Il recupero del castello di Bardineto
27 febbraio 2014
$$datasiel.heritage.label.LF$$
Antico presidio per il dominio della Val Bormida, in una zona frequentata da tempi neolitici, dal tardo impero romano alle battaglie Napoleoniche. Ora è stato recuperato per poter ospitare concerti e rappresentazioni teatrali
Il castello

La civiltà a Bardineto, a cavallo della Val Bormida, è arrivata in tempi antichissimi. Le prime testimonianze, giunte a noi attraverso gli scavi archeologici, parlano di grotte sfruttate già nel paleolitico dall’uomo di Neanderthal.
Successivamente è difficile trovare notizie della zona fino all’epoca bizantina, tra VI e VII secolo, quando lo scontro tra bizantini e longobardi portò alla costruzione della torre bizantino-longobarda i cui resti, a sud-est della chiesa di S. Nicolò, di forma semi-circolare e notevole spessore, appartengono a un vasto complesso fortilizio.

Con il passaggio alla dominazione dei Franchi il borgo fu donato da Carlo Magno ai monaci di San Pietro Varatella. Nel XII secolo, in seguito alla divisione dei possedimenti del Marchese Bonifacio I del Vasto anche Bardineto confluì nei territori del fedele alleato di Federico I il Barbarossa, Enrico il Guercio che ne mantenne il potere e lo passò in eredità ai propri discendenti.

L'intervento, conclusosi, è inserito nel programma di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013). Ha portato alla realizzazione di un piano di calpestio e alla collocazione di una tensostruttura mobile per la copertura e reso possibile, con un approccio progettuale innovativo, che nella fortificazione vengano realizzati concerti e manifestazioni teatrali. Le strutture elevate del castello sono utilizzate come proscenio ed è stato realizzato un auditorium. Arredo urbano, cartellonistica e illuminazione monumentale delle antiche feritoie e delle strutture murarie, completano il progetto.