Castello di Torriglia
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Comune di Torriglia: via Municipio, 16 - Torriglia (GE)
Telefono: Cooperativa Castello della Pietra 349 49 86 659
Il castello Il castello Un'antica rappresentazione del castello Un'antica rappresentazione del castello Il castello Il castello Il castello Il castello Il castello Il castello Il castello e il panorama su Torriglia Il castello e il panorama su Torriglia

"Visita il Castello di Torriglia, ascoltando le audioguide di Liguria Heritage, per rivivere una storia di Imperatori tedeschi e abati preoccupati, liberi comuni e aristocratici mercanti, semplici contadini e principi ormai in ritardo con la Storia".

Le origini

Le prime notizie che abbiamo di Torriglia non parlano del castello, e risalgono al 972. In quell’anno l’imperatore Ottone I concede all’abbazia di Bobbio anche il possesso della corte di Torriglia.
Grazie a questo documento sappiamo che Torriglia era una “curtis”, quindi una serie di appezzamenti di terreno con probabilmente un piccolo borgo al centro, e che esso era considerato strategico dall’abbazia di Bobbio, che d’altra parte controllava praticamente tutte le vie di valico tra il Tirreno e la pianura padana della Liguria di Levante e Centrale. Sappiamo, inoltre, che probabilmente non esisteva ancora, o meglio, non più, un castello.

"Visita il Castello di Torriglia e ascolta l’audioguida 1, ti porteremo a sant’Ambrogio, a Milano, nell’Estate del 972 d.C., dove scoprirai l’importanza di quel documento per la storia di Torriglia, e perché non c’era più un castello a Torriglia".

Tra Imperatori e Papi

Torriglia ed il suo castello ricompaiono dalle nebbie della storia due secoli dopo, nel 1153, quando stavolta è un papa, Anastasio IV, a concedere a un altro abate, Gandolfo del monastero di San Marziano a Tortona, conferma di tutti i diritti sul monastero di Patrania con i propri annessi, tra cui il castello di Torriglia, che quindi, per la prima volta nella storia, appare in una evidenza documentaria.

Sono gli anni di Federico Barbarossa e dei Comuni, della lotta con il papato e delle Crociate, mentre la vicina Genova domina i mari ed i commerci, ma non si è ancora affacciata in alta Val Trebbia.
Gandolfo, quindi, prova a mettere in sicurezza i beni del monastero tortonese, ma in realtà il vento della Storia sta per soffiare anche nell’alto appennino centrale, e presto la i genovesi arriveranno anche al castello di Torriglia.

"Visita il Castello di Torriglia e ascolta l’audioguida 2, ti troverai nella Roma del comune di Arnaldo da Brescia, e scoprirai che aspetto aveva il castello poco prima che Federico Barbarossa calasse in Italia per sedare le ambizioni dei comuni rivoltosi, mentre Genova trasportava merci e Crociati."

Nel mondo dei Fieschi

Infatti, nel giro di pochi decenni la storia del nostro castello è destinata a cambiare. E’ come se la costa, con la sua storia e le sue famiglie, per la prima volta entrassero nel castello per occuparlo.
Siamo nel 1180. I Malaspina, famiglia della Riviera di Levante, risultano proprietari del castello. La nebbia della Storia non ci spiega come: forse una acquisizione? Tuttavia i Malaspina gestiscono direttamente, ma controvoglia, il castello, evidentemente troppo lontano dai propri territori di radicamento, ma lo affidano in gestione. Non fanno però mancare gli investimenti, ed il castello si ingrandisce. Consolidano la torre nord, e ampliano il circuito delle mura.
Probabilmente già al tempo dei Malaspina il castello occupa tutto lo sperone su cui è adagiato ancora adesso.

Nel 1252, dopo ottanta anni, la lontana signoria dei Malaspina finisce. Il castello passa di mano, di nuovo nella sua storia. Ma stavolta è diverso, stavolta non si tratta di lontani monasteri padani o di una distratta famiglia che ama concentrarsi più che altro sulla Lunigiana.
Stavolta, il castello di Torriglia appartiene a una famiglia che già da secoli si è affacciata alla storia della Liguria, ma che nel duecento raggiungerà vette di potere e influenza.

