Castello di Dolceacqua
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Il castello e il borgo Il castello e il borgo Il castello Il castello Il castello Il castello Una veduta del castello e del borgo Una veduta del castello e del borgo

"In un territorio abitato noto agli insediamenti umani sin dall'Età del ferro, nasce come villa romana, vive come castrum fortificato nel medioevo e raggiunge il suo apice in età moderna grazie alla casata dei Doria, che ne fecero una residenza signorile di prim'ordine. Appena giunti non vi stupirete certo di saperlo inserito tra i borghi più belli d'Italia. Ascoltate le audioguide di Liguria Heritage per vivere fino in fondo questo viaggio nella storia!"

Le origini del borgo

Percorrere la Val Nervia è già di per sé una bellissima esperienza. La vallata è ricca di natura, gli onnipresenti ulivi ci ricordano ancora una volta che la macchia mediterranea è sempre in agguato, pronta a stupirci con i suoi colori e, nell'avvicinarci a Dolceacqua, la sensazione è quella di passare da un paesaggio naturalistico a uno intriso di storia.

Le due parti in cui il paese è diviso dal torrente Nervia hanno nella tradizione due nomi differenti; la parte sinistra, conosciuta come “terra”, è quella aggrappata al colle Rebauffo, sul quale domina la mole imponente del Castello Doria e la parte dell'abitato che attorno ad esso si sviluppò.
La sua parte destra, invece, semplicemente detta “borgo” nacque successivamente e si ingrandì attorno al celebre giardino del marchese con una connotazione principalmente commerciale.

Sulle origini del borgo è bene fare una premessa; molto spesso in età romana i luoghi, le strade e le città prendevano il nome da un personaggio che le aveva fondate, o che aveva rivestito una certa importanza; questo è il caso di Dolceacqua, nato da una “villa dulciaca”, un appezzamento di terreno a utilizzo rustico di età romana probabilmente di dominio di un personaggio di nome “Dulcius”, nome che in seguito potrebbe esser stato deformato dal dialetto fino ad assumere la forma di Dulcis-acquae dei documenti dal XII secolo in avanti.

"Malgrado il borgo dal nome Dulzana, come veniva chiamato al tempo, appaia per la primissima volta in un documento del 1151, le sue origini risalgono all'epoca romana, ascolta l'audioguida 1 per scoprire la storia di questo straordinario insediamento dell'imperiese".

Il castello

In ogni documento, depliant, cartolina riguardante Dolceacqua il suo castello viene sempre chiamato “castello Doria” in ricordo dell'ultima e più celebre casata che ne ebbe il possesso. È indubbio che il castello come lo possiamo ammirare ora nella sua imponenza, sia il risultato dell'ampliamento e delle migliorie attuate dai Doria, ma la sua struttura non fu di certo sempre quella di un'elegante residenza signorile con le torri intonacate e finemente decorate.

Il castrum, costruito nel XII secolo, era stato edificato dai Conti di Ventimiglia, una casata che tra X e XI secolo aveva approfittato della liberazione dalla pirateria di un lembo di terra ai margini occidentali liguri per crearvi un proprio feudo.
La funzione del castello era duplice; se da un lato forniva un baluardo di difesa in caso di eventuali attacchi, dall'altro la posizione strategica permetteva di monitorare i movimenti delle valli circostanti.

Le vicende che legano il castello ai Conti sono sintetizzabili con i rapporti di qualunque casata nei confronti dei propri possedimenti; i conti riscuotevano i dazi nel territorio di Dolceacqua, amministravano la giustizia e soprattutto vi potevano trovare rifugio quando le continue lotte con i cittadini di Ventimiglia lo ritenevano necessario, come è testimoniato da un documento del 1186, in cui si narra di un assedio del borgo di Dussana da parte dei ventimigliesi a danno di Oberto conte di Ventimiglia.

Questa struttura fortificata, composta semplicemente da una torre circolare e da un edificio minore in cui risiedeva l'ufficio di guardia, resistette nella stessa forma fino al XV secolo, il che significa che anche in seguito l'avvento dei Doria, avvenuto per acquisizione di Oberto Doria nel 1270, i suoi rappresentanti non ritennero opportuno opporre immediatamente modifiche all'impianto originario.

Come abbiamo anticipato neanche un secolo dopo questi avvenimenti il capostipite della famiglia Doria comprò il feudo di Dolceacqua, ma la peculiarità di tale acquisizione è che non avvenne direttamente dai Conti di Ventimiglia. Un documento datato al 7 settembre 1259 riporta l'incapacità di Dolceacqua a poter giurare fedeltà a Genova senza l'autorizzazione di Lanfranco Balborino e Zaccaria del Castro, novelli signori del borgo.
Questi signori probabilmente non avevano comprato tutto il castello, ma solo una parte, com'è testimoniato dai documenti successivi da cui sappiamo che nel 1261 il conte di Ventimiglia riscuoteva ancora dei diritti su Dolceacqua e l'anno successivo riconfermavano sempre con il conte un patto e determinati accordi presi in precedenza. Possiamo pertanto affermare che il passaggio alla proprietà Doria non avvenne in modo brusco, fu anzi un passaggio graduale dovuto a un ridimensionamento della contea di Ventimiglia dal punto di vista politico e territoriale.

"Ascolta l'audioguida 2 e scoprirai che la torre circolare e le strutture murarie ad essa annesse testimoniano una fase più antica della vita del castello, quando la sua principale funzione era di sorvegliare gli accessi alle valli circostanti per conto dei Conti di Ventimiglia che ne avevano deciso la costruzione".

