Castello di Santo Stefano d'Aveto
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Comune di Santo Stefano d'Aveto: piazza del Popolo, 1 - Santo Stefano d'Aveto (GE)
Telefono: 0185 88 007
Il castello Il castello

Se vi lascerete guidare da Liguria Heritage per i borghi medievali e i castelli di Liguria vedrete che anche all'interno del territorio facente capo a Genova non sono pochi i siti che vi avrete modo di visitare. Santo Stefano d'Aveto è uno di questi borghi, comune dell'omonima vallata situato in una conca alpestre posta a circa 1000 m sul livello del mare. Ascolta le nostre audio-guide per scoprire ogni sfaccettatura della sua storia!

Un borgo tra mare e pianura

Frequentato dall'epoca preistorica, Santo Stefano d'Aveto fu favorita nello sviluppo per la sua posizione geografica, a contatto con diversi gruppi locali tra cui la popolazione degli antichi liguri.

Santo Stefano, passata attraverso la gestione da parte dei monaci dell'ordine di San Colombano, presenti nella zona durante il periodo longobardo, si trovò nel XII secolo a esser dominata per concessione dell'imperatore Federico I il Barbarossa dalla casata dei Malaspina, i cui esponenti decisero di proteggere i propri possedimenti nel territorio con opere fortificate e castelli come nel caso del castello malaspiniano che ancora adesso possiamo ammirare visitando questo splendido borgo immerso nella natura. Solo allo scadere del XV secolo, nel 1495, il borgo passò ai Fieschi che, nell'ottica di dare continuità ai propri possedimenti nella zona, ne mantennero la signoria fino al 1547.

Il 1547 rappresentò l'anno della disfatta fliscana, a partire da questa data il nome, la reputazione e il cosiddetto “stato fliscano” furono coinvolti in una tale scia di vendetta da parte dei Doria e della Repubblica genovese dalla quale fu impossibile riprendersi.

Santo Stefano fu inglobato nei possedimenti dei Doria, quindi della Repubblica di Genova fino al 1649 quando passò alla discendenza dei Doria, rappresentata dalla casata Doria Pamphilj, originata dall'unione tra Giovanni Andrea III Doria e Anna Pamphilj. Purtroppo la cattiva gestione del feudo da parte dei nuovi proprietari portò la popolazione a insorgere e uccidere i propri Signori, sebbene questo episodio non abbia impedito ai Doria di mantenere il dominio su Santo Stefano fino al 1797, anno della soppressione dei feudi imperiali.

Un borgo la cui storia si intreccia a quella fliscana, ma non parte con essa. Ascolta l'audioguida 1 e avventurati nei primordi della storia umana alla ricerca degli indizi della prima frequentazione di questo territorio!

Il Castello

Oltre a visitare un paese incantevole per la posizione geografica e per le attività montane cui è possibile dedicarsi, visitare Santo Stefano d'Aveto significa avere la possibilità di ammirare un castello in ottimo stato, che ci permette di capire realmente le dinamiche di un borgo nel medioevo.

Sembra sia stato calato dall'alto al centro della conca alla base del monte Maggiorasca tale è la perfetta armonia tra la sua struttura e l'ambiente circostante, invece la posizione del castello fu sapientemente scelta poiché permetteva il controllo delle strade che svalicando gli appennini conducevano in Emilia. Alcune fonti ne fanno risalire la costruzione a un periodo antecedente il XII secolo. Purtroppo non siamo in possesso di una documentazione sufficiente a confermare questo dato, malgrado siano stati rinvenuti dei resti della struttura originaria che probabilmente si salvarono dall'intervento di rinnovamento verificatasi durante il XVI secolo, quando il castello si costituì come fondamentale punto di controllo per le vie padane.

Adesso il castello di presenta alla nostra vista come un'interessante struttura pentagonale, bastionata su quattro dei cinque angoli perimetrali. Anticamente si accedeva alla piazza d'armi, spiazzo sul quale si aprivano i diversi vani posti al piano terra, attraverso ponti mobili, facili da sollevare nell'eventualità di un assalto.
Per il periodo successivo al XVI secolo invece giungono in nostro soccorso alcuni documenti rinvenuti nell'Archivio di Stato di Parma, grazie ai quali è stato possibile ipotizzare l'esistenza di un castrum, vale a dire una costruzione fortificata a scopo d'avvistamento o difensivo, così come , per quanto concerneva le operazioni di amministrazione del borgo, pare che i Signori Malaspina avessero a disposizione una “domus” quindi una casa residenziale e una torre di difesa con funzione di controllo della viabilità verso la Lombardia o l'Emilia. Tale castrum, confluito nel corso del tempo tra i domini della Repubblica di Genova, non più nella sua forma originaria, ma già dotato di un rivellino che ne facilitava la difesa, fu poi ristrutturato nella forma di cui ne possiamo godere ora.

Un castello le cui vicende sono avvolte in una sorta di mistero a causa della mancanza delle fonti documentarie, questa è la storia del castello di Santo Stefano d'Aveto. Vieni a visitarlo e grazie all'audioguida 2 ne ascolterai la storia!

L'intervento

Il recupero del Castello, promosso nell'ambito del programma di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), dopo una prima serie di interventi volti al restauro delle pareti perimetrali esterne e di parte delle murature interne, è proseguito con scavi stratigrafici per la messa in luce delle architetture interne e il consolidamento e l'integrazione delle strutture in parte crollate.

Oltre ai lavori che hanno riguardato sia i locali chiamati Granaro e la Cavallerizza sia le prigioni, è stato possibile scavare anche nella zona dove, secondo le planimetrie di Gio. Batta Argenta, dovrebbe essere ubicato il locale denominato "stanza ordinata per la banca di raggione", in prossimità del Mastio e all'esterno del muro a Nord.

Tutti gli scavi, presidiati dalla Soprintendenza, sono stati eseguiti a mano e particolare attenzione è stata posta alla conservazione non solo di tutto il materiale archeologico rinvenuto dalla setacciatura, che sarà recuperato e catalogato, ma anche del materiale lapideo conservato e del materiale lapideo di risulta.

Parallelamente sono state effettuate e completate tutte le opere necessarie per il consolidamento della parete Est, interessata da infiltrazioni d'acqua dovute all'esistenza di un antico rio deviato durante la costruzione del castello.

Mappa
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