Museo della Carta a Mele
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via Acquasanta, 251 - 16010 Mele (GE)
Telefono: 010 63 81 09 - 010 63 19 042
Fax: 010 63 19 202
L'essiccatoio per la carta L'essiccatoio per la carta

Un museo della carta per non dimenticare il passato e tener vivo fra le nuove generazioni il ricordo del duro lavoro che si svolgeva all’interno degli "edifizi per lo papero": questa la finalità con cui è nato, nel 1997, il Centro di raccolta, testimonianza ed esposizione dell'Arte cartaria di Mele, a pochi passi da Genova Voltri,  voluto da Comune di Mele e Provincia di Genova, è ospitato nella settecentesca ex-Cartiera Sbaraggia di Acquasanta .

Il Centro, oltre a testimoniare la produzione della carta è luogo privilegiato di studio sulla storia, la commercializzazione e l'evoluzione della carta e strumento per conoscere un po’ della storia della comunità e del territorio melese che sulla carta ha fondato la propria crescita.

La raccolta, costituita da oggetti databili dal secolo XVIII alla fine del XX secolo, è ampia: attrezzi, strumentazioni, macchinari per la produzione della carta e altri reperti rimasti nella fabbrica alla cessazione dell'attività della cartiera nel 1985.

Il particolare interesse che il museo, restaurato nel 1992, riveste risiede proprio nella sua collocazione:  una raccolta situata all'interno di una fabbrica "do papé" con ancora i vecchi macchinari e attrezzi utilizzati fino alla fine della vita della cartiera. Un museo che custodisce in un unico luogo materiali propri della produzione, manufatti, campionari di carte prodotte, provenienti da diverse cartiere ormai dismesse.

Nel 2009 la raccolta si è arricchita di un campionario molto interessante di carte prodotte databili alla fine del XIX secolo, su cui gli studiosi hanno approfondito l’arte manifatturiera della carta. Una attività di divulgazione scientifico-didattica che coinvolge costantemente anche le scuole di ogni ordine e grado, con laboratori per la produzione di carta fatta a mano e visite guidate. 

Un po’ di storia

La produzione di carta nella val Leira è documentata sin dal 1424 ma raggiunge una intensità ragguardevole tra il XVII e il XVIII secolo; verso il 1720, infatti, i Protettori del Santuario mariano dell'Acquasanta, in un momento di grande prosperità economica, decisero di investire nella manifattura cartaria costruendo ed affittando dapprima due edifici da carta bianca e nel 1756 uno da "gruzzo" o carta straccia. Quest'ultimo, situato sulla sponda sinistra del torrente, possiede un essiccatoio al piano del tetto, munito di finestre a persiane orientabili, dove le mazzette dei fogli di carta sono appese ad asciugare; una tecnica che l'opificio manterrà eccezionalmente inalterata sino al 1985, anno in cui cessa l'attività, malgrado sia ormai consolidato l'uso di macchinari provvisti di gruppi asciuganti.

L'intervento

Il progetto, a fronte dell’interesse didattico e culturale esistente e del numero di scuole e accessi attuale, vuole potenziare l’attività di divulgazione e conservazione dell’attività di produzione della carta rendendo fruibili ad un maggior numero di visitatori ed ad una fascia maggiore di utenza gli spazi museali.
Rendere fruibile ed esporre, oltre alle attività di lavorazione e dimostrazione, documentazione d’archivio e storica inerente la lavorazione della carta nell’area di Mele e della frazione dell’Acquasanta.

La struttura è completata con monitor e pannelli che illustreranno le varie attività svolte all’interno della cartiera, con supporto visivo e sonoro in ogni sala dimostrativa. Pannellature a parte mostrano gli strumenti utilizzati per la lavorazione e le fasi della stessa sino al prodotto finale.
Le sale comuni prevedono allestimenti volti alla valorizzazione dei prodotti finiti della carta e con documenti consultabili sulle modalità di lavorazione, sulla composizione delle carte prodotte e sull’utilizzazione dei prodotti storici della cartiera.

Sono presenti alcune strutture multimediali di supporto alle attività, pannellature esplicative e grafica, nonché supporti di approfondimento nelle varie sale di produzione. Viene inoltre  assicurata una ottimale accessibilità, eliminando le barriere architettoniche nel parcheggio della piazza dell’Acquasanta nel comune di Mele e adeguando i percorsi e la segnaletica.

Nei dintorni

Il territorio ha come risorse  principali il percorso: Santuario – Neviera – Pietre di Issel – sentieri Alta via dei Monti Liguri, ma anche un ulteriore collegamento con le realtà dei comuni limitrofi, primi tra tutti il Museo della Filigrana  a Campo Ligure, il Museo del Ferro a Masone.

Nella vicina Acquasanta si può ammirare il Santuario di Nostra Signora dell'Acquasanta, la cui prima notizia scritta risale al 1465, in un documento in cui è attestata la presenza di un piccolo tempio dedicato alla Vergine. L'attuale Santuario, stato costruito tra il 1683 e il 1718 su progetto attribuito al lombardo Carlo Muttone, ospitò anche le nozze regali, celebratesi il 21 novembre 1832, tra il re di Napoli, Ferdinando II di Borbone e la principessa Maria Cristina di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele I e di Maria Teresa d'Asburgo.

Curiosità

Nell’avvio della produzione cartaria nella zona ha avuto un ruolo importantissimo la presenza dei tre torrenti Gorsexio, Acquasanta e Ceresolo, dapprima sfruttati per i mulini. Con l’arrivo di Damiano Grazioso da Fabriano, trasferitosi a Mele nel XV secolo, essi furono soppiantati dall’industria della carta. 

Secondo le fonti storiche nel 1400 in zona erano in attività numerose cartiere, e i cosiddetti “paperai” erano così oberati di lavoro che il Senato fu costretto ad emanare un provvedimento secondo cui i cartai, i macchinari e persino gli stracci non potevano emigrare fuori dai confini della repubblica genovese. Per chi non rispettava tale norma il rischio di una multa e, nei casi più gravi, addirittura l’imbarco sulla galea come rematore, che all’epoca era una vera e propria tortura.

L’attività di produzione della carta, nonostante le emigrazioni in terre vicine di numerosi cartai, continuò ad essere florida fino il considerevole numero di cento impianti fra 1675 e 1800 nella zona compresa tra Pegli e Voltri.

Mappa
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