Parco di Villa Spinola a Lavagna
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Comune di Lavagna: Piazza della Libertà, 47 - 16033 Lavagna (GE)
Telefono: 0185 36 71
Fax: 0185 39 50 87
La villa e il parco La villa e il parco

Sorta nella piccola pianura del torrente Entella, la fiumana bella del Purgatorio di Dante, Lavagna è uno dei borghi più carichi di storia di tutta la Liguria. Legato a doppio filo alla famiglia dei Fieschi, conti di Lavagna, una delle famiglie più importanti e potenti del Medioevo, che diede i natali a condottieri, mercanti, cardinali, a due Papi (Innocenzo IV e Adriano V) e persino una santa (Caterina da Genova).

Il centro storico, affacciato sul mare e su lunghe spiagge sabbiose, si snoda nei tipici viottoli, mentre sulle colline circostanti si trovano, tra vigneti e uliveti, alcune delle ville più belle del Tigullio, che testimoniano la ricchezza e le potenza di Lavagna nel corso del Medioevo e dell’età moderna.

Una di queste, adagiata a breve distanza dal mare e addossata ad una dolce collina, è villa Spinola. Inserita nel contesto del Parco Tigullio, ampio spazio verde che ospita un centro sportivo con piscina, è un ampio palazzo nobiliare rimasto per lunghi anni abbandonato e in decadimento, ora recuperato e restituito all’antico splendore.

Grazie al progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013) si va a recuperare lo storico giardino della villa seguendo i disegni originali, situato nella parte  dell'edificio, in parte occupato da un campo da tennis e in parte ridotta ad area incolta. 
Grazie al recupero dell’edificio storico già effettuato dal comune di Lavagna, l’intero complesso andrà a costituire un polo culturale di attrazione turistica

Un po’ di storia

La villa fu costruita nel 1604 dalla nobile e antica famiglia Spinola, una delle principali casate del Genovesato. I disegni progettuali originali del giardino risalgono invece al maggio 1623.
Il palazzo passò in seguito ai Grimaldi, e poi ai Pallavicini. A partire dal 1820 la villa venne ristrutturata e trasformata in casa di campagna, ma nei decenni successivi il palazzo conobbe una lenta decadenza, che portò all’abbandono dell’immobile e del suo giardino.

Nel 1870 il sacerdote Giuseppe Ravenna parla della villa nel suo libro Memorie della Contea e del comune di Lavagna: oltre alle informazioni storiche, l’autore ricorda come il giardino fosse diventato un “infausto accumulo di pietre e rovi spinosi”.

L’ultimo proprietario cedette l’edificio e il terreno circostante alla ditta Entella Stefano Sciaccaluga, che realizzò nell'area un cotonificio.
La fabbrica finì col circondare completamente l’antica costruzione.

Negli anni Cinquanta il cotonificio chiuse i battenti e tutta la zona restò a lungo inutilizzata. Nel 1979 il complesso industriale venne demolito e la proprietà passò al Comune di Lavagna, che realizzò un grande parco pubblico con parcheggi, aree gioco per bambini, e un centro sportivo con piscina mentre oltre la villa vennero realizzati quattro campi da tennis.

L’intervento

Restaurata Villa Spinola, è apparso chiaro che per completare la riqualificazione dell'area fosse necessario risistemare l’area verde retrostante, giardino storico dell'edificio. Il progetto prevede il recupero della zona seguendo i disegni originari, i quali presentano un magnifico giardino a cornice, che saliva alle spalle della villa verso i terrazzamenti. Parte di questi spazi sono stati utilizzati per la costruire un campo da tennis coperto.

L’ intervento consiste nel restauro e risistemazione del giardino, con l'eliminazione del campo da tennis coperto, per consentire la ricostruzione dellapeschiera e del percorso con pergolato.

Si prevede la ricostruzione completa del giardino, con ampie zone a prato, siepi e un grande viale centrale, che conduce alla scala d’accesso alla vasca e all’esedra in cui culmina il parco.

Nei dintorni

Direttamente alle spalle di Lavagna, nel comune di Cogorno, si trova il borgo dei Fieschi. Adagiato su una collina in mezzo al verde, guarda dall’alto la valle con le sue case medievali e cinquecentesche, immerse nel silenzio dei vigneti.

Attorno alla piazzetta acciottolata, le due basiliche si fronteggiano: la più antica, rifatta in epoca barocca, e quella “nuova” che conserva il proprio impianto gotico e la tradizionale facciata a righe bianche e nere. Un po’ più in disparte, il palazzo della nobile famiglia.
L’intero complesso, iniziato nel 1245 e terminato nel 1252, è un vero gioiello perfettamente conservato.

Inoltrandosi nell’entroterra verso la Val d’Aveto di incontra il borgo di Borzonasca. Ricco di testimonianze storiche come l’abbazia di Borzone, uno dei monasteri benedettini più antichi d’Italia (1184), e il Volto Megalitico scolpito nella roccia, si contraddistingue per gli aspetti naturali.

Laghi e fiumi offrono ampie possibilità ai pescatori: il Lago delle Lame e quello artificiale di Giacopiane, come le aree verdi circostanti sono mete escursionistiche di pregio, così come il Parco delle Agoraie.

Curiosità

Secondo la leggenda, nel 1230, per festeggiare le nozze tra Opizzo Fieschi e Bianca de’ Bianchi fu donata alla popolazione un'enorme torta. Per questo ogni 14 agosto, dal 1949, si festeggia la Torta dei Fieschi rievocazione storica del matrimonio, che si svolge tra sfarzi medievali, decine di figuranti in maschera e sbandieratori, e che ogni anno attira a Lavagna una folla immensa.

Dopo la sfilata in costume medievale per le vie della città, si passa al gioco.
Ogni partecipante riceve un bigliettino da appuntare al petto (rosa per le femmine, azzurro per i maschi): una volta trovata la persona con lo stesso biglietto, di colore opposto, ci si può presentare a ricevere la propria porzione di torta.

Mappa
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