Museo della filigrana di Campo Ligure
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via della Giustizia, 5 - 16013 Campo Ligure (GE)
L'esterno del museo L'esterno del museo

A Campo Ligure, splendido borgo dell’entroterra genovese, con la stessa maestria di un tempo, gli artigiani con "bruscelle" (le pinze) e cannello per saldare i fili d'argento reinventano e creano i loro ricami: i gioielli in filigrana, leggeri e finissimi lavori che imitano l'arabesco, composti con sottilissimi fili d'oro o d'argento.

Le lavorazioni in filigrana in Italia hanno origini antichissime e sono già presenti nell'oreficeria etrusca e romana. Le civiltà barbariche e il gusto bizantino producono nuovi capolavori e, intorno al 1200, con il ritorno dei crociati, la filigrana approda a Genova e lì rimane. Ormai da tempo, infatti, in Italia, solo gli artigiani di Campo Ligure possono degnamente qualificarsi come gli unici eredi  e custodi di quest’arte, da quando, nel lontano 1884, il maestro Antonio Oliveri aprì in proprio una bottega per la lavorazione della filigrana nella natia Campo Ligure. Il suo esempio fu seguito da altri artigiani e ben presto fiorirono moltissimi laboratori.

Negli anni '60 la filigrana era la prima attività della cittadina nelle numerose botteghe a conduzione familiare, poi piano piano il numero si è ridotto, ma, nonostante il passare del tempo e lo sviluppo industriale, gli artigiani di Campo Ligure sono rimasti i principali depositari di quest’arte. Nulla o quasi è mutato nei laboratori del borgo: questi lavoranti legano l'abilità racchiusa nelle loro mani alla maestria di una tecnica orafa che si distingue per tradizione e innovazione.

Il Museo dedicato a questa antica lavorazione orafa è situato nel centro storico del borgo ed espone circa duecento pezzi provenienti da quattro continenti (Europa, Asia, Africa, America Latina). Ogni oggetto racchiude in se' molto più di una preziosa decorazione: all'interno di ogni pezzo vivono le tradizioni, i costumi, la religione, l'economia di ciascun Paese.  Paesi differenti, differenti simbolismi che si realizzano con forme, colori, ricami nella filigrana così come in ogni altra espressione artistica.

Tra i manufatti italiani in esposizione anche una straordinaria voliera, l’oggetto più grande del museo. Da non perdere le sezioni dedicate all’artigianato locale e ai macchinari che spiegano le tecniche di lavorazione.

 Il Museo nasce nel 1984 per iniziativa della pubblica amministrazione e l’importante contributo del Commendatore Pietro Carlo Bosio, a cui è oggi intitolato il Museo, artigiano filigranista ma soprattutto appassionato collezionista. Bosio ha girato il mondo per oltre quarant'anni alla ricerca di nuovi esclusivi oggetti in filigrana, arricchendo nel tempo una collezione diventata ora unica nel suo genere. 

Un po’ di storia

L’immobile che ospita il Museo è situato in via della Giustizia, la cui toponomastica deve il nome alla destinazione d’uso storica del manufatto, che già nel corso del XVIII secolo fu sede della Pretura di Campofreddo (originaria denominazione di Campo Ligure).
L’attuale configurazione del palazzo principale è frutto di un intervento di ampliamento e sopraelevazione del 1845, progettato dall’Arch. Matteo Leoncini che definisce l’impianto compositivo dei prospetti giunto fino ad oggi.

L’accorpamento del corpo di fabbrica posto a nord, in origine un edificio residenziale a schiera del tessuto urbano, è successiva ai primi anni del secolo scorso.

L’edificio è stato oggetto, nel 1974, di un intervento di ristrutturazione che ha ridipinto le facciate e realizzato modifiche interne di tipo strutturale.
Infine nel corso degli anni 2006 e 2007 sono stati effettuati interventi complessivi di ristrutturazione interna ed esterna volti alla riqualificazione della struttura e del Museo ospitato all’interno dello stesso.

L’intervento

Il fabbricato si compone di due corpi edilizi giustapposti, distinti per diversa copertura, volumetria, trattamento decorativo e coloritura. Il corpo principale è composto da tre piani fuori terra ed un piano sottotetto, con copertura a falde e pianta rettangolare. Il secondo, ad esso addossato, si compone di due piani fuori terra con copertura piana a terrazzo praticabile.

Ai diversi piani l’edificio ospita le sale espositive e polifunzionali del Civico Museo della Filigrana e in una porzione del piano terra l’ufficio Informazione Accoglienza Turistica.
Grazie ai recenti interventi di recupero e ristrutturazione l’immobile si trova in ottimo stato.

