Luni
$$datasiel.heritage.label.LR$$
Via Luni, 37 - 19034 Ortonovo (SP)
Telefono: 0187 66 811
Fax: 0187 66 811
Luni Luni Luni Luni Luni Luni Luni Luni Luni Luni Luni Luni Luni Luni

Prima di Luna

Attualmente frazione del comune di Ortonovo, allungata in quel lembo di terra in cui Liguria e Toscana si incontrano e fulcro di tutto questo territorio che da essa prende il nome, la Lunigiana; Luni è questo e molto altro ancora, nonostante nel corso dei secoli molti aspetti anche territoriali siano andati modificandosi al punto tale da renderci difficile comprendere il contesto originario in cui sorse quest'antica città latina.

Notoriamente si tende a identificare Luni con la colonia romana, in realtà il territorio in cui fu fondata già precedentemente la sua conquista era frequentato a partire dal III secolo a.C., come viene testimoniato dai ritrovamenti archeologici.

Le fonti antiche non sono esaustive circa l'epoca precedente la fondazione della colonia, avvenuta con certezza nel 177 a.C. durante le operazioni per la conquista romana della Liguria, sappiamo comunque che il territorio era stabilmente frequentato dai Liguri Apuani, un territorio probabilmente interessato dalle prime guerre romano liguri tra 238 e 223 a.C. e sfiorato dalla seconda guerra punica.

A quel tempo pare che fosse già frequentato il “portus lunae”, come anche i greci lo chiamavano a detta dello storiografo Strabone.
Livio invece racconta che nel 195 a.C. il console M. Porcio Catone lo scelse come base marittima per una spedizione militare in Spagna, riunendovi la flotta e l'esercito prima di salpare; là si affrettò inutilmente a recarsi, nel 186 a. C. un messo del senato per raggiungere il pretore C. Calpurnio, partito da pochi giorni alla volta della provincia ispanica.

La regione al tempo era devastata dalla guerra fra i romani e i liguri marittimi che nel 193 a.C. devastavano il territorio lunense spingendosi oltre Pisa costringendo il console Q. Minucio Termo a chiamare all'appello ad Arezzo due legioni urbane; nel 185 a. C. l'esercito romano si mosse contro le tribù dei Liguri Ingauni e Apuani creandosi un passaggio fino al fiume Magra e al porto di Luna.

Dalla romanità alla decadenza

In questo contesto storico con le Alpi Apuane a incorniciare il panorama e su un porto adesso interrato alla foce del fiume Magra, si ergeva l'antica Luni.
La fortuna della città era fondata sulla sua caratteristica di rappresentare un punto focale dei commerci, un luogo di transito, come è testimoniato dalla quantità di anfore rinvenute durante gli scavi archeologici.

All'epoca della fondazione la colonia fu dotata di una cinta muraria, inizialmente finalizzata alla difesa della nuova città, in seguito meramente a scopo di contenimento del tessuto urbano.
Il territorio urbano constava di 24 ettari, con un impianto inizialmente rettangolare scandito in isolati i cui assi viari principali erano rappresentati dal cardo e dal decumano massimo.

Lo spazio urbano, seguendo i precetti stabiliti da Vitruvio nella sua opera il De Architectura, si configurava secondo un orientamento che lo proteggeva dai freddi venti settentrionali e dai venti caldo umidi del sud di entrare in città. In età imperiale la colonia si arricchì di edifici legati all'attività portuale permettendo un miglioramento nell'attività commerciale e marittima.
Gli scavi archeologici hanno messo in luce l’esistenza di un Foro in posizione centrale, sul quale si aprivano spazi pubblici probabilmente destinati ad attività commerciali rappresentati dalle tabernae e all'attività di culto quale il tempio capitolino.
Tra le case signorili spiccano la Domus degli affreschi e la Domus dei mosaici, impreziosite da pregevoli decorazioni opera di maestri locali. Con l'evolversi della città e del suo tessuto urbano furono realizzate anche nuove strutture finalizzate all'intrattenimento dei suoi cittadini. Fu così che a est delle mura nel II secolo d. C. fu costruito l'anfiteatro, l'edificio a forma ellittica riservato ai giochi e agli spettacoli dei gladiatori.

