Acquedotto storico della Val Bisagno
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Comune di Genova: Palazzo Tursi, via Garibaldi, 9 - 16138 Genova (GE)
Telefono: 010 55 71 11
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Stretto tra le case e le aspre montagne dell’appennino, il Bisagno scava la principale delle valli che, dalle vette del primo entroterra, segnano il volto della città di Genova.

Nella valle del Bisagno si trova il primo e più antico acquedotto della città: la parte attualmente percorribile si sviluppa per circa 18 chilometri, a partire dalla Presa di Schiena d’asino, nel territorio del Comune di Davagna, sino alla zona di piazza Caricamento, nel centro storico di Genova.

Si tratta di una struttura a condotta non forzata, costruita in varie epoche storiche, a sezione rettangolare, dove l’acqua scorreva con pendenze di qualche metro a chilometro, realizzata mediante l’impiego di materiali e opere  tradizionali: murature in pietrame, archi a tutto sesto e  a sesto ribassato spesso di materiale locale.

Rimasto in funzione sino alla prima metà del ‘900, è oggi un nastro che percorre la città antica e tutta la Val Bisagno. Se le sue tracce a Genova sono state ormai inglobate dalla città, seguendone il percorso in Val Bisagno si possono apprezzare gli imponenti ponti sifone sul Geirato e sul Veilino, gli antichi manufatti delle casette dei meccanismi di chiusa e filtraggio e l’architettura delle gallerie.

L’acquedotto storico è ancora in funzione dalla Presa a Prato dove l’acqua si unisce nei filtri a quella del nuovo acquedotto del Brugneto, mentre il resto è disattivato. Con il progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), si mira a valorizzare l’acquedotto potenziando e integrando la cartellonistica e  la realizzazione di un Centro polivalente per la diffusione e la promozione del tracciato dell’acquedotto con spazi didattici e informativi nelle “case dei filtri” con istallazione di postazioni multimediali interattive.

Un po’ di storia

Già in epoca romana esisteva un acquedotto che, presumibilmente, iniziava alla chiusa del Fullo, a Molassana, superava la collina di Sant’Andrea e raggiungeva la Ripa Maris, l’attuale Sottoripa.
Successivamente, intorno all’XI secolo, viene realizzato un tracciato molto più alto del precedente condotto, in grado di raggiungere senza dislivelli la zona di Castelletto.

Sono ancora esistenti numerose tracce del percorso medioevale. Sino al 1295, la presa più lontana in Valbisagno raggiunta dal condotto è quella sul Rio Poggetti a Staglieno.
Fino alla prima metà del XVI secolo l’acquedotto resta di fatto invariato; poi l’espansione urbana e l’incremento demografico ne impongono l’ampliamento per fasi successive, con allargamento del canale e la costruzione di nuovi ponti.

Tuttavia la discontinuità delle fonti e dei rii di approvvigionamento portano alla realizzazione di un nuovo tratto di acquedotto sino a Cavassolo e da qui sino alla Presa di Schiena d’asino, proprio dove si forma il Bisagno. Questa soluzione garantisce la necessaria portata costante di acque per dissetare la città.
Nell’aprile del 1639 l’intero percorso è ultimato nella lunghezza attuale.

Nel 1900 per ragioni igieniche l’intero percorso del condotto viene chiuso da lastroni in pietra di Luserna. L’Acquedotto storico rimane in funzione sino al 1951; oggi è stato sostituito da strutture moderne che captano le acque di invasi artificiali, ma il primo tratto, da Schiena d’asino ai Filtri di Struppa è tutt’ora in funzione.

L’intervento

L’intervento si inserisce nell’ambito di un programma articolato di recupero e valorizzazione dell’acquedotto storico genovese, finalizzato a salvaguardare una grande opera che rappresenta un’unicità e un’eccellenza del territorio di Genova. Alcuni degli interventi in programma sono in parte già avviati o attuati.
Particolarmente rilevante, tra gli altri, il potenziamento e l’integrazione della cartellonistica a scopo turistico, didattico ed escursionistico: si tratta di completare la segnaletica informativa e didattica fissa, collocata nei punti d’interesse lungo tutto il percorso dell’acquedotto. I cartelli saranno posizionati nei punti di maggiore affluenza turistica, in prossimità dei principali punti d’accesso al percorso.

Sarà realizzata una evoluzione del sito internet www.genova-turismo.it per la promozione del manufatto storico, compatibile con i portali della Regione, della Provincia e della Soprintendenza. Sono previste pagine tematiche di approfondimento sul manufatto con testi, foto, link ed allegati.
La sezione comprenderà pagine introduttive sugli elementi di interesse turistico, culturale, storico, gli itinerari escursionistici con relative spiegazioni, cartografia e documentazione fotografica, pagine di informazioni pratiche. Le pagine saranno disponibili in lingua italiana, inglese, francese e tedesca. Sarà compresa la creazione di video guide scaricabili on-line.

Prevista la realizzazione di un centro culturale polivalente per la promozione del tracciato dell’acquedotto, con l’allestimento di spazi didattici e informativi nelle “case dei filtri”, con tanto di istallazione di postazioni multimediali interattive.
Da non dimenticare l’eliminazione, dove possibile, delle barriere architettoniche.

Nei dintorni

Nelle vicinanze di Davagna, nella cintura dei comuni che circondano Genova sulle alture, si trova Casella. Come l’acquedotto, a ritroso, parte da Genova per inoltrarsi verso l’entroterra, così fa la ferrovia di Casella, la storica linea che da piazza Manin porta appunto verso il borgo dell’entroterra.

Iniziata nel 1921 e inaugurata nel 1929, si fregia dell’utilizzo della più antica locomotiva elettrica ancora funzionante in Italia, è una sorta di Orient express in salsa ligure: i vagoni rievocano atmosfere di tempi passati, tra arredi in legno, livree blu e rosse, finiture in bronzo e ottone e dettagli di stile, mentre il paesaggio che si può ammirare dai finestrini è uno dei più suggestivi dell’intero entroterra ligure.

Un servizio ancora in funzione, utilizzato quotidianamente da tanti abitanti dell’entroterra per recarsi nel capoluogo e per fare un tuffo nella Belle èpoque.

Curiosità

Nel 1650 venne costruito il ponte sifone sul Geirato, il primo in Europa. Per la sua progettazione, gli architetti genovesi contattarono Galileo Galilei.

In centro città si possono vedere i resti dell’acquedotto storico al Porto Antico: le volte dei portici di Sottoripa, un tempo trasportavano l’acqua alle navi.
Vista la pendenza del ponte del Veilino, gli architetti progettarono una serie di tubature in marmo che, mai utilizzate, ornano oggi parchi e fioriere in città.

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