Museo del ferro Tubino di Masone
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piazza Castello, 2 - 16010 Masone (GE)
Telefono: 010 92 62 10 - 347 14 96 802
Fax: 010 92 62 10
Una delle sale del museo Una delle sale del museo

Un convento agostiniano trasformato in museo: questo, in sintesi, quanto successo in piazza Castello a Masone, sede storica, ormai da più di trent’anni, delle collezioni del locale Museo del ferro. Distribuite su più piani dell'ampio complesso, al primo piano sono esposte in sei distinte stanze le collezioni etnografiche ed archeologiche e le statuine presepiali, la cui ampia collezione comprende circa centocinquanta esemplari di epoca barocca di scuola napoletana e genovese realizzati in ceramica, legno e terracotta. Nella sala in cui sono ospitate le statuine è esposto anche un gruppo ligneo attribuito al Garaventa, scultore genovese contemporaneo a A.M. Maragliano.

Il primo piano raccoglie, oltre ad uffici e al magazzino reperti, la collezione di lumi, dal medioevo a oggi, la  sala dedicata ad Andrea Tubino con oggetti donati dagli eredi, una sala dedicata a minerali e fossili, la cappella del convento con arredi originali, la biblioteca e l'archivio del Museo.

Il primo piano seminterrato, che si apre sull'ampio cortile lato valle, è invece dedicato alle mostre temporanee, al presepe meccanizzato e le sale di servizio per attività didattiche e conferenze.

Al piccolo secondo piano seminterrato, dove si conservano i forni secenteschi del convento, è stata ricostruita con pezzi originali una fucina da chiodaioli.

Un po’ di storia

L’idea del museo venne al tecnico dell'Italsider Andrea Tubino, un masonese appassionato di antichità e storia locale, negli anni Settanta del secolo scorso. Tubino collezionava oggetti e utensili d'uso quotidiano, manufatti vecchi e antichi, strani e preziosi, spesso dismessi perché ormai fuori moda. Una collezione unica non solo per la mole di materiale raccolto (oltre quattromila pezzi), ma anche per la perseveranza in un'iniziativa che per volontà dei promotori fu aperta al pubblico benché ancora in fase di costituzione. Passata attraverso diverse denominazioni - prima Museo dei Chiodi poi Museo dell'archeologia e del ferro -  successivamente divenne Museo degli usi e costumi della gente della valle, intitolato ad Andrea Tubino a partire dal 1993, a un anno dalla morte del collezionista.

L’intervento

I lavori all’ex convento di Nostra Signora Assunta, che ospita il Museo Civico del Ferro “Andrea Tubino” prevedono il potenziamento degli spazi espositivi, la sistemazione della copertura e la realizzazione di un nuovo solaio pedonabile, lavori su finestrature, pavimentazioni e murature. Gli interventi previsti a progetto si suddividono in due settori: da una parte l’abbattimento delle barriere architettoniche, dall’altra e la sistemazione della copertura e le prime opere per l’utilizzo museale del sottotetto, che porteranno all’ampliamento degli spazi fruibili al pubblico

I lavori porteranno all’accessibilità completa del complesso.  L’accessibilità facilitata a tutti i piani è infatti uno degli ostacoli maggiori: anche il piano terra, dove è allestita la fucina e l’officina di lavorazione del ferro, risulta accessibile unicamente dalla stretta e ripida scala interna. La soluzione adottata prevede di servire tutti i piani con un ascensore esterno che garantisca l’accesso a tutti i locali del museo.

Con il risanamento della copertura con restauro conservativo delle strutture lignee del sottotetto si potranno  eliminare le infiltrazioni e le cause di degrado.
L’inserimento di un solaio praticabile, dei necessari impianti e la sistemazione a sala espositiva o sala convegni dello spazio esistente, offre nuove possibilità di ampliamento dell’attività museale legata alla convegnistica, ai seminari e alle mostre temporanee. Gli obiettivi specifici che il progetto si prefigge di raggiungere riguardano la possibilità di utilizzazione dei suggestivi spazi del sottotetto per manifestazioni temporanee e meeting. 

Nei dintorni

Pochi chilometri più a monte  si trova il borgo di Campo Ligure. A lungo indipendente dalla Repubblica di Genova, reca profonde tracce del suo passato medievale, come l’elegante palazzo signorile degli Spinola e il castello che domina la zona da uno sperone roccioso.

Il centro storico è un dedalo di viuzze, collegato al borgo nuovo con un ponte medievale a quattro arcate, dove in passato venivano riscossi i dazi.
La fortezza è visitabile grazie a un recente restauro, che ha valorizzato gli spazi praticabili, la cinta muraria e il torrione cilindrico coronato da merli. Ospita concerti, festival e manifestazioni culturali.

Nel passato Campo Ligure è sempre stato considerato un importante centro economico e commerciale.
L’abbondanza d’acqua ha favorito l’affermarsi della lavorazione della carta, del ferro e dei tessuti.

Dal 1884 è famosa per essere il paese della filigrana. Nella ventina di laboratori sparsi nelle vie principali si possono ammirare i maestri artigiani che creano delicati ricami, con sottilissimi fili d’oro e d’argento, con cui creano monili, croci e orologi.
Una magnifica voliera del '700 è tra i pezzi più preziosi del Museo civico della filigrana, una collezione di circa 200 pezzi storici dall’illuminismo.

Tra agosto e settembre si svolge la Mostra nazionale del gioiello in filigrana d'oro e d'argento, ottima occasione anche per assaggiare i piatti tipici per eccellenza della zona, come la revzora, focaccia con farina mista di grano e mais, e la testa di maiale in cassetta. 

Curiosità

Con oltre 500 chilometri di sentieri il Parco del Beigua (www.parcobeigua.it) vanta la più estesa rete escursionistica della Liguria, la possibilità di praticare mountain bike, equitazione, alpinismo e canyoning e una rete diversificata di strutture ricettive.
Alcuni tra i percorsi più interessanti portano ai laghetti del Rio Negro, al monte Rama, al "riparo sotto roccia" e alla via megalitica di Alpicella, al versante meridionale del monte Argentea, frequentato da chi fa birdwatching, come anche l’Oasi Lipu del monte Dente.

Canyon, fitte foreste di roveri, faggi e castagni, praterie, stagni, rupi scoscese, vegetazione mediterranea: questi gli scenari che si aprono nei ventotto chilometri di crinali montuosi vista mare dal Passo del Turchino al Colle del Giovo.  

Punto culminante di un altopiano stretto e allungato che si sviluppa parallelamente alla costa, il gruppo del Beigua sale fino ai 1287 metri. Dal 2005 il Beigua è riconosciuto dall’Unesco come "Geoparco internazionale” e racconta ai visitatori un aspetto particolare della storia della Liguria, fatto di forme modellate dal vento e dall’acqua, antichi fondali oceanici e fossili.

Mappa
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