Castellaro di Pignone
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Comune di Pignone: Via Casale, 89 - 19034 Pignone (SP)
Telefono: 0187 88 70 02
Fax: 0187 88 70 03

Direttamente alle spalle della costa delle Cinque Terre, a ridosso di Vernazza e Monterosso,  sorge la discreta e caratteristica località di Pignone. Delizioso borgo medievale di case addossate l’una all’altra, caratterizzato dal bel ponte medievale in pietra, è abitato fin da epoca preromana.

Situato in una valle laterale della Val di Vara, fa parte del parco regionale di Montemarcello Magra e, dal 2009, si fregia della Bandiera arancione del Touring club, che identifica i borghi dell’entroterra che dispongono di un’offerta turistica e ambientale di qualità. Pignone conserva la struttura architettonica e che aveva nel Medioevo: le case, unite fra di loro in un unico blocco, racchiudono in una sorta di fortezza la zona del paese.

Pignone, come tante altre vicine località dello spezzino, reca profonde e significative tracce della storia umana del territorio. In particolare, in questo territorio esiste una importante testimonianza preistorica, che getta luce sulla vita e sulle usanze degli antichi liguri.

In una zona di boschi e grotte, poco lontano dal borgo, si giunge all’altopiano del Castellaro, sito archeologico di grande importanza che ha rivelato tracce di insediamenti dell’Età del Bronzo e del Ferro. L’intervento legato al progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013) si propone di effettuare una serie di scavi sistematici e rendere completamente fruibile il sito, recuperando le vie di accesso.

Un po’ di storia

La zona del Castellaro di Pignone reca tracce di insediamenti umani a partire dalla età del Bronzo e del Ferro, fino a terrazzamenti che sfiorano il Novecento. Un luogo, quindi, abitato e sfruttato per migliaia di anni.

I primi scavi furono effettuati negli anni ’40, e portarono alla luce diverso materiale in argilla e terracotta. I muretti a secco presenti risalgono ad epoche diverse, ad iniziare dalla Età del Bronzo . L’area di rilevanza archeologica sembrerebbe essere in ben più ampia rispetto a quella oggetto di scavi in passato, con resti di un insediamento sulla vetta della collina.

Il Castellaro è costituito da un altopiano circondato da boschi, con grandi rocce calcaree sulla sommità, che costituiscono una zona ricca di anfratti.  Con il termine Castellaro gli studiosi indicano appunto le parti più elevate di monti che venivano utilizzate dalle popolazioni liguri per difendersi dalle invasioni, il tutto prima dell’arrivo e dell’insediamento dei romani nella regione.

A differenza di altri, che erano solamente luoghi elevati e facilmente difendibili,  quello di Pignone era munito di opere difensive in muratura.

In Liguria e in Lunigiana il toponimo Castellaro è tuttora molto diffuso, e in ogni caso di tratta di sommità di colline in cui si rinvengono elementi  preistorici. Non è ancora stato  stabilito con certezza se il termine sia di origine sia di origine ligure o latina. Forse per le antiche popolazioni preromane, il termine indicava una altura o una altura abitata.

L’intervento

Il primo obiettivo dell’intervento è procedere ad una accurata indagine del sito: è infatti necessario un esame approfondito per comprendere la esatta estensione dell’area.
In secondo luogo, oltre a definire un programma di scavi che sia sistematico, si vuole garantire la fruibilità del sito con il recupero delle vie di accesso.

L’intervento sul Castellaro di Pignone va nella direzione di una analisi del territorio attorno a Luni che valorizzi i suoi aspetti storici: lo studio dell’importante colonia romana non può essere completo senza considerare e conoscere il mondo pre-romano, il contesto esistente  al momento della fondazione e dello sviluppo della colonia.

Per il recupero del sito archeologico è necessaria un’esatta perimetrazione dell’area e una serie di scavi, la sistemazione dei due sentieri di accesso e l’installazione di pannelli illustrativi, il ripristino della mulattiera storica e la raccolta dei materiali eventualmente emersi in alcune teche, da collocare all’interno del palazzo comunale.

Il progetto si articola in quattro moduli: studio e perimetrazione dell’area archeologica, prima e seconda campagna di scavi, esposizione dei reperti rinvenuti nel corso degli scavi.
Si parte con la perimetrazione e la mappatura del sito, per comprendere a pieno le finalità originarie di ciascuna delle strutture rinvenute, in modo da avere un’idea della vita e delle attività condotte dagli abitanti originari del luogo. Si tratta poi di procedere con gli scavi, con una fase di approfondimento e di estensione delle ricerche .

In conclusione, previsto l’allestimento di vetrine espositive contenenti i reperti provenienti dal Castellaro di Pignone e di pannelli espositivi e didattici.

Nei dintorni

Il territorio del comune di Pignone confina con quello di Monterosso e di Vernazza, le più occidentali delle Cinque Terre. Questa zona costiera, patrimonio dell’umanità Unesco dal 1997, fa parte del parco nazionale delle Cinque Terre e offre scenari indimenticabili, tra borghi colorati a picco sul mare, scogliere e terrazzamenti dove si coltivano olivo e vite, base per la produzione dei famosi vini bianchi , dal Vermentino al passito Sciacchetrà.

Il percorso di trekking che da Monterosso, passando per Vernazza, Corniglia e Manarola, porta a Riomaggiore è uno dei più spettacolari dell’intera Liguria, ed attira ogni anno migliaia di visitatori da ogni angolo del mondo.

Il sentiero intagliato nei boschi  si affaccia su una costa selvaggia e, nell’ultimo tratto, è denominato Via dell’Amore, il tratto più suggestivo di tutto il percorso.

Curiosità

La patata, la cipolla, tre tipi di fagioli e la salsiccia. Coltivazioni e produzioni che sono tipiche e tradizionali nel borgo di Pignone, e che per secoli sono state i fondamenti dell'alimentazione della popolazione locale.
Un motivo in più per visitare questa cittadina, che è quasi miracolosamente sfuggita all'urbanizzazione selvaggia e conserva un volto d'altri tempi.

Mappa
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