Tale struttura, ancora in buono stato di conservazione, permetteva, grazie alle gradinate coronate alla sommità da una galleria porticata, una capienza di ben 7000 posti a sedere a testimoniare la grande frequentazione della colonia durante l'età imperiale.
I due accessi principali erano aperti sull'asse maggiore, gli altri accessi erano distribuiti lungo il perimetro in corrispondenza delle scale interne che portavano alle gradinate. Nonostante la struttura ora ci appaia interamente in pietra permangono alcuni tratti delle gradinate rivestiti nel pregiato marmo bianco locale.

La parte preponderante della ricchezza dell'antica Luni proveniva dalle attività estrattive nelle Alpi Apuane e dalla loro esportazione. Già nel corso del I secolo a.C., infatti, inizia l'esportazione della pietra nell’Urbe per la realizzazione di opere pubbliche, ma lo sfruttamento pianificato e strutturato raggiunge il culmine con le dinastie Giulio-Claudia e Flavia, mentre a Luna si realizzano grandi interventi, con l’edificazione di complessi civili e religiosi del cuore cittadino e la costruzione degli edifici da spettacolo.

Nell’alto medioevo Luna diventa baluardo bizantino contro i Goti e i Longobardi, ma anche meta di pellegrinaggi per alcune reliquie custodite Cattedrale di Santa Maria e porto d’imbarco per Santiago di Compostela.

Dopo alterne vicende e fortune, con la città sempre viva nel Medioevo, ma non più in grado di replicare i fasti del passato, Luna viene definitivamente abbandonata nel 1058, dopo una lungo declino causato dalle incursioni dei pirati e dal progressivo insabbiamento del porto, ma la sua importanza sopravviverà per molto tempo la città nella figura del vescovo di Luni, la cui carica per molto tempo ancora sarà sinonimo di potere in tutta la Lunigiana e oltre.

Il teatro

L'obiettivo dell'intervento finanziato con i fondi dell'Asse IV del POR – FESR riguarda l'edificio del teatro dell’antica città di Luna.
Fondamentale passaggio per l'evolversi delle ricerche sarà il completamento degli scavi archeologici, cui seguirà il restauro dei reperti rinvenuti e delle emergenze già esistenti.

In ultimo, previsto l’allestimento delle gradinate e del palcoscenico con strutture mobili per la realizzazione di eventi teatrali e musicali.
Sarà inoltre necessario predisporre le infrastrutture di servizio: realizzazione o sistemazione di brevi tratti stradali di accesso e collegamento carrabile, aree destinate a parcheggi pubblici, percorsi pedonali e per disabili, installazione di segnaletica informativa e didattica, sia fissa che multimediale e interattiva, impianti e apparecchi per l'illuminazione, servizi igienici, isole ecologiche, ma anche la realizzazioni di materiale cartaceo informativo e didattico.

L'intervento

L’intervento inserito nel progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria, (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013), prevede il completamento degli scavi archeologici al fine di riportare alla luce elementi del monumento che ne definiscano l’impianto e gli accessi originali e il restauro delle emergenze strutturali esistenti e di quelle riportate in luce nel corso degli scavi previsti.
In programma anche l'allestimento della cavea e del pulpitum con strutture mobili per la realizzazione di eventi teatrali e musicali e installazione di impianti e apparecchi per illuminazione scenografica, previe le necessarie verifiche della consistenza dei depositi archeologici conservati nel sottosuolo.

In programma anche infrastrutture di servizio nelle aree confinanti: realizzazione e sistemazione di aree destinate a parcheggi pubblici e di percorsi pedonali e per disabili, installazione di segnaletica informativa e didattica, fissa, multimediale e interattiva, di sistemi di video-sorveglianza e sicurezza degli spazi esterni, di impianti e apparecchi per illuminazione a energia da fonti rinnovabili, realizzazione di servizi per i visitatori e perimetrazione delle aree con quinte verdi.
Si prevede infine la disponibilità di un deposito attrezzato per la conservazione dei beni rinvenuti.

Mappa
Nota: Liguria Heritage fornisce gratuitamente servizi e strumenti tecnologici propri ma non è responsabile in alcun modo di eventuali tariffe d'ingresso ai siti né della loro diretta gestione. Per l'attuazione o le modifiche agli orari d'ingresso, alle condizioni di fruibilità e accessibilità dei luoghi si deve far riferimento ai singoli soggetti detentori e gestori.