Forte Geremia a Masone
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Comune di Masone: Piazza 75 Martiri, 1 - 16010 Masone (GE)
Telefono: 010 92 60 03
Fax: 010 92 66 58
Forte Geremia Forte Geremia

Alla spalle dell’estremo ponente genovese, sulla direttrice che porta verso il Piemonte e il passo del Turchino, sorge Masone.  Antico borgo commerciale, fu dominato dalla famiglia Malaspina e passò poi alla Repubblica di Genova.

Immerso tra colli boscosi e montagne, Masone si colloca comunque non distante dal mare ed è lambito dall’Alta via dei Monti Liguri: il percorso e i sentieri che lo circondano offrono scorci spettacolari sull’Appennino e la costa. Nei giorni più limpidi, dal Bric del Dente (1107 metri sul livello del mare), si possono ammirare le Alpi a nord e persino la Corsica.

E proprio sull’alta via dei Monti Liguri si trova Forte Geremia, fortezza militare sabauda, oggetto del progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), che mira ad una ristrutturazione del piano terra e del primo piano, con rifacimento di servizi igienici, intonaci, solai e serramenti. Obiettivo finale è recuperare questa “stazione” sull’Alta via, che si candida a diventare un punto di eccellenza nel panorama delle strutture ricettive inserite nel sistema del parco naturale regionale del Beigua.

Un po’ di storia

Forte Geremia, fortezza militare costruita alla fine del XIX secolo, si trova a 806 metri d’altezza.
Non visibile dalla provinciale del Turchino perché nascosto da un terrapieno, è dotato di un fossato che lo circonda completamente, di cortile interno, postazioni di tiro e munizionamento. L’edificio è composto da piano terra e primo piano collegati da una scala metallica.

La fortificazione, realizzata dal Genio militare del Regno d’Italia, sorse con funzioni di controllo dei passi tra Genova e la valli in direzione del Piemonte. Sgomberato alla fine della Prima guerra mondiale, venne dismesso e, negli anni ’30, passò sotto controllo demaniale.

Abbandonato per oltre mezzo secolo, è stato restaurato nel 1999. Dal 2007 è diventato un rifugio lungo l’Alta via dei monti liguri.

L’intervento

Il progetto mira a proseguire il recupero del Forte, già avviato con una serie di interventi datati 1999.
Si mira quindi a completare il risanamento e il restauro di alcune parti del forte,  in particolare la Polveriera originale (Santabarbara).
La valorizzazione di alcuni dei locali esistenti, accessibili dal cortile, ha l’obiettivo di potenziare  la fruibilità e l’attrattività turistica del rifugio sul percorso dell’Alta via.

In particolare, oltre la ricostruzione del locale adibito a Santabarbara, che dovrà tornare ad assumere l’aspetto originale, saranno riattivate la cisterna e i condotti per la raccolta dell’acqua piovana, si provvederà al recupero di murature, coperture, intercapedini e condutture per il drenaggio, con interventi di isolamento dei locali.

Nei dintorni

Masone, a cavallo tra le province di Savona e Genova, tra costa ed entroterra,  si trova in posizione strategica, non solo sulla linea dell’Alta via dei Monti Liguri. Nelle vicinanze, addentrandosi verso l’interno e il confine con il Piemonte, si incontrano le località di Tiglieto e Sassello.
La zona di Tiglieto è da ricordare per la presenza della Badia, prima abbazia cistercense in Italia, fondata attorno al 1100.

Sassello, primo comune italiano a conquistare la Bandiera arancione del Touring club, è uno dei borghi più pittoreschi e affascinanti della Liguria, inserito in un contesto montano incontaminato, circondato da boschi, dove l’estate è fresca e in inverno la neve non manca mai.
Da non dimenticare i tipici biscotti amaretti e canestrelli, veri prodotti simbolo di Sassello.

Il vicino paese di Stella, invece, diede i natali al presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Curiosità

Masone vanta una tradizione plurisecolare nella lavorazione del ferro. Questa caratteristica fece sì che il centro abitato si sia sviluppato in maniera rapidissima nel XVI secolo.

Oltre a questo, percorrendo la valle, si incontrano i ruderi della Cartiera Savoi, la cui costruzione è stata datata tra 1640 e fine Settecento.
Si possono ancora vedere le vasche scavate nella pietra e i diversi resti degli altri strumenti per la produzione della carta.

Mappa
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