Museo degli Antichi Liguri al Castello di Madrignano
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Comune di Calice al Cornoviglio: Frazione Piano di Madrignano - 19020 Calice al Cornoviglio (SP)
Telefono: 0187 93 56 44

Sul crinale appenninico tra Liguria e Toscana,  sui monti che delimitano la val di Vara, si staglia il castello di Madrignano, all’interno del comune di Calice al Cornoviglio.
Testimonianza storica straordinaria delle vicende medievali di questa parte della Liguria, si inserisce nell’ampio e complesso sistema di elementi storici che caratterizzano il territorio spezzino: castelli, torri, sistemi difensivi e murari che delineano il profilo della provincia della Spezia, da Lerici a Sarzana, da Madrignano alle strutture, ancora più antiche, di Zignago.

Ma le tracce storiche in quest’area non si limitano a quelle magnificenti del Medioevo: sono infatti consistenti, più che in ogni altro luogo della regione, i segni dell’antico popolo dei Liguri, che popolavano queste terre, soprattutto  nell’interno, ancora prima dell’arrivo delle truppe romane.

In particolare la val di Vara, in contrasto con la magnificenza dei resti della colonia romana costiera di Luni, è la terra in cui si sono conservati gli ambienti nei quali la popolazione Ligure viveva. Si tratta dell’antico “popolo del Cigno”, che ha lasciato una traccia importante con la necropoli di Genicciola, testimonianza non solo degli usi sepolcrali, ma anche della vita quotidiana delle antiche genti di Liguria.

Un po’ di storia

Il castello di Madrignano fa la sua comparsa nella storia, per la prima volta, in un documento di Federico Barbarossa del 1164. Dalle mura del castello domina la zona la famiglia Malaspina, feudataria del territorio attorno a Madrignano.
I Malaspina tengono nelle loro mani questa frazione di Liguria fino alla conquista, nel 1416, da parte della Repubblica di Genova. In questo frangente, i Fieschi diventano feudatari in luogo dei Malaspina.

La parentesi dei conti di Lavagna fu però breve: già nel 1469 i Malaspina si riappropriano di Madrignano, e terranno sotto controllo questo feudo per i successivi tre secoli.
In un contesto storico ormai radicalmente mutato, l’edifico venne distrutto all’inizio del Settecento negli scontri tra gli eserciti franco-spagnoli e gli austriaci.

Non avendo subito interventi invasivi negli ultimi due secoli, è arrivato fino a noi senza sovrastrutture o modifiche, e le sue forme sono totalmente autentiche.

La necropoli di Genicciola, situata a cavallo fra i comuni di Podenzana (Massa Carrara) e Calice al Cornoviglio, è un sito di grandissima importanza. Si trova nel pieno dell’area dove risiedevano le antiche popolazioni liguri, è stata realizzata in un periodo compreso tra la fine del IV e il II secolo a.C., e ospita un’ottantina di tombe "a cassetta".

L’intervento

L’intervento si propone di  completare il restauro del castello per fornire una adeguata sede ad un centro studi che possa ospitare i reperti ritrovati nella necropoli di Genicciola. Secondo aspetto dell’intervento, a questo punto, procedere al riordino dell’area archeologica della necropoli stessa.

Il Castello è oggetto di un importante programma di lavori, già finanziati e in corso di appalto, in cui il presente intervento andrà ad integrarsi, che riguardano le opere di conservazione e di restauro, oltre agli interventi per garantire l’accessibilità.

Il progetto di restauro mira alla conservazione e della valorizzazione del monumento. I nuovi interventi non cambieranno l’aspetto esterno dell’edificio, e saranno di consolidamento delle murature.
Si prevede di trasferire nel castello diverse attività: al piano terra il museo che valorizzi i beni archeologici presenti nel comune, al primo piano la nuova sede municipale. In questo modo si ottiene il doppio vantaggio di rivitalizzare il castello e garantire un presidio costante alle strutture.

Il museo disporrà di più stanze:  previsti spazi open air che potranno ospitare alcuni oggetti della collezione, mentre i servizi e una prima stanza di info-desk saranno poste nel corpo nord, vicino all'ingresso.
La maggior parte dell'esposizione verrà ospitata nei tre ambienti principali, mentre un locale più piccolo, situato alle spalle del basamento della torre, sarà adibito a conservarne una parte più contenuta.
Per le sale è prevista una dotazione di bacheche di cristallo e acciaio, apparecchi video, tabelloni e la realizzazione di un apparato didattico multimediale.
Oltre a ciò, il museo potrà utilizzare la grande sala del Comune per conferenze o seminari.

Per quanto riguarda la necropoli si prevede la messa in sicurezza (anche mediante recinzione) e la realizzazione di strutture funzionali alla visita del sito: cartellonistica didattica ed strumenti di archeologia sperimentale.

Nei dintorni

Il comune di Calice al Cornoviglio si trova tra le colline e montagne dell’entroterra, solcate da vallate minori trasversali alla Val di Vara, il cui centro principale è Varese Ligure. La Val di Vara, uno dei territori meno densamente popolati e più incontaminati della Liguria, è terra di boschi e sentieri, a pochi chilometri dal mare, famosa per essere la Valle del Biologico.

Le diverse località della zona hanno, da anni, puntato su energie rinnovabili, raccolta differenziata e produzioni biologiche e naturali, riuscendo a rivitalizzare l’economia montana, per lunghi anni in declino, creando così un circolo virtuoso dal punto di vista turistico.

Curiosità

A Calice al Cornoviglio molte tradizioni popolari, ancora vive fino a tempi recenti, recano con sé profonde tracce di culture antiche e precristiane, con un tocco di oscurità e magia. Una per tutte, la festa di San Sebastiano: oltre alla venerazione del santo della Chiesa cattolica, la festa serviva per proteggersi dall’influsso delle streghe, senza contare l’esistenza di riti propiziatori in occasione del Carnevale, per assicurarsi fertilità e raccolti abbondanti.

Mappa
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