune di Riccò del Golfo: Via Aurelia, 150 - Riccò del Golfo di Spezia (SP)
Telefono: 0187 92 51 06
Fax: 0187 92 61 14
Sito archeologico di Carpena Sito archeologico di Carpena Sito archeologico di Carpena Sito archeologico di Carpena Sito archeologico di Carpena Sito archeologico di Carpena Sito archeologico di Carpena Sito archeologico di Carpena

Da un punto di vista politico-amministrativo adesso si identifica Riccò del Golfo, Comune vicino a La Spezia attraversato dalle due principali direttrici dell'Aurelia, in realtà la nostra attenzione non si concentrerà su questa cittadina, quanto più sulle sue frazioni, una in particolare Carpena, che costituiva insieme a Ponzò, Valdipino e San Benedetto un insieme di comuni separati e dotati di prestigio per la loro posizione tra il Golfo delle Cinque Terre e quello di La Spezia fino al 5 febbraio 1806, data in cui confluirono in Riccò, il borgo posto più a meridione rispetto alla Val di Vara. Vieni a visitare questo territorio e apprezzane le vicende storiche grazie alle audio-guide di Liguria Heritage!

Un capoluogo per molte frazioni

Le dimensioni di Riccò del Golfo sono rimaste inalterate a partire dall'annessione alla Repubblica di Genova fino ai giorni nostri e comprendono il territorio  dell'alta Valle Graveglia e tutto il bacino orografico del torrente Riccò.

In questo territorio gli stabilimenti industriali non hanno cambiato la fisionomia del paesaggio, ancora principalmente rurale e dedito alla coltura della vigna, dell'ulivo e di altri tipi di coltivazione. Nel corso degli anni si è verificato un aumento nell'abbandono del territorio, a cui si preferisce la città e le sue più ampie opportunità di impiego, mentre chi ha deciso di rimanere fedele alle proprie origini ha allo stesso tempo scelto di rimanere legato lavorativamente alle attività di questo territorio, sia di tipo agricolo sia a livello di piccole attività locali.

Se vogliamo affrontare le vicende storiche che hanno caratterizzato questo areale in posizionestrategica a ridosso del golfo spezzino dobbiamo parlare di Ponzò e Carpena, siti interessati da insediamenti fortificati, vicini ma allo stesso tempo lontani dal punto di vista delle vicende storiche da essi vissuti.

Ponzò si presenta ancora oggi come un piccolo centro fortificato sviluppatosi intorno al suo castello, e la cerchia delle abitazioni, tutte a pianta centrale, è sostenuta da arcate portanti in cui le mura perimetrali erano costruite in modo tale da creare l'effetto di un'unica muratura, separata solamente di tanto in tanto dai vicoli che permettevano i diversi accessi. Questo insediamento fu prima sotto il dominio degli Estensi, poi dei Malaspina, ma fu sempre oggetto delle contese dei signori locali che intendevano aumentare il proprio potere in questa zona strategicamente prestigiosa.

Per chi non fosse mai stato in visita in questo territorio forse resterà un po' sorpreso di scoprire avvincenti episodi storici anche in queste vallate che sembrano prevalentemente occupare da boschi e coltivazioni, ma la storia in Liguria si nasconde proprio in questi territori d'altura, dove venivano costruiti insediamenti fortificati che facevano gola non solo ai Signori locali, che vedevano in essi la possibilità di aumentare le proprie possibilità di guadagno attraverso riscossione di pedaggi, coltivazioni, estensione del proprio dominio su nuovi borghi, ma anche alle grandi Signorie degli Estensi e dei Malaspina e ovviamente anche alla Repubblica di Genova, sempre pronta a cogliere nuove occasioni di conquista nel prezioso levante ligure. Ascolta l'audioguida 1 per scoprire qualcosa di più su questo territorio.

Il castello di Carpena

Il secondo borgo importante della vallata è Carpena, il cui castello, o meglio i suoi resti, sono interessati dall'intervento di sistemazione dell'area perimetrale del castello per rendere agevole la visita per i turisti. Il borgo di Carpena viene citato a partire dal XII secolo quando lo ritroviamo a svolgere la funzione di capitale di un consorzio che univa le diverse famiglie di spicco del territorio.
Nel XIII secolo Carpena, insieme a Vezzano, giurarono fedeltà alla Repubblica di Genova che lo elevò a podesteria con giurisdizione anche sulla vicina Spezia.

