Castello di Senarega
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- Valbrevenna (GE)
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Il castello e la chiesa Il castello e la chiesa Il castello e la chiesa Il castello e la chiesa Il castello e la chiesa Il castello e la chiesa Il sentiero che porta al castello Il sentiero che porta al castello Gli interni Gli interni Gli interni Gli interni Gli interni Gli interni

Nell'arrivare a Senarega rimarrete sicuramente incantati dal panorama di questa splendida vallata, tra paesini che sembrano aggrapparsi ai monti con case in pietra e i tetti rivestiti con le ciappe, le tipiche lastre di ardesia che caratterizzavano anticamente le abitazioni liguri. Ascoltate le audio-guide di Liguria Heritage e venite a scoprire un angolo medievale alle estremità della Valbrevenna!

Valbrevenna, insediamenti fin dalla preistoria

La Valbrevenna è caratterizzata da ripidi versanti quasi interamente ricoperti di boschi, mentre nella sua parte in altura troviamo prati pronti ad accogliere pascoli. Se nel percorrere le sue stradine il paesaggio non fosse di tanto in tanto caratterizzato da terrazzamenti contenuti dai tipici muretti a secco o da qualche paesino, molti dei quali in stato di abbandono, si potrebbe pensare che da qui l'uomo non è mai passato.
Non solo gli uomini qui sono passati, ma hanno frequentato questa terra dall'età del ferro, come è testimoniato dai ritrovamenti di una necropoli con tombe a cassetta, quelle in cui la sepoltura è composta da sei lastre di pietra contenenti vasi per le ceneri dei defunti, e materiale archeologico risalente a quell'epoca, qui gli uomini si raccolsero nei castellari, in cui il sostentamento si basava sull'agricoltura, l'allevamento e il pascolo.
I terrazzamenti appartengono a un'epoca successiva, quando questa terra iniziò a essere popolata con la prospettiva di produrre ciò che serviva per il sostentamento di coloro che qui si erano rifugiati.

L'impresa di terrazzare questo territorio pare epica, e altrettanto stupefacente è la tecnica utilizzata per la costruzione di questi muretti di contenimento, ma tutto ciò servì a creare diversi spazi per la coltivazione, e ciò ebbe come conseguenza la nascita di molti piccoli centri.
Senarega è uno di questi , anzi è quasi l'ultimo di questi , essendo posto a 715 m in altura nella strada che poco oltre il borgo chiude la vallata.

Fermatevi un secondo per abbracciare con uno sguardo l'ingresso del borgo e avrete bisogno di un momento di raccoglimento per rendervi conto di non esser stati sbalzati nel medioevo e che appartenete ancora al XXI secolo.

Una vallata suggestiva come la Valbrevenna, le cui pietre, il cui legname e in cui la conformazione stessa del terreno hanno permesso all'uomo di trovarvi un perfetto rifugio dai tempi dell'età del ferro, quando i gruppi umani preferivano alla costa gli insediamenti d'altura, più facili da difendere e da controllare. Ascolta l'audioguida 1 e prova a entrare nella mentalità di coloro che per primi abitarono questo territorio!

Il Castello di Senarega

Si accede all'interno del paese passando su una strada affiancata da un ponte medievale a schiena d'asino e si arriva in salita alla piazza principale, sovrastata dal Castello Fieschi-Senarega, dal nome delle famiglie che ne ebbero il possesso. A guardarlo bene il castello ha una forma particolare, o meglio non incarna l'immagine-tipo del castello medievale, con un maschio centrale circondato da una cinta muraria.
Ciò è principalmente dovuto al fatto che la sua genesi non avvenne in un unico momento: quando il castello fu costruito nel XII secolo dai Senarega esso era costituito dalla torre, alla quale solo nel XV secolo accostarono il blocco più basso.

La struttura al suo interno è di facile comprensione, le stanze sono ancora comprensibili nella loro funzione di residenza signorile; al piano terra si trovava un grande camino per il riscaldamento del salone, mentre al piano superiore doveva trovarsi il forno a legna, da questo piano si accedeva inoltre alla torre. L'edificio conteneva inoltre diversi vani usati come magazzini e cantine e si tramanda l'esistenza di passaggi segreti che collegavano il castello alla chiesa di Santa Maria Assunta.
Un altro elemento tradizionalmente dato per vero, ma di cui non sono giunte prove è l'esistenza di una stanza della tortura e di un vano al quale si accedeva attraverso una botola, effettivamente esistente nei fondi del castello, attraverso la quale si diceva si facessero cadere i prigionieri che finivano per morire decapitati. I sotterranei furono in un momento successivo utilizzati come cisterne.