Dolceacqua e i Doria

L'estremo ponente ligure è il territorio da cui la casata dei Doria fa partire la propria avanzata al potere. Oberto, oltre a Dolceacqua, aveva acquisito anche Loano e San Remo e aveva inoltre ampliato i propri possedimenti nella Val Nervia fino ad Apricale, Perinaldo e Isolabona diventando uno dei principali signori della zona.
Al sopraggiungere della sua morte nel 1300 i possedimenti furono spartiti tra i quattro figli, Dolceacqua finì ad Andriolo, i cui discendenti ne preservarono il dominio fino al XVII secolo.

Dal principio del XIV secolo le vicende del borgo vengono surclassate da quelle dei Doria, ghibellini e pertanto coinvolti nell'aspra lotta con la fazione opposta dei guelfi, a causa della quale il castello di Dolceacqua diventerà l'obiettivo di ben due assedi ordinati dal re di Napoli Roberto d'Angiò, il quale piegherà i Doria al proprio volere e li renderà vassalli genovesi.

Molto probabilmente in seguito a questi ultimi assedi il castello poteva aver riportato alcuni danneggiamenti, tenendo conto che non aveva ancora subito nessuna eclatante miglioria da quando era stato costruito.
Dobbiamo aspettare il XVI secolo per vedere un castrum medievale trasformarsi in un palazzo signorile, o forse dobbiamo aspettare che il castello diventi di dominio di Stefano Doria.

Costui, dopo un'infanzia segnata dai fallimenti e dall'uccisione del padre nel tentativo di impadronirsi di Monaco, aveva trovato la propria strada grazie alla protezione di Andrea Doria, il quale aveva cacciato i Grimaldi da Dolceacqua e restituito quel borgo e altri castelli a vari rappresentanti della propria famiglia.
Affidato al capitano Emanuele Filiberto di Savoia divenne un valente soldato ed ebbe una lunga e florida carriera politica e militare culminata con la nomina a comandante supremo dell'esercito genovese. Terminata la sua carriera nel 1558 si trasferì nel castello di Dolceacqua dove governò in modo moderato, costituì una propria corte e si impegnò nell'abbellimento del castello al quale aggiunse un bastione speronato a oriente e le due torri quadrate in facciata.

Il castello era inoltre munito di fossato e ponte levatoio, guardiole, prigioni, e una sala d'udienza riccamente ornata. Stefano Doria fu inoltre il probabile committente del cosiddetto “verziere” di Dolceacqua, uno spazio ornato di agrumi, essenze pregiate, statue finemente eseguite, simbolo del gusto sviluppato in anni di frequentazioni di diverse corti europee e anche del gusto che stava prevalendo in tutta le residenze signorili della Liguria, e di cui Andrea Doria era stato grande esponente.

Nel 1526 Bartolomeo Doria cedette al duca Carlo III del Ducato di Savoia i propri diritti feudali su Dolceacqua diventando vassallo del duca savoiardo e ottenendo in cambio protezione per il castello. Durante la guerra di successione del 1744 il castello fu nuovamente teatro di battaglie a causa della sua posizione strategica ritenuta d'ostacolo agli esercito francese e spagnolo.
I due eserciti, alleati, riuscirono dopo violente lotte a conquistare la fortezza il 27 luglio del 1745.

"Il nome Doria ricorre all'infinito nella storia genovese e ligure in generale, innumerevoli sono le gesta compiute dai suoi rappresentanti, e il primo di loro, tale Oberto, fu proprio colui che acquistò il feudo di Dolceacqua; e fu un altro Doria ancora, Stefano questa volta, a donare al borgo il verziere e al castello l'aspetto signorile che vi verrà narrato se ascolterete l'audioguida 3".

L'intervento

Il Castello Doria di Dolceacqua è senza dubbio l’emergenza architettonica più rilevante dell’intera val Nervia. Sotto l’aspetto architettonico e paesaggistico costituisce un monumento unico, insieme al borgo che si sviluppa a gironi intorno alle sue mura.
Abbandonato per due secoli dalla metà del Settecento circa, versava in uno stato di totale abbandono. Negli ultimi anni è stato oggetto di interventi di restauro e di rifunzionalizzazione, che ne hanno profondamente migliorato sia lo stato di conservazione che di fruizione di molte porzioni.

Le azioni previste dal progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013) hanno lo scopo di completare gli interventi di restauro dell'edificio, finalizzati alla piena fruizione del bene e di intervenire sulle aree, come ad esempio il Bastione sabaudo, che non sono mai state oggetto di alcun intervento né di conservazione né di studio.

In particolare nella torre nord è prevista la sostituzione della copertura a falde esistente e l'adeguamento ai caratteri tipologici della torre sud, il consolidamento degli intonaci e il restauro delle murature.
Lungo la muratura denominata "vela nord", situata sul perimetro del castello lato nord all’esterno, che non è mai stata oggetto di interventi di restauro di alcun tipo a causa del suo difficile accesso, si interviene con la pulizia dalla piante infestanti rampicanti, il restauro della muratura in pietra e la protezione della sommità.
Nel Bastione sabaudo, la porzione del castello di più recente costruzione (metà del secolo XVII), si intende recuperare a terrazza l’ampio spazio esistente e le strutture sottostanti.

In progetto anche la creazione di un percorso storico-turistico che attraversi tutte le aree del castello, con la realizzazione di passerelle e scale a varie quote e il ripristino dell’accesso e del collegamento tra torre nord e sud (antico cammino di ronda), attraverso la realizzazione di una passerella dalla quale sarà possibile godere di una suggestiva vista sull’antico borgo di Dolceacqua.

Mappa
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