Villa Borzino a Busalla
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via XXV Aprile, 17 - 16012 Busalla (GE)
Telefono: 010 97 61 014
Fax: 010 97 60 147
Villa Borzino Villa Borzino Villa Borzino Villa Borzino

A pochi passi dalla stazione, lungo la via che collega Busalla a Borgo Fornari, si trova Villa Borzino. 
La villa, di proprietà comunale dal 1972, è circondata da un parco ricco di alberi con viali, siepi di bosco e un bellissimo ninfeo. L'edificio è sede dell'Ente Parco Antola e di numerose associazioni culturali oltre che, fino alla sua soppressione, della Comunità montana Alta Valle Scrivia.

E’ circondato da un ampio parco, oggi in parte ridimensionato da lottizzazioni risalenti agli anni ‘70 del Novecento. Nella parte alta il parco ha oggi riassunto un aspetto prevalentemente naturalistico mentre nella zona compresa tra l’accesso e la villa presenta ancora l’originario assetto connotato da viali con siepi. L’accesso pedonale al complesso è caratterizzato da una splendida grotta a ninfeo decorata da una tessitura musiva contenente pietre pregiate, conchiglie, coralli, tessere vitree, copia perfetta del ninfeo di villa Sauli a Genova.

Le stanze sono oltre cinquanta: dal seminterrato, in cui erano sistemate le cucine, la lavanderia e le cantine, al piano terra, con la sala da pranzo, lo studio, la biblioteca e varie stanze di rappresentanza, per finire all’ ambiente a pianta ovale posto all’interno della torre.

Belli e d’effetto gli arredi interni, progettati dallo stesso architetto. Al piano terra e al primo piano, pur bisognosi di interventi di conservazione e restauro, restano gli splendidi pavimenti in lastre di marmo intarsiate e in graniglia alla genovese e mosaici, le porte ed infissi, i camini in ardesia e marmo, le decorazioni dipinte a trompe l’oeil, quelle in stucco e lignee, il vano scala con una complessa ringhiera in ferro battuto, alcuni pezzi di mobilio, i bagni piastrellati con formelle dipinte a mano  e arredati con ceramiche ancora integre e, perfettamente intatto, lo splendido studio di Borzino.
Bei pavimenti in graniglia ma nessun apparato decorativo, invece, al secondo piano, destinato ad usi più funzionali e meno rappresentativi, eccezion fatta per l’interno della torre.

Un po’ di storia

La villa, destinata alla villeggiatura dei Borzino, si presenta come un tradizionale palazzo seicentesco genovese, con due avancorpi laterali, una doppia scalinata d’accesso, una loggia al primo piano, balaustre in marmo, un possente cornicione e la facciata decorata dipinta.
Sul fronte principale spicca la torre.

Il primo piano era originariamente collegato sul lato nord con un livello analogo del giardino tramite una terrazza a sbalzo tra il viale d’accesso e il piazzale, che si presentava come un grande arco contenente nicchie mosaicate, poi demolito, e oggi in previsione di ricostruzione.

Committente fu l’onorevole Emilio Borzino, personalità di spicco dell’ambiente economico e politico genovese, assicuratore ed esponente del Partito Liberale Italiano.
Progettata dall’architetto Giuseppe Crosa di Vergagni a partire dal 1919 e ampliata tra il 1927 ed il 1936.

L’intervento

L’ampio parco versa oggi in stato di degrado, più evidente nell’area a monte del ninfeo neorinascimentale.
Il bosco di castagni presenta il segno di un abbandono decennale e rischia di perdersi completamente nell’inevitabile inselvatichimento il tracciato dei percorsi a carattere naturalistico.

Grazie al  progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013) si vuole intervenire non solo sull’area esterna ma anche all’interno dell’edificio, agendo sulle problematiche presenti sia dal punto di vista della conservazione sia nell’ambito del recupero.

L’intervento sul parco non ha alterato l’assetto consolidato del suolo del bosco, permettendo al contempo di produrre una lettura alternativa e completamente reversibile del bene, una azione di gestione e manutenzione del patrimonio boschivo anche rivolta alla sicurezza per i fruitori.

Il progetto dell’edificio prevede opere di restauro conservativo attuate nei piani di rappresentanza con atteggiamento filologico.
Al secondo le modifiche all’assetto attuale sono state realizzate  prevedendo la loro totale reversibilità.

Il posizionamento dell’ascensore è stato effettuato individuando la posizione che consentisse di generare il minor impatto possibile sia alle superfici orizzontali che ai volumi.
Il manto di copertura in amianto è stato sostituito con materiale in ardesia sintetica  interamente riciclabile.

Nei dintorni

A breve distanza da Busalla, incastrato nella roccia, merita una visita il Castello della Pietra a Vobbia (per info: Ente Parco Antola, 010 944175).
Costruito intorno all'anno Mille dai Vescovi di Tortona, forse in funzione antisaracena, come presidio sulla strada che collega Vobbia a Isola del Cantone.

Il Castello passò ai marchesi di Gavi (1050) poi ai Malaspina e nel 1252 divenne proprietà di Opizzone della Pietra, il cui cognome deriva proprio dall'acquisizione di questo feudo. Opizzone fu l'unico feudatario ad abitarlo.
Dopo varie vicissitudini, tra cui un incendio ad opera delle truppe napoleoniche, nel 1979 fu donato al Comune di Vobbia.

Alla fine degli anni settanta la Provincia di Genova con il Comune di Vobbia, la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Liguria, il Centro Studi Storici per l'Alta Valle Scrivia, alcune località vicine e alcuni volontari, avvia un piano di restauro di dieci anni, grazie al quale  oggi è possibile visitare questa struttura.

Curiosità

Ogni anno, nel mese di giugno, Busalla ospita la Festa dedicata alle rose da sciroppo, fiore tipico del territorio.

Mappa
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