Ciò che stupisce riguardo la presenza della stanza della tortura è che a quanto ne sappiamo né il castello, né il borgo furono mai interessati da eventi bellici, e sicuramente i Fieschi non utilizzarono questa proprietà per rifugiarvisi in momenti di pericolo, potendo contare sul castello di Savignone, loro residenza principale nella vallata, soprattutto da quando Montoggio fu distrutto e l'esito della congiura del 1547 causò un sostanziale ridimensionamento dei loro possedimenti.

È probabile che il castello venisse usato come postazione di controllo della mulattiera che collegava il fondovalle con il valico di San Fermo, che unisce le valli Vobbia Scrivia E Borbera, e avesse una funzione di carattere amministrativo ed economico.
Dai Senarega, borgo e castello furono acquisite dalla famiglia dei Fieschi nel 1685, fu poi conteso da Genova nel XVIII secolo, ma rimase nelle mani dei Conti di Lavagna fino alla soppressione dei fondi imperiali nel 1797 ad opera di Napoleone Bonaparte.

Questa è la storia del castello di Senarega, ma la suggestione creata da questo borgo non si limita a questo. Vi invitiamo a fare un giro nei viottoli che dalla piazza del paese si dipanano e conducono alle varie abitazioni. Ammirate da vicino le case costruite con la marna, la roccia sedimentaria di cui è ricca la zona, spiate le attrezzature del maniscalco e l'antica struttura del forno comune che si intravvedono sotto un viottolo. Cercate ristoro sedendovi sul sedile in pietra posto intorno al piazzale della chiesa seicentesca. Sarà semplice, circondati da ambienti che trasudano la storia, chiudere gli occhi e immaginare la compravendita del bestiame, il chiacchiericcio degli abitanti la domenica dopo la Santa Messa. Piccole storie che si intrecciavano e che costituivano la vita dei borghi dell'entroterra durante il Medioevo e la piena età feudale.

Un raccolto borgo medievale sovrastato dal suo castello, questa è Senarega! Ma chi abitava il castello? E a quale funzione era adibito? Ascolta l'audioguida 2 per scoprirlo!

L'intervento

L’assetto distributivo che la nuova destinazione del bene richiede, individua al piano terra gli spazi idonei per la ristorazione, il soggiorno e l’accoglienza, mentre il piano sottostante e quello superiore vengono sistemati in modo da offrire tutte le condizioni per il pernottamento.
L’ampio vano nel sottotetto della torre viene riservato alle attività culturali di studio e di ricerca.

Nell'ambito del progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013) si è deciso quindi di operare in due direzioni, per conseguire, da un lato, una nuova funzionalità rispondente al ruolo di una struttura polifunzionale, dall’altro, una completa riqualificazione edilizia attraverso un oculato restauro conservativo, che restituisca all’edificio monumentale la sua originaria identità architettonica.

In programma quindi il ripristino del tetto, la pulitura, il consolidamento e l'integrazione del paramento ad intonaco sui prospetti, la sostituzione dei serramenti esterni di recente rifacimento riproponendo essenza lignea e disegno originari, il recupero dei serramenti esterni d’epoca ancora funzionalmente validi, la sistemazione dei parapetti del pontile di ingresso in modo da garantire l’accesso in piena sicurezza.

Prevista inoltre la riorganizzazione dell’assetto distributivo ai diversi piani, il rinnovo delle pavimentazioni, la rigenerazione delle strutture lignee a vista nei soffitti dei vani sottotetto, il raschiamento, ove necessario, la stuccatura e coloritura delle pareti e dei soffitti di tutti i vani, con particolare attenzione alle cornici e all’apparato decorativo plastico del salone d'ingresso, la sostituzione delle porte interne di successiva introduzione e il recupero di quelle d’epoca ancora funzionalmente valide, la formazione di una bussola in elementi di cristallo temperato in corrispondenza del portone d'ingresso e, infine, il rinnovo ed adeguamento degli impianti elettrico, termico e fognario.

Mappa
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