Castellaro di Zignago
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Comune di Zignago: piazza IV Novembre, 1 - 19020 Zignago (SP)
Telefono: 0187 86 50 75
Fax: 0187 86 52 67
I pannelli illustrativi I pannelli illustrativi I pannelli illustrativi I pannelli illustrativi I pannelli illustrativi I pannelli illustrativi I pannelli illustrativi I pannelli illustrativi

Sulla dorsale appenninica tra Liguria e Toscana, incastrato tra i monti della Lunigiana, sorge Zignago, piccolo comune tra collina e montagna, affacciato sulla verdeggiante e incontaminata Val di Vara, al centro di un territorio ricco di storia e denso di testimonianze, dove tutte le tracce delle popolazioni che hanno abitato la Liguria si sono conservate in un raggio ristretto.

Dai luoghi di culto degli antichi Liguri che popolarono il territorio prima della dominazione romana, alle fortificazioni e ai tracciati bizantini, fino alle tracce di villaggi medievali, testimonianza delle vita di tutti i giorni della gente comune, un concentrato di storia e credenze sui monti che, a pochi chilometri dal mare, si inerpicano verso l’interno.

Zignago è quindi un comune in cui la Storia ha lasciato tracce di  grande rilevanza, la cui visita permette di avere un quadro complessivo delle vicende che hanno segnato la Liguria nel corso dei secoli: dalle popolazioni più antiche, fiere avversarie di Roma, alla dominazione latina e poi bizantina, fino al Medioevo longobardo e poi genovese.

Nell’ambito del progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013) si intende valorizzare i siti del Castellaro e di monte Dragnone, due dei più rilevanti dell’intero sistema dell’area di Zignago.

Un po’ di storia

Durante l’età del bronzo cinque famiglie transumavano le gregge dai villaggi più bassi ai pascoli del Castellaro, e per questo innalzavano abitazioni. Le capanne venivano costruite nel pendio, su ripiani ottenuti con muri a secco, che risultano i più antichi della Liguria.

Il fenomeno dei temporali, frequenti attorno alle due vette, veniva interpretato come segno della presenza di poteri soprannaturali, come in Grecia riguardo il monte Olimpo: nel X secolo a.C., sulla vetta del Castellaro, venne costruita una capanna dedicata alla Dea Madre, dove negli anni di poca pioggia si facevano offerte. Nel IV secolo a.C., invece, i Liguri Apuani effettuavano riti con libagioni sulla vetta del monte Dragnone, dove poi è stato costruito il Santuario mariano, ancora oggetto di pellegrinaggio.

Sul Castellaro, i bizantini eressero un castello con torre e doppia cinta muraria (unico messo in luce nelle province di La Spezia e di Genova) per controllare l’eventuale arrivo di truppe longobarde, tracciando un sentiero ancora visibile. Nel XII secolo i signori di Vezzano costruirono invece una torre che permetteva di comunicare proprio con il castello di Vezzano.

Lo sfruttamento della steatite del monte Dragnone è iniziato nell’età del rame ed è proseguito fino al Novecento.

L’intervento

È prevista la sistemazione dell’area archeologica e dei sentieri di accesso. Si procederà alla pulitura e al consolidamento degli antichi terrazzamenti e delle basi delle capanne dell’età del bronzo utilizzate dagli abitanti nell’attività di allevamento, e alla sistemazione dei resti del castello bizantino e del sentiero di accesso tracciato dall’esercito dell’Impero romano d’Oriente, ma anche della torre dei signori di Vezzano.

Oltre a questo verrà installata una ricostruzione di una capanna dell’età del bronzo realizzata con i materiali usati in quelle originali: pali, rami intrecciati e stuccati con l’argilla, pavimento e focolare esterno in pietre e argilla, al fine di rendere visibile la realtà della vita dell’epoca.

Prevista la realizzazione di pannelli illustrativi che spieghino la storia e la natura dei dei territori visibili dal Castellaro, i culti della pioggia svolti sulle due sommità e il funzionamento dell’abitazione.

In più, è prevista la creazione di una stazione multimediale da allestire all’interno della esistente mostra archeologica permanente al fine di collegare attraverso la rete altri siti di interesse storico archeologico presenti sul territorio della Provincia della Spezia.

Nei dintorni

Nelle vicinanze di Zignago, a cavallo tra Toscana e Liguria, sorge l’antica colonia romana di Luni, che dà il nome a tutto il territorio della Lunigiana, e che, attualmente, rientra nel comune di Ortonovo.
Si tratta di uno dei siti archeologici più importanti e interessanti del panorama nazionale. Fondata dai romani nel 177 avanti Cristo durante la campagna militare che portò alla conquista della Liguria, divenne un importante porto.

Saccheggiata e distrutta più volte da Longobardi, saraceni e vichinghi, cadde in rovina durante il Medioevo. Ancora oggi sono visibili il magnifico anfiteatro, capace di ospitare fino a 7 mila spettatori, il Foro, templi antichi e una basilica paleocristiana, oltre a numerosi edifici commerciali e residenze private, ricche di meravigliosi mosaici e affreschi, ma anche edifici pubblici riccamente ornati, tutti elementi che testimoniano come Luni fosse una città ricca e magnificente.

Curiosità

Sui crinali più elevati, selvaggi e spettacolari dell’Appennino ligure, a cavallo del confine con Piemonte e Toscana. È tra queste vette e queste valli che si snoda l'Alta Via dei Monti Liguri, che nella zona più orientale della regione tocca proprio la zona di Zignago e dei comuni limitrofi.

Una delle tappe nella zona è il passo del Rastrello, e molti sono i sentieri che si collegano al tracciato principale dell’Alta via, salendo dalle frazioni come Sasseta e Valgiuncata, attraversando pascoli e boschi di castagni e faggi, dove si snodano i percorsi per la mountain bike e il trekking, molto vari e panoramici.

Mappa
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