Borgo di Brugnato
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Comune di Brugnato: Piazza Martiri 1 - Brugnato (SP)
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Il nome di Brugnato è sempre stato associato alla cattedrale e alla sua tradizione di importante centro ecclesiastico della Val di Vara, in effetti la sua storia parte proprio dalle sue origini monastiche a opera dei monaci di San Colombano di Bobbio. Vieni a visitare questo borgo con un centro storico dalla particolare forma ellittica e grazie alle audio-guide di Liguria Heritage ne gusterai passo dopo passo la storia.

Le origini di Brugnato e una grande abbazia

Il nome del borgo di Brugnato, importante centro della Val di Vara, non dice molto sulle sue origini; esso infatti probabilmente deriva dal dialetto brigne o brignun, termine che sta a che indicare la pianta del susino, presente anche nello stemma della cittadina.

Per quanto riguarda la nascita del nucleo brugnatese, furono i monaci del monastero di San Colombano di Bobbio a costruire un monastero tra VII e VIII secolo, durante la conquista longobarda della Liguria, e a renderlo un importante centro religioso intorno al quale far progredire il territorio circostante.
Non che la zona anticamente non fosse abitata dai liguri, anzi diverse sono le attestazioni riguardanti la tribù dei Briniates, la cui presenza nel territorio permane nella toponomastica con la tipica terminazione ligure in -asca, -asco.

Punto di riferimento per la media e bassa vallata, sia dal punto di vista monumentale, religioso e storico, in epoca bizantina pare che il territorio fosse interessato dal passaggio del limes sulla direttrice Varese – Cento Croci comoda rispetto alla base navale di Chiavari e alla dorsale tra il monte Zatta e Cento Croci, zona fondamentale per l'approvvigionamento del legname.
Come abbiamo anticipato l'origine di Brugnato è da ascrivere alla frequentazione della zona da parte dei monaci di San Colombano che qui stabilirono il proprio centro religioso nella vallata.

In pieno Medioevo

Dal punto di vista della gestione del territorio nel IX secolo d.C. alla diocesi di Brugnato appartenevano tutte le terre della sponda sinistra del Vara, mentre dal punto di vista amministrativo il territorio vive il passaggio dal dominio longobardo a quello franco come ci viene testimoniato da un documento di compravendita. Nel testo si legge che la principessa longobarda Andrevenga, moglie di Boniprando, riceve da un tale Ghiello un franco, 100 soldi, come compenso per la vendita dei territori tra Cassego e Castiglione Chiavarese. Una bella testimonianza chiave del passaggio, anche non violento, da una classe dirigente a un'altra.

Il Basso Medioevo vede Brugnato accrescere la potenza sul territorio degli abati e dei vescovi della città, anche grazie alle concessioni di principi e imperatori. Fattore che ebbe come conseguenza le rivalità degli altri potentati, i Malaspina, i vescovi di Luni e, quando faranno il loro ingresso nelle questioni levantine, anche i Fieschi, fino a creare un cumulo di tensioni che andranno ulteriormente aggravandosi nel corso dell'XI e XIII secolo.
Risale infatti al 1215 il tentativo di Corrado Malaspina di occupare i forti dei possedimenti brugnatesi, ma grazie all'intervento di Genova i Malaspina furono allontanati, permettendo ai Fieschi di diventare vice domini di Brugnato.

Coinvolta nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini che devastarono la regione causando continui passaggi di potere, scontri e continue rivendicazioni da parte di entrambe le fazioni, Brugnato vide il suo vescovo fuggire per cercare rifugio a Pontremoli, lasciando la signoria della città ai Malaspina e in seguito ai Fregoso, fino a quando un'insurrezione popolare non portò all'annessione alla Repubblica di Genova, della quale seguì le sorti.

Passeggiando tra le strade del centro storico di Brugnato si respira l'aria di quell'epoca che ne ha visto la grandezza come fulcro del territorio, punto di riferimento civile e religioso. Ascolta l'audioguida 1 e vivi con noi la sua storia!

Il borgo di Brugnato

Il borgo medievale sopravvive, non solo nelle sue manifestazioni monumentali, ma anche nei nomi delle vie delle piazze, come piazza Ildebrando, dove si concentrerà l'intervento volto a riportare alla luce i resti delle antiche mura medievali della città, con tanto di torre circolare, che dopo l'esecuzione degli scavi archeologici erano stati interrati come protezione.
Il centro storico ha una particolare forma a tenaglia costituita da una forma anulare, che si allunga leggermente da una parte, quasi a individuare l'asse principale. Le case non si sviluppano particolarmente in elevato, e hanno come punto di riferimento monumentale la Cattedrale.

