Parco museale Rainer Kriester a Vendone
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Comune di Vendone: via al Capoluogo, 1 - 17032 Vendone (SV)
Telefono: 0182 76 248
Fax: 0182 76 248
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Vendone è situato a mezza costa, sulle colline immerse negli olivi dell’entroterra di Albenga, lungo la Valle Arroscia. È un piccolo comune di circa 500 abitanti, composto da nove frazioni. Una di queste, Castellaro, ospita il Parco Museale Rainer Kriester, struttura permanente all’aperto che espone più di 35 grandi opere, in pietra di Finale, dello scultore tedesco che per molti anni scelse il borgo savonese come principale luogo di lavoro. Dal 2002, anno della morte, riposa nel suo cimitero. Il museo è gestito dalla Fondazione a lui dedicata.

Un po’ di storia

Rainer Kriester nasce a Plauen, in Germania, nel 1935, studia pittura all’Accademia delle Belle Arti di Berlino. Nel 1970 debutta con le sue prime esposizioni e inizia a dedicarsi alla scultura, realizzando la serie di teste in terracotta con smalti forti e i primi lavori in pietra calcarea e marmo.

Nel 1982 scopre la collina con l'antica torre saracena di Castellaro a Vendone, che diventa per anni il suo principale luogo di lavoro.
Nel 1999 l'amministrazione comunale gli conferisce il titolo di "cittadino onorario".
Deceduto nel maggio del 2002 a Savona, riposa nel cimitero di Vendone, vegliato dalle splendide opere del vicino parco museale a lui dedicato.

L’intervento

Gli interventi inseriti nell’ambito del progetto di valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del POR FESR 2007-2013) risultano strategici per la valorizzazione della struttura museale e rispondono all’esigenza di eliminare le condizioni di degrado sia della torre principale, che di una torre secondaria esistente e delle aree circostanti, che necessitano di attente opere di messa in sicurezza per garantire idonei livelli di fruibilità. Essi inoltre si configurano come azioni strategiche per il sostegno delle attività culturali promosse dalla “Fondazione Kriester”, attualmente penalizzata dalla parziale accessibilità dell’area e dalla mancanza di infrastrutture per la sosta veicolare.

L’ambito oggetto d’intervento comprende le aree in frazione Castellaro, originariamente in parte occupate dal Castello dei Clavesana, la fortezza più imponente dell’intera vallata. Di essa sono visibili alcuni resti delle mura, la torre principale a pianta esagonale, alta circa 25 metri, che probabilmente veniva utilizzata come prigione e una torre secondaria addossata a un edificio posto in prossimità della viabilità provinciale, realizzato in epoca più recente e utilizzato come atelier dallo scultore.

Sia la torre principale che quella secondaria presentano elevati livelli di degrado dovuti al parziale crollo di alcune parti, alla presenza di cedimenti strutturali e alla compromissione dei fronti. L’area circostante, inoltre, organizzata su terrazzamenti, è priva di sistemazioni idonee e di illuminazione che ne rendono impossibile la fruizione in condizioni di sicurezza. Altrettanto carenti risultano le dotazioni di servizi e spazi di sosta.

Il restauro della due torri, mediante il consolidamento degli elementi strutturali, il recupero dei fronti e l’inserimento di un sistema di illuminazione consente la visitabilità del bene e la sua visibilità a livello di ambito paesistico, la sistemazione del percorso di accesso e delle aree di pertinenza garantiscono inoltre l’accessibilità anche a soggetti diversamente abili.

Il sito che si intende valorizzare risulta complementare ad altre infrastrutture presenti nel comprensorio e il suo recupero intende implementare anche lo sviluppo turistico di una zona di grande interesse paesaggistico, storico, culturale ed enogastronomico.

Nei dintorni

Domina il paesaggio della valle il rilievo di Castell'Ermo (1092 m.), che merita un'escursione per il grande panorama sulle valli circostanti, su Albenga e su buon tratto della costa. Le frazioni di Castellaro e Curenna sono le più interessanti dal punto di vista storico e architettonico. La fortezza di Castellaro, di notevoli dimensioni, fu costruita dai Clavesana e poi ceduta ad Albenga.

L'edificio è curiosamente a pianta triangolare perché sfrutta in parte la conformazione dello sperone roccioso sul quale è stato eretto, ed è dotato di un imponente torrione esagonale. Anche il castello di Curenna, "Castrum Cucalariae", sfrutta le asperità naturali delle rocce su cui è costruito, e così anche le caratteristiche case fortezza che si trovano all'ingresso del borgo medievale. Fu conteso a lungo tra i Clavesana e il comune di Albenga e oggi versa in stato di abbandono.

Le altre piccole frazioni del comune sono le tappe ideali di un itinerario che unisce motivi di interesse storici, naturalistici ed enogastronomici: le fasce coltivate a vigneti sono comprese nella zona del Pigato e del Vermentino doc. Lungo il percorso per Castell'Ermo si incontra il santuario dedicato a San Calocero, che secondo la tradizione subì il martirio nei pressi di Albenga.

Curiosità

Il Comune di Vendone è inserito nel territorio dell’itinerario “La strada del Vino e dell’Olio dalle Alpi al Mare” che si sviluppa lungo un percorso che unisce le Alpi al mare, attraverso l'entroterra del ponente ligure.
Un itinerario di grande interesse paesaggistico, storico, culturale ed enogastronomico che attraversa vigneti e oliveti presenti ovunque sui terrazzamenti chiusi dai tipici muretti a secco.

La coltivazione della vite e dell'olivo condiziona da più mille anni il paesaggio, la vita e il lavoro in questi luoghi. Da non perdere ad Arnasco, centro rurale dell'entroterra di Albenga, il museo dell'olio e della civiltà contadina che custodisce le tradizioni rurali della zona.

Mappa
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