Sono i Fieschi, autonominatisi Conti di Lavagna. E’ Nicolò Fieschi che acquista il castello dai Malaspina, proprio negli anni in cui è papa un Fieschi, Sinibaldo ovvero Innocenzo IV. Sotto i Fieschi il Castello di Torriglia si ingrandirà definitivamente, proprio dal duecento, e verrà portato fuori dal Medioevo fino all’età Moderna. Fino al tragico, ma importantissimo, 1547.

Dapprima, i Fieschi consolideranno il castello dei Malaspina aggiungendo molte strutture, e poi, in un secondo momento, con l’avvento delle armi da fuoco, le strutture murarie saranno adeguate alle sopravvenute esigenze.
Attorno al ‘500 il castello, assumerà quell’aspetto a nave, tanto peculiare, che si intuisce ancora adesso.

I Fieschi, che per due volte daranno un papa alla cristianità, e che tradizionalmente prenderanno la parte guelfa nella città di Genova, avranno il loro centro di potere sulla collina di Carignano, ma il complesso di fortificazioni dell’appennino serviranno sempre da rifugio sicuro se non, appunto, da caposaldo per tentativi di riscossa. Come nel 1398, quando Antonio Fieschi con trecento armati proverà a sfidare il capoluogo partendo proprio dal castello di Torriglia, ma verrà ricacciato in alta val Trebbia da Raffaele Adorno.
Torriglia e il suo castello diventano adesso il centro di un piccolo feudo, ben difeso, e desideroso di affermare con forza la sopravvivenza di un grande casato.

Passano i decenni ed il castello resta ben ancorato alle sorti del casato fliscano, che lo usa, così come gli altri suoi manieri, con un sapiente equilibrio tra lontananza, quando in città le cose vanno bene, e rifugio sicuro, quando invece è meglio cambiare aria e curare i propri interessi senza stare troppo nell’occhio del ciclone. Siamo ormai in pieno XVI secolo, il Medioevo è finito ma Genova, grazie a Doria e Fieschi, ha riconquistato un ruolo preminente nel panorama europeo.
Presto i Fieschi sentiranno tutto il peso della grandezza di Andrea Doria e della sua personalità. Proveranno a liberarsene, con il tragico tentativo del 1547.

"Visita il Castello di Torriglia e ascolta l’audioguida 3, scoprirai la storia dell’ultimo grande Fieschi e il ruolo del castello nelle vicende familiari del XVI secolo."

Finisce l’era Fieschi

Con l’esito della disfatta del 1547, che vedrà tutti i beni dei Fieschi confiscati e attribuiti ai Doria, anche il nostro castello di Torriglia passerà sotto il loro dominio.

Si apre per esso un nuovo periodo, lungo due secoli e mezzo, dove il castello sarà riadattato più a residenza che a fortezza, e diventerà anche sede di marchesato (subito) e principato (dopo, nel 1760).
Sono i secoli del massimo splendore del castello, che si articola su più piani, di cui il piano terra ospita addirittura una zecca, e che nel complesso arricchiscono il castello di ben 75 stanze al 1731.

Poi, da lì a pochi anni, sotto la pressione della Rivoluzione Francese, un triste epilogo: in un impeto rivoluzionario, i popolani di Torriglia assaltano il castello e distruggono il simbolo di un secolare dominio feudale. Il castello assume l’aspetto attuale.

"Visita il Castello di Torriglia e ascolta l’audioguida 4, scoprirai il castello “principesco” dei Doria e la sua tragica fine."

L'intervento

Il Castello, nel recente passato, è stato già oggetto di interventi di riqualificazione, ma l'insorgere in corso d'opera di situazioni inizialmente imprevedibili, con la conseguente necessità di intervenire con soluzioni adeguate, non ha permesso la conclusioni dei lavori inizialmente previsti.

Grazie alla disponibilità dei fondi del progetto POS FESR è stato possibile completare i lavori interrotti in modo da conseguire l'assetto definitivo prefigurato che consenta la piena fruizione del bene.

Le operazioni portate a termine riguardano i bastioni presenti sul prospetto est ed ovest della cinta muraria, con operazioni di pulizia estesa anche alle strutture murarie, la spianata delimitata dalla cinta muraria, il tratto terminale della strada di accesso, gli spazi aperti di pertinenza immediata a contorno della cinta muraria, la torre e vano anulare (ambulacro).

La struttura è stata contestualmente arricchita con arredi per l'esposizione di reperti e materiale documentale e con le attrezzature necessarie per lo svolgimento di manifestazioni, spettacoli, eventi culturali.

Mappa
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