Tale edificio, nato come basilica cimiteriale sorta su una necropoli paleocristiana, che a sua volta occupava lo spazio di un sepolcreto ancora più antico, è documentato storicamente sotto il regno di Liutprando come abbazia benedettina. Anche se recenti scavi hanno portato alla luce i resti dell'abside e delle fondamenta della primitiva chiesa abbaziale. Vari diplomi di epoca successiva testimoniano l'importanza del monastero che i longobardi contrapposero al forte dominio del vescovo di Luni. Con successivi ampliamenti e permute la diocesi estese i suoi confini a Sestri Levante e a Pontremoli, occupando anche una parte della Val Graveglia.

Il contrasto tra le due istituzioni religiose si protrasse per vari secoli, durante i quali l'abbazia lottò per mantenere la propria indipendenza fino al 1133, anno in cui divenne sede vescovile. Il vescovo di Brugnato assunse il ruolo di grande feudatario con un dominio che rappresentò per secoli un punto di riferimento religioso e culturale per una vasta regione che dal mare giungeva fino all'appennino toscano, e proprio per questo protagonista di una storia estremamente travagliata.

L'aspetto esteriore della Cattedrale è quella di un edificio massiccio, cui si addossa la mole della torre campanaria. A una prima analisi non lo si nota, ma analizzandone più attentamente la struttura si noteranno le grandi pietre squadrate con cui è stata costruita, che restituiscono all'edificio il carattere umile che si ritrova al suo interno, dove l'austerità e la semplicità sono gli elementi che ne costruiscono il fascino senza tempo e accentuano l'aura sacrale.
Da ammirare assolutamente nella chiesa i resti degli edifici precedenti, la scansione delle navate separate da pilastri che imitano la forma delle colonne, i frammenti di lastre del pavimento che ricordano le diverse sue fasi storiche e l'unico elemento decorativo, l'affresco con la figura immagine di San Colombano su una colonna sulla destra rispetto alla navata centrale, unico tocco di colore in un ambiente in cui la pietra è la vera regina.

Qui non esiste un castello o un insediamento fortificato da restaurare, l'intervento dell'Asse IV mira a restituire alla cittadina la sua parte più antica, quella che dopo le indagini archeologiche era stata interrata per tutelarla mentre si decideva quale fosse il modo migliore per valorizzarla e renderla accessibile e visibile per la cittadinanza e i turisti che meritano di ammirare questo borgo e tutto ciò che ha da offrire, dall'archeologia che verrà svelata in Piazza Ildebrando alla sua suggestiva cattedrale romanica, testimone del passato glorioso di questo borgo. Se ne volete sentire di più ascoltate l'audioguida 2!

L'intervento

L'intervento, inserito nel programma di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), intende ridare visibilità alle rimanenze archeologiche presenti in Piazza Ildebrando, garantendo un punto in più di interesse e di attrattiva turistica per la cittadina di Bugnato.
Il progetto prevede anche la risistemazione dell'intera piazza per garantire una maggiore fruibilità del bene.

Il bene in oggetto è costituito da due cinte murarie circolari concentriche, una interna ed una esterna.
Sulla cinta muraria esterna si addossa una struttura semicircolare del diametro di 5 m, realizzata in ciottoli legati con malta. La struttura, in discreto stato di conservazione, per posizione e caratteristiche tecniche, si presentava ed è interpretabile come una torretta, realizzata durante una fase di potenziamento del sistema difensivo. La sua presenza in un tratto della cinta muraria senza ingressi – e dunque non a difesa di una porta – presuppone l’esistenza di altre torrette disposte ad adeguata distanza di tiro lungo le mura.

Le principali cause di degrado dell’apparato fortificatorio sono sicuramente l’innumerevole numero di anni passati sotto terra in una costante umidità e soprattutto il suo danneggiamento a seguito di opere edilizie compiute negli anni nelle sue vicinanze, una su tutte il passaggio di una grossa tubazione di ghisa, che ne ha danneggiato la tessitura originaria.

Con questo intervento si provvede alla messa in luce delle evidenze archeologiche precedentemente coperte ai fini del loro mantenimento, al restauro conservativo e al ripristino delle lacune presenti e a qualsiasi altra opera atta a ridare leggibilità e comprensione al sito.
Si provvede inoltre alla realizzazione di una canalizzazione per il deflusso e l'allontanamento delle acque di falda dal sito stesso e, infine, alla realizzazione di tutta un serie di opere che mirano a rendere fruibile il bene e la piazza stessa (pavimentazione, cartellonistica informativa, arredo urbano e illuminazione).

Mappa
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