Nell’ambito di un programma più ampio di potenziamento della rete museale della Valle Stura, il comune di Campo Ligure intende sviluppare e integrare il percorso espositivo del Museo al fine di realizzare una struttura interattiva e dinamica, che diventi elemento strategico per la promozione delle attività culturali del comprensorio.

Con il progetto di valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del POR FESR 2007-2013) si intende apportare migliorie agli spazi espositivi con tecnologie costruttive e materiali coerenti e conformi a quanto già impiegato nell’allestimento esistente e integrarli con l’inserimento di attrezzature tecnologiche, e attivare un progetto di comunicazione e promozione che consenta di far conoscere la specificità della collezione ad un pubblico più ampio.

Il potenziamento e l’integrazione della struttura museale prevede, nello specifico, il completamento del percorso espositivo, la realizzazione della sala del centro di documentazione nei locali del piano sottotetto, il completamento della sala che ospita i macchinari d’epoca, la realizzazione di una sala polifunzionale che consenta lo svolgimento di attività collaterali a quella strettamente espositiva (mostre, convegni ed eventi divulgativi e culturali).

Il progetto di comunicazione prevede, invece, il potenziamento delle attività di promozione e divulgazione attraverso la creazione di nuovi oggetti multimediali e di materiali di comunicazione stampati (catalogo, guida breve e pieghevole).

L’intervento è mirato a partecipare alla valorizzazione e promozione in chiave turistica, anche a livello internazionale, del patrimonio culturale dell’entroterra ligure in particolare della Provincia di Genova nel comprensorio della Valle Stura, sviluppandone le potenzialità e favorendone così lo sviluppo economico e occupazionale.

Nei dintorni

Nel borgo antico di Campo Ligure spicca il Castello, restaurato e utilizzato per concerti e iniziative culturali.
La sua struttura muraria esterna potrebbe risalire al XII-XIII secolo, mentre la torre è di epoca più recente. La famiglia Spinola ne fece la sentinella del borgo e della valle Stura. Nuovamente fortificato nel 1310, il castello fu abbandonato nel Settecento.

Entrando nel centro storico si incontrano molti edifici religiosi di antica origine: l’Oratorio dei Santi Sebastiano e Rocco, costruito nel 1647 in stile barocco con all’interno, tra le altre opere, il Martirio di San Sebastiano della scuola di Domenico Piola, l’Oratorio di Nostra Signora Assunta, citato per la prima volta in un documento del 1585 e ancora la Chiesa della Natività di Maria Vergine con un dipinto di Bernardo Strozzi.
Da vedere anche Palazzo Spinola, edificato nella prima metà del XIV secolo dai marchesi Spinola e ampliato nel 1693 e lo splendido ponte medievale sullo Stura.

Campo Ligure è collegata alla val Polcevera da un antico tracciato che costeggia il torrente Ponzema e arriva alle Capanne di Marcarolo, zona di pascolo e di villeggiatura.

Le " Strade Vicinali ", invece, portano verso il basso Piemonte, come gli altri itinerari a nord ovest, compresi nel parco del Beigua. L'itinerario delle " Valli del latte " comprende le maggiori località della Valle Stura.
I sentieri, per la varietà e la pendenza non eccessiva, sono percorsi ideali anche per la mountain bike.

Curiosità

Il seicentesco Oratorio dei Santi Sebastiano e Rocco ospita il presepe meccanizzato, allestito ogni anno nel periodo compreso tra la settimana precedente al Natale e la fine del gennaio successivo.
Occupa una superficie di circa 70 mq, su cui sono collocate alcune centinaia di figurine, alcune delle quali in movimento, azionate da appositi motorini.

Il tema centrale è naturalmente quello della Natività, ma sono anche rappresentati gli antichi mestieri agricoli e artigianali di Campo Ligure. Particolare importanza è conferita alle varie fasi della lavorazione del ferro, elemento trainante dell’economia locale dal XIV al XIX secolo e naturalmente non manca il laboratorio di filigrana.

Le prime figurine vennero intagliate alla fine dell’800 e nel 1910 Gio Batta Macciò detto “Crispi” e il cappellano dell’oratorio inserirono i primi elementi in movimento.

Inizialmente il presepe era mosso da una ruota di bicicletta fatta girare per mezzo di una manovella; le statue mobili erano collegate mediante cinghie a un unico asse. Nel 1915 con l’arrivo della corrente elettrica la ruota viene azionata da un motore e con il passare del tempo aumentano in maniera sensibile il numero delle statue e l’apparato scenico diventa sempre più complesso.

Mappa
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