A metà del medesimo secolo il borgo è gestito da due co-domini, i quali, in disaccordo sulla politica da seguire si allearono uno, Gilberto di Viano, con Pisa mentre l'altro co-domino Della turca rimase fedele a Genova. Lo scontro fu inevitabile, almeno quanto inevitabile fu l'intervento di Genova che ristabilì la pace.
Questo fu il primo dei contrasti che vide il coinvolgimento di Carpena durante il medioevo, di certo non fu l'ultimo. Si susseguirono velocemente diversi avvenimenti che vedono prima alcuni signori di Carpena vendere i diritti del borgo e del castello a Ottobono Fieschi, colui che poco tempo dopo salì al soglio papale con il nome di Papa Adriano V, in seguito il passaggio a Oberto Doria nel 1237, ma con la costituzione della podesteria di Spezia a opera di Simon Boccanegra nel 1343 ebbero inizio i contrasti per la supremazia sul territorio cui si pose fine solo con l'unificazione delle due podesterie da parte del doge Domenico Fregoso, il quale però decise di dare la supremazia a Spezia.

Fino al XIV secolo Carpena riuscì con alti e bassi a gestire il proprio territorio e il suo castello risulta essere ancora in perfetto stato, sopravvissuto a secoli di continui scontri.
Nel XV secolo la situazione cambiò a causa di un evento che modificherà per sempre la fisionomia del borgo, che perderà definitivamente il suo punto di riferimento; nel 1411 approfittando del conflitto contro Firenze che teneva occupate su un unico fronte Genova e Spezia, Carpena e i suoi abitanti decisero di ribellarsi, in parte tentando di ripristinare la propria originaria supremazia, in parte perché stanchi della disuguaglianza con cui Genova elargiva concessioni ad altri propri possedimenti.

Spezia non esitò a chiamare in proprio soccorso Genova nella persona di Antonio Doria, il quale prese d'assalto il castello, ne uccise i cinquecento coraggiosi difensori e ne impiccò ventidue agli alberi delle galee genovesi ancorate nel Golfo, come monito a non ripetere un tale gesto di ribellione.

Visitare il sito ci dà perfettamente l'idea di quanto possa essere successo durante questo violentissimo episodio; il castello è totalmente raso al suolo, ciò che si presenta ai nostri occhi sono gli stralci dei muri perimetrali, che in futuro potrebbero essere interessati da scavi archeologici che finalmente forniranno gli elementi necessari a ricostruirne l'aspetto e la distribuzione dei vani al suo interno. La posizione della Chiesa di San Nicolò, adiacente l'area del castello, ci offre l'indicazione sul luogo dove probabilmente sorgeva la chiesa castrense.

Resti di un antico castello, un panorama che si apre sull'intera vallata, una chiesa e alcune palle di cannone adagiate in un angolo in ricordo degli episodi bellici che lo videro protagonista. Ma quali furono questi avvenimenti militareschi? E perché del castello non è rimasto nulla? Ascolta l'audioguida 2 e permettici di raccontarti la sua storia!

L'intervento

Del castello rimangono oggi resti di fortificazioni, tracce delle mura e della base della torre.
Il sito è stato soggetto a recenti campagne di scavo archeologico che hanno portato alla luce, tra gli altri materiali, anche dei reperti in selce, come punte di freccia e monili, che hanno suggerito l’ipotesi, da verificare, dell’esistenza nello stesso sito di un precedente insediamento ligure (castellare).

L'area agricola terrazzata posta sotto il resti del castello, in direzione sud, è caratterizzata del riuso di conci e altri materiali provenienti dal castello, configurando l’area come un piccolo esempio di “stratificazione storica” del paesaggio.
Il bene è allo stato ruderale avanzato. Nell'ambito del programma di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria, (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), è prevista la messa in sicurezza dell’area archeologica attraverso la posa in opera di recinzioni

Del castello rimangono oggi resti di fortificazioni, tracce delle mura e della base della torre.
Il sito è stato soggetto a recenti campagne di scavo archeologico che hanno portato alla luce, tra gli altri materiali, anche dei reperti in selce, come punte di freccia e monili, che hanno suggerito l’ipotesi, da verificare, dell’esistenza nello stesso sito di un precedente insediamento ligure (castellare).

L'area agricola terrazzata posta sotto il resti del castello, in direzione sud, è caratterizzata del riuso di conci e altri materiali provenienti dal castello, configurando l’area come un piccolo esempio di “stratificazione storica” del paesaggio.
Il bene è allo stato ruderale avanzato. Nell'ambito del programma di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria, (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), è prevista la messa in sicurezza dell’area archeologica attraverso la posa in opera di recinzioni adeguate, per valorizzare il patrimonio archeologico presente su questo territorio e predisporlo a svolgere anche funzioni didattico-ricreative.

Mappa
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