Museo minerario di Gambatesa a Ne
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via Botasi, 10 - 16040 Ne (GE)
Telefono: 0185 33 88 76
Fax: 0185 33 88 63
Il trenino Il trenino La miniera di Gambatesa La miniera di Gambatesa

Il cuore minerario della Liguria batte a meno di 20 Km dal borgo costiero di Lavagna, in alta Val Graveglia: basta arrivare a Gambatesa, dove il museo minerario è parte dell’omonima miniera, chiusa nel 2009,  che ha rappresentato in Europa il più importante giacimento di manganese  presente all'interno di metasedimenti silicei.

Il museo minerario,  inaugurato nell'anno 2000,  nei suoi primi tre anni di vita è stato visitato da più di 50000 persone delle quali circa il 50% è rappresentato da scolaresche. Degli oltre 25 km. di gallerie presenti nella miniera sono stati attrezzati oltre 8 km di percorso per le visite didattiche, diversificate in base alla durata e alla difficoltà. La visita guidata predisposta per le scolaresche consente di apprezzare la miniera nei suoi vari aspetti geologici, minerari e storico-sociali e nel 2009 è stata arricchita all'esterno da un centro visite attrezzato con servizio bar e sala multimediale dove vengono svolte le lezioni introduttive e diverse collezioni mineralogiche, oltre a  un'area pic-nic e a una piccola foresteria completamente attrezzata per brevi soggiorni.  

Un po’ di storia

Il Museo si trova all’interno del Parco Regionale dell’Aveto, con cime tra le più elevate  dell’Appennino ligure, come il Monte Penna (1735 metri s.l.m). e  il Monte Aiona (1703 m s.l.m.). L’alta Val Graveglia, attraversata dal torrente Reppia, rappresenta una delle valli più  meridionali del parco. Nella zona le attività minerarie si sono fuse lentamente con l’ambiente naturale circostante: i primi ad essere estratti nella miniera sono stati misti di ferro e rame e solo in seguito ossidi e silicati di manganese.

L’attività mineraria è strettamente connessa al territorio della Val Graveglia anche perché dalla seconda metà dell'800 la miniera, costituendo una tra le più importanti fonte di reddito per gli abitanti, ha influenzato la storia sociale e lo sviluppo economico della comunità locale.

Proprio per valorizzare questo legame dal 1998 la SIL.MA., concessionaria della miniera, in stretta collaborazione con Regione Liguria, Ente Parco dell'Aveto e Comune di Ne, ha avviato un progetto di recupero e conservazione del patrimonio minerario attraverso la realizzazione di un museo minerario grazie a contributi specifici (C.I.P.E.).

Intervento

La miniera di Gambatesa è costituita da una serie di gallerie sotterranee scavate nel corso delle operazioni di estrazione del minerale che necessitano di una serie organica di interventi di adeguamento e messa in sicurezza. A questi interventi si aggiungono i lavori per un tratto di ferrovia.

L’intervento si compone di due parti distinte: con la prima si prevede l’allargamento e la messa in sicurezza di un nuovo tratto di galleria, lungo 150 metri, situato all’incirca nella zona dell’attuale stazione di arrivo. Il tratto di ferrovia in galleria passerà così da 700 a 850 metri.
Con questo progetto si provvederà ad allungare il percorso museale, rendendo così visibile anche un deposito esplosivi, su cui sono previsti interventi di manutenzione straordinaria.
Inoltre, con il nuovo tratto, si costituirà un percorso ad anello che eliminerà la necessità di manovra e velocizzerà i tempi.

Il secondo intervento è invece concentrato sul tratto esterno, e permetterà al visitatore di compiere un viaggio come farebbe un carico di minerale, allungando il percorso e facendolo passare sulla terrazza di copertura.

L’inserimento di due scambi automatizzati permetterà di differenziare il percorso di andata da quello di ritorno.
L’intervento consentirà anche di aprire il sito ai portatori di handicap; il trenino verrà dotato di un vagone modificato per persona disabile.

Nel complesso, le principali operazioni da eseguire sono pulizia e messa in sicurezza delle gallerie, sostituzione degli elementi danneggiati della linea ferrata, posizionamento e meccanizzazione degli scambi, nuovo tratto linea ferrata esterna, realizzazione impianti illuminazione e allestimento interni, realizzazione di impianti di trasporto.

Nei dintorni

Il comune di Ne copre tutta la Val Graveglia, e non ha un vero e proprio centro, anche se la frazione di Conscenti è sicuramente il nucleo più importante, oltre che sede del municipio. In tutta la valle, ampia, verdeggiante e selvaggia, ancora poco toccata da edilizia e modernità, si alternano valli silenziose e monti aspri, in cui si trovano antichi borghi pittoreschi, tra chiese centenarie e boschi di castagni.

A Nascio si può vedere un bellissimo ponte medievale in pietra, costruito sopra un torrente che scorre impetuoso. Antico nucleo dalle costruzioni ancora tipiche, si pensa che in periodo medievale fosse dotato di un castello, posto sulla rocca in prossimità dell’attuale chiesa parrocchiale.

Altri borghi che meritano una visita sono quelli di Reppia, Zerli e Cassagna, che conservano numerosi esempi di cultura contadina: architetture, attrezzi, dialetto e costumi.
In particolare il borgo di Statale conserva ancora la primitiva struttura compatta con case in pietra.

Curiosità

Nel 1766 a Chiavari nasce Domenico Garibaldi. Le sue origini sono chiaramente da ascrivere al comune di Ne, dove ancora oggi il cognome Garibaldi è diffusissimo.
Questo cognome è originario di questa valle, che in antico e fino al 1805 si chiamava Territorio di Garibaldo, nome che secondo la leggenda sarebbe legato ad un re longobardo che, detronizzato, fuggì proprio qui nei primi secoli del Medioevo.

Tornando a Domenico Garibaldi e alle notizie che hanno certezza storica, questi si spostò a Nizza nel 1770, con la famiglia. Qui si sposò e, nel 1807, ebbe un figlio. Lo chiamò Giuseppe. Patriota, combattente, camicia rossa, generale, deputato del Regno d’Italia. O più semplicemente, Eroe dei due Mondi.

Mappa
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