Miniere di Monte Loreto
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Miniere di Monte Loreto Miniere di Monte Loreto Miniere di Monte Loreto Miniere di Monte Loreto

Castiglione chiavarese, ultimo comune orientale della Provincia di Genova, sorge tra colline verdeggianti e le valli del primo entroterra. Un comune costituito da tante, piccole, frazioni, borghi antichi che recano tracce profonde ed evidenti dell’attività dell’uomo a stretto contatto con la natura.

Terra di agricoltura e di boschi, di parrocchie e caruggi, di antiche caverne utilizzate fin dalla preistoria. Ma anche terra di scavi, di miniere e duro lavoro, come tante altre della Liguria.

Nella zona di Monte Loreto, frazione di Masso, si trovano alcune testimonianze della vita e del lavoro dell’uomo, lungo un arco di tempo straordinariamente ampio. Si tratta di attività mineraria, a lungo fondamentale nel panorama economico della zona, rappresentata  da due luoghi di estrazione preistorici e da una miniera di epoca ottocentesca.

Nell’ambito del progetto di Valorizzazione delle risorse naturali e culturali della Liguria (Asse 4 del Por Fesr 2007-2013) si intende portare a termine un complesso museale archeo-minerario attraverso l’allestimento di una struttura già restaurata in precedenza e rendendo fruibili alcune emergenze storiche e culturali.

Un intervento  che va ad inserirsi in un progetto, di ampio respiro, di lettura della storia locale attraverso i segni dell’attività umana, a partire dalla preistoria, legato alle realtà storiche e museali della zona.
Oltre al sito di Monte Loreto, tra questi bisogna ricordare le grotte del Frascarese, sito sepolcrale e abitativo a partire dall’Età del Rame, e i ritrovamenti di San Nicolao: un luogo che  ha svelato tracce che vanno dall’epoca Neolitica e giungono fino al Medioevo.

Un po’ di storia

La zona di Monte Loreto è un sito di estrazione del rame da tempi  antichissimi: le prime tracce risalgono all’inizio della fase storica della lavorazione dei metalli, l’Età del Rame (circa 3600 a.C.).
Queste cave sono le più antiche miniere di Rame di tutta l’Europa Occidentale.

Sono state utilizzate per oltre due millenni, a fasi alterne:  dopo la fase preistorica e un periodo di inattività, si è ripreso lo sfruttamento in fase tardo-antica, in epoca moderna (XVII secolo), e infine dalla metà dell‘800 fino al ‘900.
In queste miniere è stato trovato anche l’oro, e nella seconda metà dell’800 questo sito ha fornito circa il 10% della produzione nazionale. Proprio qui è stata estratta una pepita d’oro di oltre 800 grammi di peso, che ha a lungo detenuto il record di più grossa pepita trovata in Italia.

L’intervento

Le emergenze si presentano su un’area assai vasta e sono costituite da trincee e pozzi di estrazione di periodo preistorico che si incrociano, senza essere cancellate, con una rete di gallerie e pozzi risalenti all’Ottocento. Sono visibili strutture risalenti al periodo  tardo antico per la fusione del minerale.

Il sito si articola in tre sezioni: la prima riguarda l’attività estrattive preistorica, la seconda  comprende le zone di sfruttamento preistorico e tardo-antico, con i relativi piani di lavoro, mentre la terza è una miniera ottocentesca che si sviluppa per diverse centinaia di metri, con le varie sale di scavo e i pozzi di collegamento.

Obiettivo dell’intervento per quanto riguarda i siti esterni e i sentieri, è quello del loro recupero, della pulizia e  della messa in sicurezza per rendere completamente fruibile la zona.

L’edificio che diverrà sede espositiva, con una superficie di 270 metri quadrati, è  già stato ristrutturato, e predisposto per allestimenti e arredi.

Le diverse gallerie e zone di scavo sono in stato di decadimento  e non sono fruibili. La galleria ottocentesca è abbandonata  da circa 100 anni, e anch’essa non è fruibile. Per questo è prevista la sistemazione del fondo, la realizzazione di un impianto di illuminazione, la messa in sicurezza degli accessi ai pozzi, oltre all’installazione di cartelli esplicativi.

Nei locali dell’edificio è previsto l’allestimento delle sale espositive con vetrine, teche ed espositori , pannelli  e con la realizzazione di ambientazioni.

Nei dintorni

Tutta la zona dell’alta Val Petronio è ricca di testimonianze storiche e archeologiche che, assieme al museo legato alle cave di Monte Loreto, costituiscono un percorso unico sulla storia umana di queste valli.

Nella zona del Frascarese si trovano due grotte che sono state frequentate dall'uomo sin dall'epoca preistorica: la "Grotta della Prima Ciappa", che è stata utilizzata come sepolcro circa 4500 anni fa,  e  la "Grotta delle Fate", utilizzata come rifugio dalla preistoria fino al Medioevo.

Sul monte San Nicolao, invece, una campagna di scavi ha rivelato la presenza di un hospitale di epoca romana, che rimase in funzione durante tutto il Medioevo, fino alla sua distruzione, nel 1590, a causa di un incendio. È tuttora evidente  la struttura originale dell'edificio, a forma di croce, con tre absidi semicircolari, a fianco della chiesetta adiacente.

Questo hospitale rappresentava un punto di riferimento importante per i viandanti su una “strada Romea”, in uno snodo viario fondamentale tra Liguria, Emilia e Lunigiana.

Curiosità

Proseguendo sulla provinciale 523 di cento Croci nel territorio della provincia della Spezia, si entra in Val di Vara, il cui “capoluogo” è Varese Ligure, uno dei borghi più belli d’Italia, insignito della bandiera arancione del Touring club.

Sorto in un’ampia valle verdeggiante, la cittadina sorge attorno al delizioso “borgo rotondo”, un complesso abitativo e allo stesso tempo difensivo, chiuso a riccio su se stesso. Il borgo culmina nel castello di Varese, testimone dell’importanza del paese in epoca medievale.

Una delle peculiarità di Varese Ligure è la grande attenzione alla qualità e alla genuinità dei prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento: caratteristica che ha fatto della val di Vara una vera  e propria Valle del Biologico. Raccolta differenziata, utilizzo di energie pulite, aria salubre e cibi sani, una vasta rete di  sentieri, il tutto unito ad una grande capacità in termini ricettivi e di accoglienza, fanno di Varese Ligure e della sua valle una meta ambita e ricercata nel panorama turistico ligure.

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