Batterie di Camogli
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Ente Parco di Portofino: Viale Rainusso, 1 - Santa Margherita Ligure - Camogli (GE)
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Le batterie. Foto di Alberto Girani proveniente dall'Archivio Parco di Portofino Le batterie. Foto di Alberto Girani proveniente dall'Archivio Parco di Portofino

Lungo il sentiero che va da Camogli a San Fruttuoso, passato il piccolo borgo di Mortola, in località Batterie, a 246 metri di altitudine, alcuni manufatti bellici risalenti alla seconda guerra mondiale.

Facilmente riconoscibili costeggiando via mare l’area del Parco,  tra i ripidi versanti meridionali che delimitano le baie di Cala dell’Oro e di San Fruttuoso, a 2 Km da San Rocco e a 4 Km da Camogli, al di sopra di Punta Chiappa, prima del recupero le costruzioni militari erano accessibili esclusivamente se accompagnati da una guida autorizzata.

Ma nell’ambito del progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013) essi  diventano i protagonisti di un itinerario pedonale adeguatamente pulito ed illuminato, con pannelli esplicativi e applicazioni multimediali,  alla scoperta della memoria storica del luogo e, più in generale, del Parco di Portofino, con i suoi eccezionali valori paesistici e naturalistici.

Il sentiero che attraversa l’area e che raggiunge S. Fruttuoso, infatti, è senza dubbio l’itinerario escursionistico più caratteristico del parco e i manufatti bellici presenti risultano pertanto strategici per la fruizione del parco stesso.

Nella prima fase dell’intervento si prevede il riutilizzo del percorso pedonale da Punta Chiappa alle Batterie, mentre in una seconda fase è prevista la realizzazione di un sistema meccanizzato per gli utenti che, sbarcando a Porto Pidocchio con il servizio marittimo di linea, arriveranno al sito.

Il complesso degli interventi tende quindi a perseguire l’obiettivo della valorizzazione del territorio, attraverso il recupero di strutture completamente dimenticate e la riqualificazione stessa del territorio quale risorsa primaria.

Un po' di storia

I manufatti oggetto del recupero furono costruiti a partire dal 1941 dal Regio Esercito Italiano in funzione di difesa antiaerea del Porto di Genova e, dal 1943, passarono in gestione alle truppe tedesche.

Oggi le installazioni consistono in strutture per la direzione di tiro (visibili accanto al sentiero), casematte dove erano installati i cannoni e un osservatorio con telemetro (al Bricco), una piattaforma per il cannone ed alcune mitragliatrici (ben visibile quella su Punta Chiappa), una serie di postazioni di sentinella, insieme alla base militare e agli alloggi.

L’intervento

Il recupero di queste strutture, suddiviso in due fasi, consente di sottrarle all’inevitabile degrado e, di conseguenza, permette di valorizzare il territorio circostante conservando le tracce di ciò che è accaduto e il loro significato.

Il percorso didattico parte da un punto informativo, che è il primo approccio all'area, con un sistema di pannelli sui quali trovano spazio una mappa con lo sviluppo del sentiero e la disposizione dei bunker, alcuni cenni storici relativi alla visita, informazioni naturalistiche, informazioni di orientamento del parco del promontorio di Portofino, oltre ad un'eventuale bacheca dove affiggere informazioni.

L’intervento di recupero dei manufatti avviene secondo metodologie che riducono al minimo l’impatto paesistico, in modo tale da rappresentare un esempio di recupero ecologicamente sostenibile in un’area parco di eccellenza, di cui si è voluto salvaguardare ed assecondare l’elemento preponderante, il verde, lasciando che esso attraversi e faccia vivere tutta l’area.

Nei dintorni

Il Promontorio di Portofino mostra scenari e paesaggi tra i più celebri al mondo.
Protetto dal 1935, con la costituzione dell’Ente Parco, ospita - oltre ad importanti testimonianze storico-architettoniche - una delle maggiori concentrazioni floristiche e ornitologiche  del Mediterraneo.
Il modo migliore per apprezzare le meraviglie del Parco è quello di percorrere la fitta rete di oltre 80 km di sentieri segnalati che consente di dedicarsi a passeggiate ed escursioni di diversa lunghezza e difficoltà, che collegano i diversi borghi della costa (Camogli, San Fruttuoso, Portofino, Santa Margherita Ligure).

Camogli, fondata già in epoca preistorica, è nota per il suo porticciolo e per i palazzi sul lungomare, caratterizzati da colori vivaci.
All’interno del borgo medioevale, nato intorno al porto, merita una visita la zona denominata “isola”, che isola ora non è più ma racchiude la fortezza di Castel Dragone, eretto come difesa dalle incursioni piratesche, e la Basilica di Santa Maria Assunta, poi ristrutturata nel Seicento in stile barocco.
Nel XIX secolo gli armatori camogliesi investirono ingenti risorse, umani ed economiche, nella costruzione di velieri mercantili, arrivando a disporre di una flotta tanto vasta da far guadagnare al borgo l’appellativo di "Città dei mille bianchi velieri”.

A poca distanza dal borgo capoluogo si trova la baia di San Fruttuoso, dove è possibile ammirare non solo la splendida Abbazia benedettina del X secolo, vero e proprio gioiello architettonico restaurato dal FAI, il piccolo e pittoresco borgo di pescatori alle sue spalle e la cinquecentesca torre Doria, voluta dall’ammiraglio Andrea Doria e completata dai suoi eredi per meglio difendere la baia dall’attacco dei pirati.
Il borgo di San Fruttuoso, non essendo presenti strade carrabili, è raggiungibile solo via mare, con i battelli in partenza da Camogli, o a piedi, attraverso sentieri da San Rocco di Camogli, Ruta e Portofino.

Curiosità

Camogli dal 1952 ospita,  la seconda domenica di maggio, la Sagra del Pesce: a tutti i turisti viene offerto ottimo pesce fritto in un gigantesco padellone in  acciaio inossidabile (diametro di 3,8 metri, manico di 6 metri, 2,8 tonnellate  di peso e una capacità di 2000 litri) posto su impalcature che sorgono sui fondali del porticciolo.

A pochi metri dalla piccola spiaggia di San Fruttuoso, a circa 17 metri di profondità, è collocato il Cristo degli abissi, opera di Guido Galletti restaurata nel 2003-2004>, considerato protettore di pescatori, subacquei e amanti del mare. Della Statua esistono copie nella chiesa di San Fruttuoso e a Key Largo in Florida, mentre l'originale in gesso della statua è conservata a Marina di Ravenna nel Museo Nazionale delle Attività Subacquee.

Mappa
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